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  RICONOSCIMENTO SERVIZIO PRE-RUOLO

  1. copia della “diffida” inviata all’amministrazione;
  2. copia dell’attestazione di invio della raccomandata, contenente la “diffida”;
  3.  copia integrale del decreto di ricostruzione di carriera;
  4. certificato di servizio (ove non disponibile, i contratti annuali di lavoro e il decreto di assunzione in ruolo);
  5. copia di 1 busta paga per ogni anno di servizio fino alla cenferma in ruolo (compreso cioè l’anno di prova);
  6. copia di 1 busta paga per ogni mese dal 01.09.2019 ad oggi (versione digitale).
Una volta predisposta la pratica l’interessato/a verrà contattato/a dall’avvocato che presenterà i ricorsi.

 

 

   BILINGUISMO :

Terzo successo in data 10.03.2022 per i ricorsi, coordinati dalla SGBCISL Scuola e presentati dagli avvocati Cinzia Marchioro ed Andrea Esposito, volti a far riconoscere ai docenti che abbiano un patentino di livello inferiore rispetto alla funzione ricoperta la corresponsione della relativa indennità di bilinguismo. La sentenza, infatti, emessa dal giudice del lavoro di Bolzano nell’ottobre del 2018 a favore di 8 nostri assistiti, è stata recentemente confermata con sentenza n.339/2022).

In sostanza la Corte d’Appello ha nuovamente riconosciuto il diritto dei ricorrenti a percepire l’indennità di bilinguismo relativa al patentino da essi posseduto, indipendentemente dal grado di scuola in cui sono in servizio. Ciò in base alla motivazione che la norma che prevede tale ipotesi (tutela del bilinguismo) è di rango superiore; neanche previsioni successive di carattere normativo o contrattuale possono scalfire questo assunto. I giudici hanno anche chiarito che non risulta rilevante a questo proposito quando i ricorrenti hanno ottenuto il patentino di bilinguismo.

Siamo molto soddisfatti di questo risultato! Le reiterate sentenze non costituiscono però un automatismo rispetto ad altri casi analoghi: gli iscritti che si trovassero quindi nella condizione descritta (patentino di livello inferiore a quello previsto) dovranno necessariamente presentare ricorso tramite i nostri avvocati, per vedersi riconosciuto il diritto al pagamento dell’indennità. Chiunque si trovi nella situazione descritta (patentino inferiore rispetto alla qualifica; ad esempio docenti di scuola secondaria con patentino D, C o B) può presentare ricorso.

Per poter inoltrare il ricorso è richiesta la seguente documentazione:

  • Copia dell’attestato di bilinguismo
  • Copia della richiesta di attribuzione dell’indennità di bilinguismo
  • Copia del rigetto da parte dell’amministrazione
  • Certificato di servizio o autocertificazione dei servizi svolti
  • Copia di un documento di identità valido
  • Copia del codice fiscale
  • Recapito telefonico e indirizzo e-mail

I documenti in copia devono recare l’indicazione “copia conforme all’originale DPR 445/2000” e la firma.

Una volta reperito quanto sopra, sarà sufficiente inviare una mail all’indirizzo per fissare un appuntamento, indicando un recapito telefonico. Lo studio legale contatterà gli interessati e fisserà un appuntamento per presentare la documentazione richiesta nonché  firmare la procura alle liti e la privacy.

Avv. Cinzia Marchioro

Viale Druso 58, Bolzano

Tel: 0471 050752

Lunedì 09.30 – 14.00

Martedì 09.30 – 13.30

Mercoledì 09.30 – 17.30

Giovedì 09.30 – 13.30

Venerdì  09.30 – 13.30

 

  RICORSO TFR:

La SGBCISL Schulescuola sta avviando una serie di ricorsi dinnanzi al Giudice del Lavoro al fine di ottenere la declaratoria di illegittimità della trattenuta del 2,5% dello stipendio a fini TFR, applicata a tutt’oggi dall’amministrazione provinciale (sul cedolino stipendio figura con la descrizione “Diminuzione stipendio lordo DPCM 12/1999”.

Si tratta di una trattenuta stipendiale, introdotta con un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri nel 1999, a carico di tutti i docenti la cui buonuscita viene calcolata con il nuovo sistema denominato TFR, trattamento di fine rapporto. Questa trattenuta è volta a mantenere l’invarianza dello stipendio netto di questi docenti rispetto a quello dei docenti la cui buonuscita continua ad essere calcolata con il “vecchio” sistema denominato TFS, trattamento di fine servizio.
Questa procedura cozza contro le disposizioni normative vigenti, in quanto l’articolo 2120 del Codice Civile prescrive in maniera chiara che il TFR debba essere unicamente ed interamente a carico del datore di lavoro. Così avviene ad esempio senza eccezioni nel settore privato. Una recente sentenza della Corte Costituzionale (n.223/2012) ha ribadito la irregolarità della trattenuta nel settore pubblico.

Chi può partecipare ai ricorsi?

Tutti i docenti in regime di TFR (si veda il proprio cedolino stipendi).

Procederemo in due fasi (e con due obiettivi diversi):

Fase 1: ricorsi per docenti attualmente in servizio con contratti a tempo determinato

Lo scopo di questo ricorso è la cancellazione della trattenuta “Diminuzione stipendio lordo DPCM 12/1999”. Il modello di diffida e le spiegazioni relative all’inoltro della documentazione sono scaricabili qui.

Fase 2: ricorsi per docenti con contratto a tempo indeterminato

Lo scopo di questo ricorso è l’accantonamento delle quote trattenute e la loro liquidazione assieme al futuro TFR. Il modello di diffida e le spiegazioni relative all’inoltro della documentazione sono scaricabili qui

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 23.12.20 Contratto collettivo provinciale decentrato riguardante le relazioni sindacali e le Rappresentanze Sindacali Unitarie nelle scuole (RSU)

Art.10 Composizione della RSU

  • la RSU nelle scuole si compone di tre docenti
  • la RSU può chiamare a prendere parte alle attività della stessa, con ruolo consultivo, anche:

⇒ 1 docente di seconda lingua, qualora nessun docente di tale disciplina risulti eletto

⇒ 1 docente per ogni ordine e grado di scuola negli istituti comprensivi, qualora un ordine o grado di scuola non sia rappresentato

Art.13 Durata e sostituzione nell’incarico

  • la RSU resta in carica per tre anni o comunque fino all’indizione di nuove elezioni
  • in caso di dimissioni dal servizio o di trasferimento della sede di servizio la rappresentante o il rappresentante decade dalla sua carica (viene sostituito/a dal primo o dalla prima dei non eletti
  • in caso si renda necessaria la sostituzione di membri della RSU, questa decade qualora non risulti composta da almeno due componenti

 

  Le singole organizzazioni sindacali rappresentative hanno il diritto di nominare presso ciascuna istituzione scolastica i propri rappresentanti e le proprie rappresentanti (“terminali associativi”), ai quali e alle quali competono le seguenti prerogative e tutele:

  • indizione di assemblee (anche congiuntamente con una o più delle organizzazioni sindacali rappresentative del comparto), con specifico ordine del giorno
  • utilizzo di un locale idoneo per le proprie riunioni
  • diritto di affissione all’albo e messa a disposizione ai docenti delle comunicazioni nella forma digitale
  • uso dei permessi retribuiti

 

Art.5 Relazioni sindacali a livello di istituzione scolastica

1. Le relazioni sindacali si svolgono tra il/la dirigente scolastico/a e la Rappresentanza Sindacale Unitaria della scuola (RSU) e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali che hanno sottoscritto il contratto collettivo provinciale per il personale docente.

Il/la dirigente scolastico/a e la RSU possono invitare altre persone di loro fiducia a partecipare a titolo consultivo alle riunioni.

 

  CONTRATTO INTEGRATIVO DI ISTITUTO

 

  contrattazione:

Prima di avviare la trattativa sulle seguenti materie il/la dirigente scolastico/a informa le organizzazioni sindacali firmatarie del Contratto Collettivo Provinciale, affinché possano avvalersi del diritto di partecipare con propri rappresentanti alla contrattazione di istituto:

a) criteri e modalità di applicazione dei diritti sindacali di cui agli articoli 6 e 12 (vedi sopra)

b) attuazione della normativa in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro

c) criteri per l’attribuzione di premi di produttività (vedi anche art. 27 del CCP-TU in questo sito, area Contratti), legge 14/16 art.7 comma 3 e nell’area download il Contratto decentrato sul Premio di Produttività)

  La legge provinciale 14/16 art.7 comma 3 dispone quanto segue: Le disposizioni del contratto collettivo provinciale relative al premio di produttività del personale docente devono tenere conto del fatto, che per l’assegnazione di tale premio non è previsto alcun importo di base o importo massimo e che questo può essere assegnato anche a un numero limitato di docenti. Tale disposizione di legge non è ancora stata recepita con un contratto successivo a quello del 16.06.09, che resta quindi in vigore: esso prevede un importo massimo (art.3 comma 1a) L’importo massimo del premio di produttività per docente è definito con euro 1.400. ma non prevede espressamente che non possa essere definita una base.

d) ulteriori criteri per la salvaguardia del diritto alla disconnessione

 

  confronto:

a) criteri riguardanti le assegnazioni del personale docente alle sezioni staccate e ai plessi

b) criteri relativi all’articolazione dell’orario di lavoro del personale docente

c) criteri per la fruizione dei permessi per l’aggiornamento

d) priorità e modalità per l’utilizzo del contingente per i compensi e per le ore straordinarie

 

  informazione:

a) proposte di formazione delle classi e di determinazione degli organici della scuola

b) dati sull’utilizzo dei contingenti per compensi e per il pagamento di ore straordinarie (ambito di utilizzo, nominativi e i relativi compensi)

c) dati sull’assegnazione dei premi di produttività (modalità di calcolo, nominativi dei docenti con i relativi compensi)

 

 

  RSU – RISULTATI ELEZIONI: tabella definitiva

È disponibile nell’area download il file con i risultati definitivi delle elezioni RSU 2021-22. Nelle scuole che non hanno raggiunto il quorum non si costituiranno RSU.

 

 

  ISTRUZIONI OPERATIVE PER IL VOTO ONLINE:
  • riceverai dalla tua segreteria nella posta LASIS un codice personale per votare
  • ACCEDI ALLA PIATTAFORMA DI VOTO usando il seguente link: www.egv-rsu2022.com
  • inserisci il codice personale
  • vota, esprimendo la preferenza per un/a candidato/a

RICORDA che:

  • puoi usare il codice una volta sola
  • puoi esprimere una sola preferenza per la/il candidata/o che preferisci (in un istituto comprensivo, non importa che sia del tuo stesso grado/ordine di scuola)
  • puoi votare da pc, cellulare, tablet
  • si  vota dalle 00:00 del 7 aprile alle 23:59 del 9 aprile
  • la procedura di voto garantisce la segretezza e l’unicità del voto stesso

 

  Diritto di voto (cd. elettorato attivo): casi particolari

  • i docenti a tempo determinato (cd. supplenti), in servizio fino ad almeno il 30.04.22: votano

N.B. Proroghe contratti: i docenti attualmente in servizio con contratto che scade prima del 30.04.22, che entro il 09.04.22 (ultimo giorno utile per le votazioni online) si vedono prorogare il contratto fino ad almeno il 30.04.22, acquisiscono il diritto di voto in forza della proroga. Ogni scuola riceverà dei codici “di scorta” per consegnarli a questi eventuali nuovi elettori; ai nuovi elettori la segreteria fornirà:

1) il link per l’accesso alla piattaforma di voto

2) il codice attraverso cui autenticarsi in piattaforma come “avente diritto di voto” e necessario per votare (il codice non consente all’azienda che gestisce tecnicamente le votazioni di risalire all’identità dell’elettore; la procedura di voto garantisce l’unicità e la segretezza del voto stesso).

Nel caso in cui il numero dei votanti aumenti in forza di una proroga del contratto, sarà cura della segreteria comunicare tempestivamente alla commissione elettorale le unità che si aggiungono al numero di elettori precedentemente comunicato. Questo passaggio è importante: consentirà di aggiornare il numero complessivo dei votanti, su cui si basa il quorum da cui dipende la validità delle elezioni.

  • i docenti inidonei temporaneamente: votano
  • i docenti inidonei permanentemente, che mantengono lo status giuridico-economico del docente e non rientrano nel profilo del personale non docente dell’Amministrazione provinciale: – in servizio a scuola: votano – in servizio presso altra amministrazione: non votano 
  • i docenti titolari nella scuola assenti a qualsiasi titolo (casistica a titolo esemplificativo e non esaustivo: sospensione per mancanza Green Pass rafforzato, aspettativa, esonero presso il sindacato, distacco, comando, mandato politico, tutti gli istituti in tutela di maternità/paternità): votano 
  • i docenti in assegnazione provvisoria, utilizzazione, DOPS/DOP: votano nella scuola in cui prestano servizio

    

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SEZIONE  FAQs

  Ministero Istruzione: per le informazioni ministeriali su Covid-19 e scuola clicca qui

  Ministero Istruzione: link al tema “Rientro a scuola”

  Ministero Salute: per le informazioni ministeriali sulle certificazioni verdi COVID-19 clicca qui

  SANIPRO: per informazioni sulla prestazione straordinaria Covid-19 clicca qui

 

  Vuoi la Certificazione verde ma non hai ricevuto l’SMS o l’email o non li trovi più? clicca qui

 

 

  31.03.22 Nota MI n.659 / 29.03.22 Circolare Intendenze / 28.03.22 Nota MI n.620 /  24.03.22 Decreto Legge 24/22

 

24.03.22 Decreto Legge 24/22

Disposizioni urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da COVID-19, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza

 ♠  Art.8 Obblighi vaccinali: Art. 4-ter.2 Obbligo vaccinale per il personale docente ed educativo della scuola

2. La vaccinazione costituisce requisito essenziale per lo svolgimento delle attività didattiche a contatto con gli alunni da parte dei soggetti obbligati

3. I Dirigenti scolastici verificano l’adempimento dell’obbligo vaccinale secondo le modalità già previste dal Decreto-Legge n.52/21 (art.9)

Nei casi in cui non risulti:

  • l’effettuazione della vaccinazione anti SARS-CoV-2 o
  • la presentazione della richiesta di vaccinazione nelle modalità stabilite nell’ambito della campagna vaccinale in atto

i dirigenti accertano l’inosservanza dell’obbligo vaccinale e ne danno immediata comunicazione scritta all’interessato. L’atto di accertamento dell’inadempimento impone al dirigente scolastico di utilizzare il docente inadempiente in attività di supporto alla istituzione scolastica.

 

  28.03.22 Nota MI n.620 – 29.03.22 Circolare Intendenze – 31.03.22 Nota MI n.659    Attività di supporto all’istituzione scolastica e monte ore settimanale

[Nota 620] Il mancato adempimento dell’obbligo vaccinale “impone al dirigente scolastico di utilizzare il docente inadempiente in attività di supporto all’istituzione scolastica”.

Il personale docente ed educativo inadempiente all’obbligo vaccinale potrà essere impiegato nello svolgimento di tutte le altre funzioni rientranti tra le proprie mansioni, quali, a titolo esemplificativo le attività anche a carattere collegiale, di programmazione, progettazione, ricerca, valutazione, documentazione, aggiornamento e formazione.

[Nota 659] servizio di biblioteca e documentazione, organizzazione di laboratori, supporto nell’utilizzo degli audiovisivi e delle nuove tecnologie informatiche, attività relative al funzionamento degli organi collegiali, dei servizi amministrativi e ogni altra attività deliberata nell’ambito del progetto d’istituto

[Circolare IntendenzeMonte ore settimanale

Per i compiti che non rientrano nell’insegnamento ma sono a supporto all’istituzione scolastica si applica l’orario di lavoro dell’amministrazione provinciale [38 ore settimanali].

Se le attività svolte consistono in offerte aggiuntive di didattica a distanza, le ore vengono calcolate come ore di insegnamento.

 

 

  [Decreto Legge 24/22] Art.4-quinquies: Accesso ai luoghi di lavoro da parte del personale della scuola/ 29.03.22 Circolare Intendenze

[DL 24/22] Per tutti i lavoratori della scuola (dirigenti scolastici, docenti, educatori ed ATA) in caso di inadempienza nei confronti dell’obbligo vaccinale è prevista la sanzione pecuniaria di 100 euro.

  • I medesimi lavoratori, fino al 30 aprile 2022, per accedere al luogo di lavoro devono possedere la certificazione verde da vaccinazione, guarigione o test (cosiddetto green pass base).
  • Dal 1°maggio invece, secondo le attuali previsioni, per l’accesso al lavoro non è più necessario essere in possesso della certificazione verde Covid-19

 

  [29.03.22 Circolare Intendenze ]   DOCENTI  SENZA GREEN PASS BASE

Il personale scolastico che il 1°aprile 2022 non è in possesso del green pass da vaccinazione, guarigione o test (cd. “green pass base”) non può svolgere alcuna attività lavorativa ed è considerato assente ingiustificato finché non produce una certificazione verde.

La dirigente/il dirigente competente emana un provvedimento di assenza ingiustificata con riferimento ai singoli giorni o al periodo in questione; tale provvedimento comprende anche i giorni non lavorativi/festivi tra i singoli giorni di assenza ingiustificata.

[05.04.22 Nota 695] L’assenza ingiustificata:

  • non comporta conseguenze disciplinari
  • non fa venire meno il diritto alla conservazione del posto di lavoro
  • comporta l’assenza di retribuzione,  altro compenso o emolumento, comunque denominati

 

  28.03.22 Ordinanza n.10 PGP (area download)

Confermata l’applicazione delle disposizioni relative a:

  • dal 1 aprile rientro in “attività di supporto alla scuola” del personale docente non vaccinato in possesso del green pass base
  • gestione dei casi di positività nelle classi

 

SUPPLENTI

  DL 24/22 art.4-ter.2 comma 4

I dirigenti scolastici […] provvedono, dal 1° aprile 2022 fino al termine delle lezioni dell’anno scolastico 2021/2022, alla sostituzione del personale docente e educativo non vaccinato mediante l’attribuzione di contratti a tempo determinato che si risolvono di diritto nel momento in cui i soggetti sostituiti, avendo adempiuto all’obbligo vaccinale, riacquistano il diritto di svolgere l’attività didattica.

  • i contratti di supplenza per la sostituzione del personale docente ed equiparato sospeso terminano solo qualora si riscontri che il personale sospeso è in possesso del “green pass rafforzato”
  • il possesso del green pass rafforzato da parte del personale docente ed equiparato costituisce requisito indispensabile per l’assunzione

 

   

   Eccezioni all’obbligo vaccinale:  ESENZIONE e DIFFERIMENTO

    Esenzione dalla vaccinazione anti COVID-19:  info dettagliate al link al sito del Ministero della Salute

Dal 7 febbraio 2022, la certificazione di esenzione dalla vaccinazione anti COVID-19 viene rilasciata esclusivamente in formato digitale in modo da permettere la verifica attraverso la scansione del QR code e con gli altri sistemi di verifica automatizzati.

La certificazione di esenzione dalla vaccinazione anti COVID-19 digitale non è una Certificazione verde COVID-19, ha validità solo in Italia e può essere utilizzata per accedere dove è richiesto un green pass.

La validità delle certificazioni di esenzione dalla vaccinazione è indicata nella certificazione stessa e dipende dalla specifica condizione clinica che ne ha giustificato il rilascio. In caso di sopravvenuta positività a SARS-CoV-2 anche le certificazioni di esenzione sono revocate e poi riattivate automaticamente con la guarigione.

 

 

  04.02.22 DL 5/22, art.1  Aggiornamento durata del Green Pass rinforzato  (indipendentemente dall’obbligo vaccinale):

•  la certificazione verde COVID-19 rilasciata a seguito della conclusione del ciclo vaccinale primario (1° e 2° dose) mantiene la durata di 6 mesi a far data dalla seconda inoculazione

  Per la prima dose la certificazione sarà generata dal 12° giorno dopo la somministrazione e avrà validità a partire dal 15° giorno fino alla dose successiva.

•  la certificazione verde COVID-19 rilasciata a seguito della somministrazione della dose di richiamo dopo la conclusione del ciclo vaccinale primario (dose booster) ha validità senza necessità di ulteriori dosi di richiamo (novità introdotta dal nuovo D.L.5/2022)

•  la certificazione verde COVID-19 rilasciata a coloro che hanno contratto l’infezione da COVID-19 oltre il 14° giorno successivo alla somministrazione della prima dose di vaccino ha una validità di 6 mesi a decorrere dalla guarigione

•  la certificazione verde COVID-19 rilasciata a coloro che hanno contratto l’infezione dopo aver terminato il ciclo vaccinale primario (le prime due dosi) oppure dopo la somministrazione della relativa dose di richiamo (booster) ha validità a decorrere dall’avvenuta guarigione senza ulteriori dosi di richiamo.

 

 

  Assegnazione a mansioni diverse: in caso di esenzione o differimento detto personale, per il periodo in cui la vaccinazione è omessa o differita, sarà adibito a mansioni anche diverse, senza decurtazione della retribuzione, in modo da evitare il rischio di diffusione del contagio.

Tali previsioni non introducono l’obbligo tout court , quanto piuttosto la possibilità, per il datore di  lavoro, di adibire il personale esente/differito dalla vaccinazione a mansioni diverse da quelle ordinariamente svolte.

Il Legislatore, ovviamente, non chiede al dirigente scolastico interventi “impossibili” ma, più semplicemente, che si adottino le misure che, “secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la
tecnica, sono necessarie a tutelare” la salute del personale scolastico (art. 2087 del Codice Civile).

 

  Proseguimento dell’attività didattica:

In tal senso, il dirigente scolastico, datore di lavoro e responsabile della sicurezza dei lavoratori:

  • acquisisce dal personale interessato la certificazione che dovrà risultare conforme alle circolari del Ministero della salute in tema di esenzione da vaccinazione anti SARS-CoV-2
  • in relazione alle specifiche situazioni di contesto, il dirigente scolastico si avvale del Responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP) e del Medico competente per:

– definire le possibili condizioni di riduzione del rischio di diffusione del contagio e di contenimento del rischio per la salute del soggetto esente

– definire le possibili condizioni di riduzione del rischio di diffusione del contagio e di contenimento del rischio per la salute del soggetto nei confronti del quale la vaccinazione risulti
differita

– intervenire sugli aspetti organizzativi connessi allo svolgimento dell’attività lavorativa

Acquisite le valutazioni tecniche del Medico competente e del RSPP, nel rispetto della normativa vigente in materia di sorveglianza sanitaria, il dirigente scolastico:

  • valuta la possibilità che il personale di che trattasi prosegua nello svolgimento della prestazione lavorativa cui è normalmente adibito
  • qualora da detta valutazione tecnica emerga un rischio elevato, individua, con la collaborazione dei tecnici sopra citati, interventi che consentano di ridurre il rischio, permettendo con ciò il proseguimento del servizio in condizioni accettabili di sicurezza.

Potranno a tale fine essere adottati provvedimenti protettivi ulteriori rispetto agli usuali, quali, ad esempio:

♠ mascherine FFP2

♠  visiere professionali paraschizzi aggiuntive all’utilizzo di mascherine

♠  utilizzo di aule di maggiore ampiezza, con studenti maggiormente distanziati e in numero ridotto

♠  potenziamento aerazione

 

  Altre mansioni:

Qualora anche tali ultimi provvedimenti non consentano di ridurre in maniera ritenuta accettabile il rischio di contagio, per il lavoratore o per la comunità scolastica, il dirigente provvede ad
assegnare il lavoratore a mansioni alternative quali, a puro titolo indicativo per il personale docente;

♠  attività di programmazione

♠ attività di potenziamento a distanza degli apprendimenti

♠  attività di supporto alla didattica erogata agli alunni in istruzione domiciliare

Ove ricorra l’esigenza di assegnare il lavoratore a mansioni alternative, al fine di garantire:

– la regolarità e il buon andamento del servizio scolastico svolto in presenza

– l’efficacia, l’efficienza e l’economicità del servizio scolastico svolto in presenza

il dirigente riorganizzerà l’attività scolastica, adottando i più opportuni provvedimenti di gestione del personale a disposizione, in ragione dei propri poteri di direzione, coordinamento e valorizzazione delle risorse umane.

Nell’ipotesi in cui non risulti possibile la sostituzione del personale esente/differito dalla vaccinazione, si ricorrerà alle sostituzioni secondo le regole ordinarie previste dalla normativa vigente.

 

Altre categorie escluse dall’obbligo: assenze

♠  collocamento fuori ruolo (docenti all’estero)

♠  aspettativa a qualunque titolo

♠  congedo per maternità o parentale (per la durata dell’assenza)

♠  il personale docente e pedagogico comandato ad altri enti/altre unità organizzative

♠  il personale docente e pedagogico impiegato in altre attività (al di fuori degli istituti scolastici)

⇒  [il personale in stato di malattia (per la durata dell’assenza)]  caso sub iudice: 17.12.21 Nota Operativa MI n.927

♠  il personale esterno cui sono stati affidati degli incarichi (es. educatori FSE, esperti pet therapy)

  Alla data del rientro in servizio a scuola, detto personale deve aver assolto all’obbligo vaccinale.

 

 

 

 

18.10.21 ISTRUZIONE PARENTALE

Legge provinciale 11/21, art.7: modifiche della legge provinciale 16 luglio 2008, n. 5 – (area download)

“6-ter. Qualora gli esercenti la responsabilità genitoriale provvedano all’assolvimento del diritto-dovere all’istruzione e alla formazione mediante l’istruzione parentale, sono tenuti a presentare anno per anno una comunicazione alla o al dirigente dell’istituzione scolastica a carattere statale del primo ciclo territorialmente competente ovvero dell’istituzione scolastica pubblica del secondo ciclo di istruzione prescelta. In tale comunicazione gli esercenti la responsabilità genitoriale devono,
tramite dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà […]:

a) dimostrare che hanno effettuato un colloquio obbligatorio di consulenza presso la scuola, un esperto/una esperta dell’Unità consulenza psicopedagogica della Ripartizione pedagogica o il/la Garante per l’infanzia e per l’adolescenza;

b) dichiarare quali persone impartiscono l’istruzione parentale e di quali qualifiche dispongono;

c) dichiarare in che modo intendano assicurare il raggiungimento degli obiettivi formativi stabiliti nelle indicazioni provinciali o nei piani di studio, presentando un programma e dimostrando in modo dettagliato come vengono pianificate e svolte le lezioni.”

  • La comunicazione relativa alla fruizione dell’istruzione parentale […] per l’anno scolastico successivo è da presentare, di norma, nel periodo previsto per le iscrizioni a scuola e comunque non oltre il termine perentorio del 31 luglio.
  • L’istruzione parentale è da impartire per la durata di un intero anno scolastico, fatte salve situazioni motivate.
  • Il dirigente scolastico o la dirigente scolastica ovvero una persona da lui o lei incaricata può, nel corso dell’anno scolastico, osservare le lezioni, valutando anche le competenze socio-emotive del o della minore.
  • Qualora dovesse sussistere un ragionevole dubbio che l’esercizio del diritto all’istruzione del o della minore sia compromesso, il dirigente scolastico o la dirigente scolastica può, già dopo il primo periodo di valutazione, avviare le misure previste dalle disposizioni vigenti in caso di violazione dell’obbligo di istruzione e formazione.
  • I minori a cui viene impartita l’istruzione parentale sono tenuti a sostenere annualmente, per il passaggio alla classe successiva e fino all’assolvimento dell’obbligo
    di istruzione e formazione, l’esame di idoneità in qualità di candidati esterni o di candidate esterne presso la scuola alla quale è stata presentata la dichiarazione relativa alla fruizione dell’istruzione parentale

 

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FAQs SITO MIUR IN COSTANTE AGGIORNAMENTO

 

  04.02.22 Ordinanza n.6 del Presidente della Giunta Provinciale

  SCUOLA PRIMARIA (Ordinanza,punti 4 e 5):

fino a casi di positività accertati tra le alunne e gli alunni presenti in classe:

l’attività didattica prosegue in presenza per tutte le alunne e tutti gli alunni

con:

l’utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo FFP2 da parte del personale docente e delle alunne e degli alunni che abbiano superato i sei anni di età

fino al:

10° giorno successivo alla conoscenza dell’ultimo caso accertato positivo al Covid-19.

In tali casi, è fatto comunque obbligo di effettuare un test antigenico rapido o molecolare o test antigenico autosomministrato per la rilevazione dell’antigene SARS-CoV-2 alla prima comparsa dei sintomi e, se ancora sintomatici, al quinto giorno successivo alla data dell’ultimo contatto.  In caso di utilizzo del test antigenico autosomministrato l’esito negativo è attestato tramite autocertificazione.

  (Punto 5  ordinanza) È fatto obbligo, in ogni caso, per coloro che rimangono in presenza, di utilizzare dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo FFP2 fino al decimo giorno successivo alla conoscenza dell’ultimo caso accertato positivo al COVID-19.

 

Con    o    casi di positività accertati tra gli alunni presenti in classe:

♠  l’attività didattica prosegue in presenza per coloro che:

– diano dimostrazione di avere concluso il ciclo vaccinale primario, oppure

– diano dimostrazione di essere guariti da meno di centoventi giorni, oppure

– hanno completato il ciclo vaccinale primario, oppure

– hanno effettuato la dose di richiamo, nonché per coloro che:

partecipino allo screening volontario.

♠  l’attività didattica prosegue a distanza per la durata di 5 giorni, se l’accertamento del 5°caso di positività si verifica entro cinque giorni dall’accertamento del caso precedente.

 

  Per coloro che posseggano un’idonea certificazione di esenzione dalla vaccinazione, l’attività didattica prosegue in presenza, su richiesta di coloro che esercitano la responsabilità genitoriale per i minori e degli alunni direttamente interessati, se maggiorenni.

 

  SCUOLA SECONDARIA (I e II grado) e FORMAZIONE PROFESSIONALE (Ordinanza, punti 6 e 7)

Con    caso di positività accertato tra le alunne e gli alunni presenti in classe:

♠   l’attività didattica prosegue per tutti in presenza con l’utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo FFP2 da parte delle alunne degli alunni e del personale docente

 

Con    o    casi di positività accertati tra le alunne gli alunni presenti in classe, l’attività didattica prosegue in presenza per coloro che:

– diano dimostrazione di avere concluso il ciclo vaccinale primario, oppure

– diano dimostrazione di essere guariti da meno di centoventi giorni, oppure

– hanno completato il ciclo vaccinale primario, oppure

– hanno effettuato la dose di richiamo, nonché per coloro che:

partecipino allo screening volontario.

♠  l’attività didattica prosegue a distanza per la durata di 5 giorni, se l’accertamento del 2°caso di positività si verifica entro cinque giorni dall’accertamento del caso precedente.

 

 

 

 

 

 

GLOSSARIO:  da Aggiornamento sulle misure di quarantena e isolamento in seguito alla diffusione a livello globale della nuova variante VOC SARS-CoV-2 Omicron, Circolare n.60136 Ministero della Salute; DL 5/22 del 04.02.22; circolare Ministero della Salute n.9498 del 04.02.22

CONTATTO A BASSO RISCHIO:

– una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso COVID-19, ad una distanza inferiore ai 2 metri e per meno di 15 minuti
– una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d’attesa dell’ospedale) o che ha viaggiato con un caso COVID-19 per meno di 15 minuti
– tutti i passeggeri e l’equipaggio di un volo in cui era presente un caso COVID-19, ad eccezione dei passeggeri seduti entro due posti in qualsiasi direzione rispetto al caso COVID-19, dei compagni di viaggio e del personale addetto alla sezione dell’aereo/treno dove il caso indice era seduto che restano classificati contatti ad alto rischio

QUARANTENA: restrizione dei movimenti di persone sane per la durata del periodo di incubazione, ma che potrebbero essere state esposte ad un agente infettivo o ad una malattia contagiosa, con l’obiettivo di monitorare l’eventuale comparsa di sintomi e identificare tempestivamente nuovi casi

ISOLAMENTO: nei casi di documentata infezione da SARS-CoV-2 si riferisce alla separazione delle persone infette dal resto della comunità per la durata del periodo di contagiosità, in ambiente e condizioni tali da prevenire la trasmissione dell’infezione

AUTO-SORVEGLIANZA (30.12.21 Circ. 60136 Ministero della Salute): il regime precauzionale che prevede per i soggetti asintomatici, contatti stretti di un positivo (c.d. alto rischio) l’obbligo di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo FFP2 per almeno 10 giorni dall’ultima esposizione al caso

(DL 33/20 e successive modificazioni ed integrazioni):

– contatto stretto con soggetti confermati positivi al COVID-19 avvenuto nei 120 giorni dal completamento del ciclo vaccinale primario (prime due dosi)

– contatto stretto con soggetti confermati positivi al COVID-19 avvenuto nei 120 giorni successivi dalla avvenuta guarigione

– contatto stretto con soggetti confermati positivi al COVID-19 avvenuto dopo la somministrazione della dose booster

– (DL 5/22, art.2) contatto stretto con soggetti confermati positivi al COVID-19, avvenuto dopo la guarigione successiva al completamento del ciclo vaccinale primario (2 dosi)

   MASCHERINE: tipologie

  •  mascherina chirurgica (ossia quella a uso medico, certificata in base alla capacità di filtraggio, sviluppata per essere utilizzata in ambiente sanitario e che impedisce la trasmissione del virus)
  • mascherine di comunità (ossia quelle che hanno lo scopo di ridurre la circolazione del virus nella vita quotidiana e non sono soggette a particolari certificazioni. Non devono essere considerate né un dispositivo medico, né dispositivo di protezione individuale, ma una misura igienica utile a ridurre la diffusione del virus), quali mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso

 

 

05.01.22 PROGETTO “TEST RAPIDI NASALI”

Confermato con Ordinanza n.01 del 05.01.22, punto 24 lo screening volontario

Lo screening volontario di cui alle ordinanze presidenziali n. 30 del 3.09.2021 e n. 31 dell’1.10.2021, organizzato dall’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige nelle scuole di ogni ordine e grado del territorio provinciale, prosegue fino al 31 marzo 2022.

QUARANTENA / ISOLAMENTO: RITENUTE / VISITE / SERVIZIO

Decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (in Gazzetta Ufficiale – Serie generale – Edizione Straordinaria n. 70 del 17 marzo 2020), coordinato con la legge di conversione 24 aprile 2020, n. 27, art.87

  ritenute: “Il periodo trascorso in malattia o in quarantena con sorveglianza attiva, o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva, dai dipendenti delle amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, dovuta al COVID-19, è  equiparato al periodo di ricovero ospedaliero.”  Questo significa che non vengono applicate le ritenute previste per i primi 10 giorni del periodo di “malattia”.

  visite: da parte dell’amministrazione non è dovuto nessun controllo fiscale, in quanto non esistono uno stato di malattia e una prognosi da controllare né è necessaria la verifica del rispetto delle fasce di reperibilità dato che il lavoratore è obbligato a permanere per tutto il periodo al proprio domicilio, al fine di evitare, in caso di inosservanza dell’obbligo, pesanti conseguenze di natura penale.

servizio:  la quarantena e la permanenza domiciliare fiduciaria, se coperte da certificato medico, si configurano come “malattia” quindi non sussiste obbligo di erogare prestazioni lavorative.

 

Casi di astensione dal lavoro nel contesto di emergenza sanitaria da Covid-19 con indicazione dell’istituto contrattuale o normativo di riferimento:

  

 

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La legge n. 234 del 30 dicembre 2021, art. 1, commi 87 e 94 ha introdotto ulteriori requisiti pensionistici. Tutti coloro che soddisfano i nuovi requisiti e desiderano lasciare il servizio il 31 agosto 2022 devono presentare le domande entro il 28 febbraio 2022.

Le novità principali sono:

Quota 102: Somma di almeno 64 anni di vita e 38 anni di contributi al 31.12.2022.
Opzione donna: Almeno 58 anni di vita e 35 anni di contributi entro il 31.12.2021

Coloro che hanno già presentato la loro domanda entro il 31.10.2021 non hanno bisogno di presentare una nuova domanda. Per tutte le altre informazioni, si prega di contattare i nostri uffici.

Potete trovare la circolare dell’intendenza e i moduli di domanda nell’area di download.

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  Normativa di riferimento:

– DL 21 ottobre 2021, n. 146, recante Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili, GU Serie Generale n.252 del 21-10-2021

– 08.01.22 INPS, circolare n.74 Proroga al 31 marzo 2022 del “Congedo parentale SARS CoV-2” per genitori lavoratori con figli affetti da SARS CoV-2, in quarantena da contatto o con attività didattica o educativa in presenza sospesa o con centri diurni assistenziali chiusi

 

  Il termine per fruire dei benefici previsti dal DL 146/21, art.9 è il 31 marzo 2022

 

  Circolare dell’Intendenza e modulo per presentare domanda nell’area download

 

  Art.9 comma 1: Congedo dal lavoro per figlio convivente minore di 14 anni

Il lavoratore dipendente genitore di figlio convivente minore di anni quattordici, alternativamente all’altro genitore, puo’ astenersi dal lavoro per un periodo corrispondente in tutto o in parte alla durata della:

  • sospensione dell’attivita’ didattica o educativa in presenza del figlio
  • infezione da SARS-CoV-2 del figlio
  • quarantena del figlio disposta dal Dipartimento di prevenzione della azienda sanitaria locale (ASL) territorialmente competente a seguito di contatto ovunque avvenuto.

   Il congedo di cui al presente comma puo’ essere fruito in forma giornaliera od oraria

  Art.9 comma 1: congedo dal lavoro per figlio con disabilita’ in situazione di gravita’ accertata ai sensi dell’art.3, c.3, legge 104/92

Il lavoratore dipendente genitore di figlio con disabilita’ in situazione di gravita’ accertata ai sensi dell’art.3, c.3, legge 104/92, a prescindere dall’eta’ del figlio, puo’ astenersi dal lavoro per un periodo corrispondente in tutto o in parte alla durata della:

  • infezione da SARS-CoV-2 del figlio
  • quarantena del figlio
  • sospensione dell’attivita’ didattica o educativa in presenza
  • chiusura disposta per i centri diurni a carattere assistenziale frequentati dal figlio

   Il congedo di cui al presente comma puo’ essere fruito in forma giornaliera od oraria

 

  Art.9 comma 2: per i periodi di astensione fruiti ai sensi del comma 1, e’ riconosciuta in luogo della retribuzione, nel limite di spesa di cui al comma 7, un’indennità pari al 50% della retribuzione stessa. Detti periodi sono coperti da contribuzione figurativa.

 

Art.9, comma 4:  nel caso in cui il figlio sia di età compresa tra 14 e 16 anni, uno dei genitori, alternativamente all’altro, ha diritto all’astensione dal lavoro senza corresponsione di retribuzione o indennità né riconoscimento di contribuzione figurativa, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro al ricorrere delle seguenti condizioni:

  • sospensione dell’attivita’ didattica o educativa in presenza del figlio
  • infezione da SARS-CoV-2 del figlio
  • quarantena del figlio disposta dal Dipartimento di prevenzione della azienda sanitaria locale (ASL) territorialmente competente a seguito di contatto ovunque avvenuto.

  Art.9, comma 3: gli eventuali periodi di congedo parentale fruiti dai genitori a decorrere dall’inizio dell’anno scolastico 2021/2022 fino alla data di entrata in vigore del presente decreto, durante i periodi di:

  • sospensione dell’attivita’ didattica o educativa in presenza del figlio ovvero di sospensione delle attivita’ dei centri diurni a carattere assistenziale dei quali sia stata disposta la chiusura
  • durata dell’infezione da SARS-CoV-2 del figlio
  • durata della quarantena del figlio

possono essere convertiti a domanda nel congedo di cui al comma 1 con diritto all’indennità di cui al comma 2 e non sono computati né indennizzati a titolo di congedo parentale.

  Art.9, comma 5: per i giorni in cui un genitore:

  • fruisce del congedo di cui ai commi 1 e 4 (vedi sopra), oppure
  • non svolge alcuna attivita’ lavorativa, oppure
  • è sospeso dal lavoro

l’altro genitore non puo’ fruire del medesimo congedo, salvo che sia genitore anche di altri figli minori di anni quattordici avuti da altri soggetti che non stiano fruendo di alcuna delle stesse misure.

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FAQs SITO MIUR IN COSTANTE AGGIORNAMENTO

 

  DVR 06.12.21

Il datore di lavoro comunica le seguenti informazioni a tutti i dipendenti:

 Persone particolarmente fragili:

Per garantire lo svolgimento in sicurezza delle attività lavorative in relazione al rischio di contagio da virus SARS-CoV-2, fino alla cessazione dello stato di emergenza, i lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio, in ragione di una condizione di rischio derivante da immunosoppressione, da patologia COVID-19, da esiti di patologie oncologiche, dallo svolgimento di terapie salvavita o comunque da morbilità che possono caratterizzare una maggiore rischiosità, possono richiedere una visita al medico competente.

A questa visita il lavoratore dovrà presentarsi munito della documentazione sanitaria necessaria rilasciata dal medico di medicina generale e/o del medico specialista, sono validi solo i certificati degli ultimi sei mesi e la descrizione dell’attività lavorativa svolta. Sulla base dei dati di cui sopra il medico competente formulerà il giudizio di idoneità lavorativa (idoneità, idoneità parziale, inidoneità temporanea, inidoneità permanente).

Le “certificazioni di fragilità” per le persone particolarmente fragili rilasciate dal medico competente per l’anno scolastico 2020-2021, sono valide anche per l’anno scolastico in corso fino alla fine dello stato di emergenza. Se lo stato di salute è variato, il dipendente può richiedere un nuovo accertamento al medico competente, che rilascia un nuovo giudizio di idoneità lavorativa.

Per richiedere una visita medica si può utilizzare il modulo fornito dalla Medicina del lavoro, scaricabile dall’area download

 

 

DECRETO-LEGGE 22 marzo 2021, n. 41 (ultimo aggiornamento all’atto pubblicato il 25/05/2021), art.15 ” Misure a sostegno dei lavoratori in condizione di fragilita”: modifica dell’art.26 del Decreto Legge 18/20 (cosiddetto “Cura Italia”, convertito con legge 27/2020)

  Riassunto: Con vigenza dal 1° marzo al 30 giugno, il DL Sostegni ripristina in pieno la norma pre-esistente che discende dal DL 18/20 estendendo anche una maggior tutela, ovvero la possibilità, qualora non sia attuabile l’attività da remoto, di accedere a periodi di assenza con esclusione del periodo di comporto nel limite previsto per la malattia.

DL 18/20, art.26 comma 2, testo coordinato: Fino al 30 giugno 2021, laddove la prestazione lavorativa non possa essere resa in modalita’ agile ai sensi del comma 2-bis, per i lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ivi inclusi i lavoratori in possesso del riconoscimento di disabilita’ con connotazione di gravita’ ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, il periodo di assenza dal servizio e’ equiparato al ricovero ospedaliero ed e’ prescritto dalle competenti autorita’ sanitarie, nonche’ dal medico di assistenza primaria che ha in carico il paziente, sulla base documentata del riconoscimento di disabilita’ o delle certificazioni dei competenti organi medico-legali di cui sopra, i cui riferimenti sono riportati, per le verifiche di competenza, nel medesimo certificato. ((A decorrere dal 17 marzo 2020, i periodi di assenza dal servizio di cui al presente comma non sono computabili ai fini del periodo di comporto)) […] E’ fatto divieto di monetizzare le ferie non fruite a causa di assenze dal servizio di cui al presente comma.

Comma 2-bis: A decorrere dal 16 ottobre 2020 e fino al 30 giugno 2021, i lavoratori fragili di cui al comma 2 svolgono di norma la prestazione lavorativa in modalita’ agile, anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definite dai contratti collettivi vigenti, o lo svolgimento di specifiche attivita’ di formazione professionale anche da remoto.

  La Nota del MI prot. 325 del 3/3/2021 (nell’area download) è relativa al personale “lavoratore fragile” in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità, nonchè dei lavoratori in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita (art.26 D.L.18/2020).

Dispone che: “permane il diritto del lavoratore fragile di continuare a prestare la propria prestazione lavorativa nelle modalità e nelle forme stabilite a seguito della certificazione già rilasciata dal medico competente, nelle modalità e con le previsioni, anche in ordine all’istruttoria e alla definizione specifica (“idoneità, idoneità con prescrizioni, inidoneità temporanea del lavoratore fragile in relazione al contagio”).”

In che cosa consiste lo stato di fragilità?

(Circolare del Ministero della Salute e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 4 settembre 2020, n. 13)

Il concetto di fragilità va individuato “in quelle condizioni dello stato di salute del lavoratore rispetto alle patologie preesistenti che potrebbero determinare, in caso di infezione, un esito più grave o infausto e può evolversi sulla base di nuove conoscenze scientifiche sia di tipo epidemiologicosia di tipo clinico”. Con specifico riferimento all’età, va chiarito che tale parametro, da solo, non costituisce elemento sufficiente per definire uno stato di fragilità. La maggiore fragilità nelle fasce di età più elevate va intesa sempre congiuntamente alla presenza di comorbilità che possono integrare una condizione di maggiore rischio (Rapporto N. 58 28.8.2020 – ISS Covid-19).

Soggetti fragili:

-immunosoppressione

-esiti di patologie oncologiche

-svolgimento di terapie salvavita

-morbilità che possono caratterizzare una maggiore rischiosità

Circolare 23/2020 (area download cartella DISPOSIZIONI SICUREZZA sul LAVORO):

• malattie cardiovascolari
• patologie polmonari croniche
• ipertensione
• diabete
• malattie renali
• immunodeficienza legata a tumore negli ultimi 5 anni
• alterazioni ematologiche
• patologie epatiche croniche
• obesitá severa

e quelle successivamente aggiunte su indicazione dei sindacati:

• gravidanza
• over 60

   Certificazione dello stato di fragilità – aggiornato al 12.09.20

  Qual è l’iter per la verifica della sussistenza dello stato di fragilità?

(10.09.20 Circolare del servizio aziendale di medicina del lavoro – sezione clinica, Dr Stefano Murano)  Per verificare se la propria condizione di salute sia tale da configurare una situazione di fragilità, il docente:

– al fine di una preventiva valutazione sanitaria, si mette in contatto con il medico competente (i nominativi dei medici del lavoro associati ai vari istituti sono indicati nei DVR di ogni singolo istituto) secondo il D. Lgs 81/08, art. 41. Telefona a tale scopo al numero 0471 907900 o scrive all’indirizzo

– successivamente può richiedere una visita con il medico competente (come scritto sopra i nominativi dei medici del lavoro associati ai vari istituti sono indicati nei DVR di ogni singolo istituto) presentando la richiesta di visita medica attraverso apposito modulo (vedi area download) al medico della Medicina del lavoro – Sezione Clinica.

– si presenta alla visita munito della descrizione dell’attività lavorativa svolta* e della documentazione sanitaria necessaria (certificati medici -con diagnosi e terapia- rilasciati dal medico di medicina generale e/o del medico specialista. Sono validi i certificati degli ultimi sei mesi.

*Descrizione dell’attività lavorativa svolta: Ai sensi della circolare n.13 del 04.09.20, punto 3.3 Contenuti del giudizio medico-legale (vedi area download), “ai fini della valutazione della condizione di fragilità, il datore di lavoro dovrà fornire una dettagliata descrizione della mansione svolta dal/la lavoratore/lavoratrice e della postazione/ambiente di lavoro dove presta l’attività nonché le informazioni relative all’integrazione del DVR in particolare con riferimento alle misure di prevenzione e protezione adottate per mitigare il rischio da SARS-Cov-2.

Il medico del lavoro valuterà  sulla base documentale prodotta la compatibilità dello stato di salute con l’attività lavorativa. Formulerà il giudizio di idoneità lavorativa fornendo in via prioritaria indicazioni per l’adozione di soluzioni maggiormente cautelative per la salute del/la lavoratore/lavoratice per fronteggiare il rischio da SARS-Cov-2, riservando il giudizio di non idoneità temporanea solo ai casi che non consentano soluzioni alternative. Ai sensi del D.Lgs. 81/2008, art. 41, punto 2, lettera c e punto 6.  La visita dovrà essere ripetuta periodicamente anche in base all’andamento epidemiologico. La condizione di fragilità è da intendersi temporanea ed esclusivamente legata all’attuale situazione epidemiologica.

– comunicare l’attestazione dello stato di fragilità al/la dirigente scolastico/a, affinché questi possa organizzare e attuare tempestivamente le misure preventive e protettive adeguate. A tal fine consegna al/la dirigente la certificazione (in cui non compaiono i dati relativi alla patologia che sottende il certificato).

Il Dirigente scolastico, sulla base delle indicazioni del medico competente, assume le necessarie determinazioni (di seguito indicate). (Circolare Ministeriale n.1585 11.09.20)

  Quali possono essere gli esiti del giudizio di idoneità espressi dal medico del lavoro?

(Circolare Ministeriale n.1585 11.09.20 Indicazioni operative relative alle procedure di competenza del dirigente scolastico riguardo ai lavoratori fragili con contratto a tempo indeterminato e determinato)  La nota fornisce istruzioni e indicazioni operative in materia di lavoratori e lavoratrici “fragili”, nel contesto delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro. Presente nell’area download  

  Personale a tempo indeterminato oppure in periodo di formazione e di prova:

a. Idoneità: nel caso in cui la visita esiti in un giudizio di idoneità, il lavoratore continua a svolgere o è reintegrato nelle mansioni del profilo di competenza.

b. Idoneità con prescrizioni: qualora il medico competente indichi al datore di lavoro prescrizioni e misure di maggior tutela – ad esempio, l’adozione di mascherine FFp2, maggiore distanziamento, ecc. – è compito del Dirigente scolastico provvedere alla fornitura dei Dispositivi di protezione individuale e all’adeguamento degli ambienti di lavoro o dei tempi della prestazione lavorativa e, comunque, adempiere a ogni tipo di indicazione ulteriore suggerita dal medico competente all’interno del giudizio di idoneità. Qualora il giudizio di idoneità non rechi chiaramente gli elementi conoscitivi che consentano al Dirigente scolastico di dare applicazione alle prescrizioni in esso contenute, ovvero le stesse risultino non compatibili con l’organizzazione e l’erogazione del servizio, il Dirigente medesimo avrà cura di richiedere una revisione del giudizio stesso, al fine di acquisire indicazioni strettamente coerenti alle caratteristiche della prestazione lavorativa del docente.

c. Inidoneità temporanea del lavoratore fragile in relazione al contagio: il medico competente può indicare un’inidoneità temporanea, riferita alla situazione di contagio in relazione alle condizioni di fragilità del lavoratore. L’inidoneità può essere intesa come:

♦   inidoneità relativa alla specifica mansione: il personale riconosciuto temporaneamente inidoneo ha diritto ad essere utilizzato in altri compiti, prioritariamente nell’ambito del settore scuola, tenendo conto della preparazione culturale e dell’esperienza professionale maturata. Per ottenere l’utilizzazione in altri compiti  l’interessato, avuto l’esito del giudizio di idoneità, deve presentare domanda al Dirigente scolastico. Il Dirigente scolastico, una volta acquisito il referto medico recante il giudizio di inidoneità:

– lo trasmetterà al competente ufficio della Direzione Istruzione e Formazione, comunicando se sussistano o meno i presupposti per la prevista utilizzazione temporanea in altri compiti all’interno dell’Istituzione scolastica di titolarità

-indicherà  esplicitamente la volontà del lavoratore di essere utilizzato in altri compiti nonché le funzioni cui è possibile adibirlo nel rispetto di quanto indicato nella certificazione medica

– allegherà, a corredo, il progetto di istituto predisposto ai fini dell’utilizzazione (ad es. attività di supporto alle funzioni istituzionali della scuola, tra cui: servizio di biblioteca e documentazione;
organizzazione di laboratori;  supporti didattici ed educativi;  supporto nell’utilizzo degli audiovisivi e delle nuove tecnologie informatiche;  attività relative al funzionamento degli organi collegiali, dei servizi amministrativi e ogni altra attività deliberata nell’ambito del progetto d’istituto.).

Ove ritenuto necessario da parte del Dirigente scolastico e compatibile con le esigenze correlate allo svolgimento della nuova funzione, le attività di cui sopra potranno essere svolte in modalità di lavoro agile secondo quanto ordinariamente previsto dalla Legge 22 maggio 2017, n. 81, sempre al fine di salvaguardare l’incolumità del lavoratore, con particolare riferimento alla certificazione medica che ne attesta la condizione di fragilità e, conseguentemente, l’inidoneità temporanea.

Il competente ufficio della Direzione Istruzione e Formazione predispone l’utilizzazione del lavoratore presso l’Istituzione scolastica di provenienza, avendo cura di riportare l’orario di lavoro a 38 ore settimanali (come previsto per l’utilizzazioni inidonei)

In caso di più richieste di utilizzazione per la stessa istituzione scolastica:  l’utilizzazione medesima potrà essere disposta – sempre su base volontaria – anche presso altre istituzioni scolastiche ed educative, presso l’Amministrazione Provinciale o altre Amministrazioni pubbliche, previa intesa con i soggetti interessati. In ogni caso l’utilizzazione avviene, di norma, nell’ambito della provincia di titolarità dell’interessato, ovvero anche in altra provincia nel caso in cui l’interessato lo richieda esplicitamente e che da parte della scuola o dell’ufficio di destinazione vi sia l’effettiva necessità di utilizzazione.

In caso di impossibilità di accedere  a mansioni equivalenti a quelle previste dal proprio profilo professionale: il Dirigente scolastico avrà cura di evidenziare l’impossibilità di attribuire al lavoratore una mansione equivalente a quella di provenienza, dopo aver percorso ogni opzione utile, affinché l’Amministrazione interessata possa provvedere a sua volta alla individuazione delle soluzioni più idonee in ogni caso garantendo il trattamento corrispondente alle mansioni di provenienza.

♦   Inidoneità temporanea a svolgere qualsiasi attività lavorativa: il personale dichiarato temporaneamente non idoneo in modo assoluto deve essere collocato, con apposito provvedimento, in malattia d’ufficio fino alla scadenza del periodo indicato dal medico competente. Infatti, in questo caso il giudizio del medico esclude ogni possibilità di impiego nel contesto
lavorativo di riferimento.

  Docenti in anno di prova: Quando l’eventuale rientro nelle specifiche mansioni non consenta di svolgere i 120 giorni di attività didattica previsti, per i docenti in anno di prova utilizzati in altri compiti o temporaneamente inidonei allo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa è disposto il rinvio del periodo di prova.

  Personale a tempo determinato
Il personale a tempo determinato è escluso dall’applicazione della disciplina relativa all’utilizzazioni inidonei. Qualora, a seguito della sottoscrizione del contratto di lavoro, il lavoratore risulti inidoneo temporaneamente alla mansione, verrà collocato in malattia, fino al termine indicato dal giudizio di inidoneità temporanea.

  Lavoratrici in gravidanza:

È necessario tenere il personale in gravidanza lontano da una possibile fonte di infezione.

A questo proposito, si sottolinea ancora una volta che è consigliabile che esse possano – se possibile – svolgere il loro lavoro al 100% in modalità Smart Working o didattica a distanza o assegnata ad altra attività (mansioni amministrative, formazione a distanza, ecc.).

– Viene mantenuta la normale procedura per il personale in gravidanza (vedi MOD V – Checklist gestanti Vers.03, RISK V).

  PROGRAMMA DI SCREENING PREVENTIVO   

Nell’ambito delle attività di controllo dell’epidemia COVID 19 l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige ha predisposto, secondo le indicazioni ministeriali, un programma di screening preventivo del personale scolastico docente e non docente delle scuole primarie e secondarie pubbliche, statali e non statali, paritarie e private, degli istituti professionali, attraverso l’esecuzione di test sierologici per la ricerca di anticorpi IgG e IgM contro il virus SARS-CoV-2.

  Per il programma di screening preventivo l’Azienda sanitaria si avvale delle farmacie territoriali,  nominate responsabili del trattamento dei dati personali ex art. 28 del Regolamento UE 2016/679 nonché della collaborazione dei medici di medicina generale (vedi lista nell’area download) che hanno aderito al programma alla luce di quanto previsto dall’ordinanza del 24 luglio 2020 n. 17. Solamente il personale già paziente dei medici nella lista potrà effettuare il test presso i loro ambulatori. Tale personale riceverà comunicazione scritta dall’Azienda sanitaria. Per tutti gli altri rimane valida l’indicazione di presentarsi nelle farmacie.

La partecipazione è volontaria e gratuita.

Il programma di screening partirà lunedì 24 agosto e terminerà domenica 30 agosto 2020.

Per ogni eventuale dobbio o informazione, le persone interessate possono contattare la propria farmacia di fiducia, o il medico di medicina generale che partecipa al programma.

Trattamento dei dati (privacy): nell’area download è presente anche l’informativa sul trattamento dei dati da parte del Ministero della Salute.

Stipendio: ritenuta sì o no? Test sierologici: come considerare il periodo intercorrente tra l’eventuale positività al test sierologico e i risultati del/dei tampone/i?

Ordinanza 18/2020 del Commissario Arcuri: per il personale docente e non docente nonché per gli educatori delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione, compresa l’università, dei centri di formazione professionale regionale, delle scuole private, anche non paritarie, e dei servizi educativi per l’infanzia, il periodo di assenza dal luogo di lavoro, per il tempo intercorrente tra l’esito, eventualmente positivo, riscontrato all’esecuzione di analisi sierologiche per la ricerca di anticorpi specifici nei confronti del virus SARS-CoV-2 e l’acquisizione del risultato del test molecolare per la diagnosi dell’infezione, sia equiparato, previa presentazione di idoneo certificato medico rilasciato dal medico di medicina generale e/o dalla ASL competente, al periodo della quarantena, ai fini del riconoscimento del trattamento economico previsto dalla normativa vigente”. Pertanto il periodo in questione deve essere equiparato a quello della quarantena.

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INTEGRAZIONE DOMANDE

L’ufficio finanziamento ha comunicato che:

  • coloro che hanno presentato documentazione incompleta ai fini del rimborso verranno contattati via email dall’amministrazione, che li inviterà a integrare la domanda con la documentazione mancante

 

  Dati al 17.11.21

Pervenute complessivamente 9.414 domande, di cui:

– intendenza italiana: 1.880

– intendenza tedesca: 7.221

– intendenza ladina: 313

 

 

 

Beneficiari:

  • personale scuole dell’infanzia provinciali
  • personale docente ed educativo delle scuole primarie e secondarie
  • personale docente delle scuole professionali provinciali, della formazione professionale agricola, forestale e di economia domestica
  • personale docente delle scuole di musica
  • collaboratrici e collaboratori all’integrazione e alle educatrici e agli educatori sociali delle scuole
  • personale cessato dal servizio
  • personale che tra il 05.03.20 e il 15.11.21 ha avuto un lungo periodo di malattia

 in servizio per almeno tre mesi a decorrere dal 5 marzo 2020 fino al 15 novembre 2021.

  Per “servizio” si intende:

  • lo svolgimento di attività didattica
  • nel caso delle collaboratrici e dei collaboratori all’integrazione, di attività di supporto
  • periodo coperto da malattia
  • astensione obbligatoria

 

09.11.21 Documentazione comprovante l’avvenuta spesa: nuove opzioni 

  • pagamento con conto co-intestato: dà accesso al bonus la presentazione di pagamento attravero conto co-intestato PURCHÈ la fattura/ricevuta su cui compaiono i beni acquistati sia chiaramente riconducibile al richiedente
  • pagamento in contanti: dà accesso al bonus:

⇒  lo scontrino “parlante” (intestato al richiedente)

⇒  la presentazione di scontrino fiscale non intestato al richiedente, se questi può produrre comprova di prelevamento dal proprio conto corrente ai fini dell’acquisto del bene per cui chiede il rimborso

 

03.11.21  Domanda di rimborso:

  • la domanda di rimborso delle spese va presentata entro il 16 novembre 2021 tramite il servizio online attraverso  il link Domanda BONUS IT   attivo a partire da venerdì 5 novembre 2021 (vedasi però ECCEZIONE PER ALCUNE CATEGORIE di seguito indicate)
  • il rimborso viene concesso su domanda dell’avente diritto
  • ogni avente diritto può presentare una sola domanda di rimborso

 

  ECCEZIONE: Gli aventi diritto che non possono accedere al suddetto servizio online (personale cessato per pensione o comunque non più in servizio e con account Lasis non più attivo), possono presentare la domanda sulla base del modello messo a disposizione in settimana dall’Intendenza Scolastica e scaricabile nell’area donwload di questa pagina.

La domanda va:

  • firmata
  • corredata di:

⇒ copia di documento di riconoscimento

⇒ documentazione (riconducibile al richiedente) che attesta il pagamento

 

La domanda va corredata dalla documentazione comprovante l’avvenuta spesa quale ad esempio:

⇒ fattura di acquisto della dotazione IT, riportante il tipo, la qualità e la quantità dei beni acquistati o documento equivalente (scontrino fiscale, ricevuta fiscale)

⇒ ricevuta del bonifico;

⇒ ricevuta di avvenuta transazione (per i pagamenti con carta di credito o di debito)

⇒ documentazione di addebito sul conto corrente

⇒ per i pagamenti rateali viene rimborsato l’importo pagato dal richiedente fino del 16 novembre 2021. Vanno allegati i documenti che comprovino l’avvenuta spesa da parte del beneficiario

  • la fattura deve essere intestata al docente beneficiario. Va allegata anche o la ricevuta del bonifico, o la ricevuta di transazione della carta di credito e debito , o la documentazione di addebito sul conto corrente, in modo da dimostrare il pagamento da parte del richiedente.
  • dalla documentazione di spesa deve essere riconoscibile la tipologia di dotazione IT acquistata.
  • se sulla stessa documentazione sono indicate anche altre attrezzature, si prenderanno in considerazione solo gli importi relativi agli articoli ammessi al rimborso
  • la concessione dei rimborsi nonché il relativo impegno di spesa sono approvati con decreto del direttore/della direttrice d’ufficio competente e del direttore/della direttrice di ripartizione competente.

 

Non sono considerate le domande:

  • successive alla prima, presentata dalla stessa persona avente diritto
  • non documentate con una delle modalità sopra indicate
  • che riguardano un rimborso di spese complessive di importo inferiore a 50,00 euro

 

  Liquidazione: la liquidazione del rimborso avviene in un’unica soluzione dopo la sua approvazione. Il pagamento del rimborso avrà luogo con il cedolino degli stipendi nei primi mesi dell’anno 2022.

 

 

Riferimenti normativi:

03.11.21 Delibera n.939  Criteri e modalità per il rimborso una tantum delle spese per dotazioni informatiche al personale delle scuole

  Beneficiari:

  • personale scuole dell’infanzia provinciali
  • personale docente ed educativo delle scuole primarie e secondarie
  • personale docente delle scuole professionali provinciali, della formazione professionale agricola, forestale e di economia domestica
  • personale docente delle scuole di musica
  • collaboratrici e collaboratori all’integrazione e alle educatrici e agli educatori sociali delle scuole
  • personale cessato dal servizio

 in servizio per almeno tre mesi a decorrere dal 5 marzo 2020 fino al 15 novembre 2021.

Per “servizio” si intende lo svolgimento di attività didattica o, nel caso delle collaboratrici e dei collaboratori all’integrazione, di attività di supporto.

 

  Obiettivo e somma rimborsata: rimborso delle spese documentate e anticipate per far fronte alle esigenze della digitalizzazione della scuola in generale e della didattica a distanza in particolare, tramite l’acquisto di dotazioni informatiche (IT) funzionali allo svolgimento dell’attività didattica.

Il rimborso spettante al singolo/alla singola dipendente corrisponde alla quota dei costi documentati che lo stesso/la stessa ha anticipato e sostenuto nell’interesse esclusivo del datore di lavoro per un utilizzo per finalità strettamente istituzionali delle dotazioni informatiche. Il rimborso una tantum spettante ai singoli dipendenti non può superare l’importo massimo di 520 euro.

 

  Criteri di priorità nella concessione dei rimborsi: nel caso in cui i mezzi non fossero sufficienti per evadere tutte le domande, viene stilata una graduatoria unica di tutte le persone in possesso dei requisiti per il rimborso. Per la formazione della graduatoria si considerano i requisiti posseduti dal personale al momento della presentazione della domanda di rimborso.

Si applicano i seguenti criteri di priorità:

a) personale con contratto di lavoro a tempo indeterminato e personale con contratto di lavoro a tempo determinato in possesso dell’idoneità o dell’abilitazione all’insegnamento, in servizio o cessato dal servizio

b) personale con contratto di lavoro a tempo determinato, in servizio o cessato dal servizio

  Esaurimento del contingente (6 milioni di euro)

“Se non è possibile soddisfare tutte le domande, l’ammontare del rimborso viene decurtato pro quota fino alla capienza.”

Significa che:

  • vengono soddisfatti in primis al 100% (fino a un massimo di 520€) i richiedenti rientranti nella lettera a) del comma 2 [personale con contratto di lavoro a tempo indeterminato e personale con contratto di lavoro a tempo determinato in possesso dell’idoneità o dell’abilitazione all’insegnamento, in servizio o cessato dal servizio]
  • se i fondi sono sufficienti a coprire al 100% (fino a un massimo di 520€) le richieste di una sola parte dei richiedenti rientranti nella lettera a), la somma restante viene ripartita esclusivamente tra i restanti richiedenti alla lettera a). Il massimale a disposizione di costoro viene ricalcolato con conseguente decurtazione dell’ammontare della quota pro richiedente. Si procede in tal  modo fino all’esaurimento dei 6 milioni e non accedono al rimborso i richiedenti alla lettera b)
  • se i fondi sono sufficienti a coprire al 100% (fino a un massimo di 520€) le richieste di tutti i richiedenti rientranti nella lettera a), la somma restante viene ripartita tra richiedenti alla lettera b) [personale con contratto di lavoro a tempo determinato, in servizio o cessato dal servizio]. Il massimale a disposizione di costoro viene ricalcolato con conseguente decurtazione dell’ammontare della quota pro richiedente.

 

  Spese ammissibili:

  • è previsto esclusivamente il rimborso delle spese documentate effettuate dal personale delle scuole per l’acquisto di dotazioni informatiche (IT)
  • vengono rimborsate le spese effettuate dal personale delle scuole per l’acquisto di dotazioni informatiche funzionali allo svolgimento dell’attività didattica e amministrativa nel periodo di sospensione delle attività educative e didattiche in presenza nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole di ogni ordine e grado a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Il rimborso si riferisce a spese effettuate a decorrere dal 5 marzo 2020 e non oltre il 15 novembre 2021 nel periodo dello stato di emergenza nazionale.
  • l’importo totale può essere composto dalla somma di più fatture, emesse da fonti differenti (sia nazionali che estere), anche di date diverse (comunque non antecedenti al 5 marzo 2020). Nelle fatture devono essere chiaramente indicate le singole voci relative all’hardware e/o al software acquistato. Qualora nelle fatture siano indicate anche altre voci, verranno conteggiati solo gli importi delle voci autorizzate.

 

  Oggetto del rimborso:

Hardware:

  • Personal Computer, sia come postazione fissa che come attrezzatura portatile (notebook, laptop), escluse le console di gioco
  • tablet o dispositivi convertibili
  • smartphone
  • qualsiasi tipo di periferica collegabile a PC, notebook e tablet: monitor, stampanti, scanner, apparecchi multifunzione, docking stations
  • periferiche per l’input dati e output: mouse, tastiere, webcams, microfoni, cuffie o headsets, altoparlanti
  • supporti di archiviazione, espansioni di memoria, dischi rigidi interni o esterni, schede di espansione interne o esterne
  • dispositivi di rete come switch, access point, router per connessioni a banda larga (mobili e cablate)

Software:

Ogni tipo di software standard per uso didattico:

  • pacchetti Office
  • elaborazioni video, grafica e manipolazione audio
  • produzioni multimediali nonché qualsiasi tipo di software didattico

  Sono esclusi tutti i software utilizzati dalla persona richiedente a scopi commerciali e professionali al di fuori dell’ambito scolastico (p.e. programmi per la gestione contabile e sistemi CAD/CAM non educational, ecc.)

 

Controlli e sanzioni:

  • l’ufficio provinciale competente effettua controlli a campione su almeno il 6 per cento delle domande approvate. Svolge inoltre controlli in tutti i casi in cui lo ritiene opportuno.
  • l’individuazione delle domande da sottoporre al controllo a campione avviene mediante sorteggio dall’elenco delle domande approvate
  • il controllo è finalizzato ad accertare che le persone beneficiarie non abbiano presentato dichiarazioni o documenti falsi o non veritieri, o omesso di fornire informazioni dovute
  • l’ufficio provinciale competente avvia il procedimento di controllo comunicando alle persone beneficiarie i termini entro i quali saranno sottoposte al controllo. Con tale comunicazione le persone beneficiarie saranno anche invitate a produrre la documentazione necessaria ai fini del controllo
  • fermo restando quanto disposto dalle vigenti norme di legge in caso di indebita percezione di vantaggi economici, la violazione accertata delle disposizioni di cui ai presenti criteri comporta la revoca del rimborso e l’obbligo di restituire il relativo importo, maggiorato degli interessi legali decorrenti dalla data della sua erogazione. L’intero procedimento di controllo deve concludersi entro 180 giorni dal suo avvio.

 

 

21.10.21 Modifica della legge provinciale 19 agosto 2021, n. 9, “Disposizioni collegate all’assestamento del bilancio di previsione della Provincia autonoma di Bolzano per l’anno finanziario 2021 e per il triennio 2021-2023 – Variazioni al bilancio di previsione della Provincia autonoma di Bolzano 2021-2023

ART. 6 (area download)

1. Al fine di mettere il personale delle scuole in grado di affrontare l’esigenza della digitalizzazione della scuola in generale e la didattica a distanza in particolare, tramite l’acquisto di dotazioni IT funzionali allo svolgimento dell’attività didattica che costituisce l’interesse esclusivo del datore di lavoro, la Giunta provinciale è autorizzata a concedere un rimborso di spese documentate e anticipate dal personale dipendente. In considerazione del monte ore per le attività aggiuntive all’attività formativa rispettivamente per l’orario funzionale all’insegnamento, del prezzo d’acquisto della dotazione IT e della durata media di vita di attrezzature informatiche espressa in ore di lavoro, nonché sulla base della documentazione inoltrata viene determinato il rimborso spettante al singolo dipendente/alla singola dipendente, che non può superare la misura massima di 520,00 euro. I criteri e le modalità dettagliate per la concessione del rimborso sono definiti dalla Giunta provinciale.

2. Il rimborso di cui al presente articolo si applica a:

  •  personale scuole dell’infanzia provinciali
  • personale docente ed educativo delle scuole primarie e secondarie
  • personale docente delle scuole professionali provinciali, della formazione professionale agricola, forestale e di economia domestica
  • personale docente delle scuole di musica
  • collaboratrici e collaboratori all’integrazione e alle educatrici e agli educatori sociali delle scuole

 in servizio per almeno tre mesi a decorrere dal 5 marzo 2020

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In data 01.10.2021 il MIUR – Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione – ha emanato la circolare ministeriale con le indicazioni operative riguardanti le cessazioni dal servizio con effetto dal 01.09.2022 con la quale è stato fissato il termine finale al 31 ottobre 2021 per la presentazione, da parte di tutto il personale del comparto scuola, delle domande di:

♠  cessazione dal servizio con diritto a pensione

♠  cessazione dal servizio senza diritto a pensione

♠  trattenimento in servizio per raggiungere il minimo contributivo (20 anni), ovvero ai sensi dell’art.1, comma 257, della legge 28.12.2015, n.208;

♠  eventuale revoca delle stesse

Il termine del 31 ottobre 2021 deve essere osservato anche da coloro che, avendo i requisiti per la pensione anticipata (41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini) e non avendo ancora compiuto il 65° anno di età, chiedono la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo parziale con contestuale attribuzione del trattamento pensionistico, purché ricorrano le condizioni previste dal decreto 29 luglio 1997, n. 331 del Ministro per la Funzione Pubblica.

Ricordiamo inoltre che, verificato il raggiungimento dei requisiti previsti, andrà poi obbligatoriamente presentata una specifica domanda all’INPS (gestione ex INPDAP), esclusivamente in forma telematica. Per questa presentazione telematica vi consigliamo di rivolgervi ai nostri Patronati INAS SGBCISL che sono autorizzati alla compilazione e all’invio telematico di dette domande.

    Ricordate di portare con Voi:
– Coordinate bancarie (numero IBAN e numero di conto)
– Codice fiscale personale e codice fiscale del coniuge
– Data del matrimonio; data dell’eventuale separazione o divorzio
– Data di inizio del primo rapporto di lavoro a scuola (primo giorno di servizio o data di riassunzione in servizio)
– Un certificato di servizio, se lo si possiede
– Carta di identità, indirizzo e-mail e numero di telefono
– Per chi richiede gli assegni familiari: ultima dichiarazione dei redditi

Per un’analisi dettagliata dei requisiti Vi invitiamo a rivolgerVi ai nostri uffici.

 

♦ CESSAZIONE DIRIGENTI SCOLASTICI dal 1°settembre 2022:

Fatto salvo quanto previsto dagli articoli 25 e 31 del CCP del 16.05.2003, il termine per la presentazione della domanda di cessazione dal servizio dei dirigenti scolastici è fissato al 28 febbraio 2022 dall’art. 12 del CCNL per l’area V della dirigenza sottoscritto il 15 luglio 2010.

   In provincia di Bolzano non viene utilizzata la procedura web POLIS “istanze on line” e rimane pertanto valida la presentazione delle domande in forma cartacea.

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  Quali attività lavorative  possono essere ricondotte a una condizione di elevato rischio di contagio?

♠   Normativa: Circolari INAIL 13/2020 e 22/2020 integrate da Circolare 3159/21* [integrazione del personale scolastico nelle categorie a elevato rischio di contagio]

Nell’attuale situazione pandemica, l’ambito della tutela riguarda innanzitutto gli operatori sanitari esposti a un elevato rischio di contagio […] Per tali operatori vige, quindi, la presunzione semplice di origine professionale, considerata appunto la elevatissima probabilità che gli operatori sanitari vengano a contatto con il nuovo coronavirus.
A una condizione di elevato rischio di contagio possono essere ricondotte anche altre attività lavorative che comportano il costante contatto con il pubblico/l’utenza. In via esemplificativa, ma non esaustiva, si indicano: lavoratori che operano in front-office, alla cassa, addetti alle vendite/banconisti, personale non sanitario operante all’interno degli ospedali con mansioni tecniche, di supporto, di pulizie, operatori del trasporto infermi, etc. Anche per tali figure vige il principio della presunzione semplice valido per gli operatori sanitari.

* Circolare 3159/21  Nel caso della scuola gli insegnanti e le altre tipologie di personale scolastico, come ad esempio i dirigenti scolastici, il personale ATA, gli impiegati delle segreterie, gli assistenti tecnici, gli educatori e simili, qualora la prestazione lavorativa sia resa in presenza, sono senz’altro esposti ad un elevato rischio di contagio, in quanto l’attività lavorativa presuppone il contatto con l’utenza, vale a dire con gli studenti e con altri soggetti.

Le predette situazioni non esauriscono, però, come sopra precisato, l’ambito di intervento in quanto residuano quei casi, anch’essi meritevoli di tutela, nei quali manca l’indicazione o la prova di specifici episodi contagianti o comunque di indizi “gravi precisi e concordanti” tali da far scattare ai fini dell’accertamento medico-legale la presunzione semplice *. […] la tutela assicurativa si estende, infatti, anche alle ipotesi in cui l’identificazione delle precise cause e modalità lavorative del contagio si presenti problematica.

Il riconoscimento dell’origine professionale del contagio, si fonda in conclusione, su un giudizio di ragionevole probabilità.

*presunzione semplice ex Circolare INAIL 3159/21: la presunzione semplice consente di superare la indeterminatezza del momento di contagio, ma ciò non significa che tutti i casi di infezione occorsi a questi lavoratori siano automaticamente tutelati e indennizzati dall’Inail. La legge richiede, infatti, che l’infortunio sia avvenuto in occasione di lavoro e pertanto tutti i casi di malattia-infortunio da Covid-19 sono oggetto di una rigorosa istruttoria medico-legale da parte dell’Inail, diretta a verificare l’esistenza di elementi gravi, precisi e concordanti in ordine al fatto che il contagio è avvenuto in occasione di lavoro. In altre parole, l’Inail è sempre tenuto a verificare caso per caso le circostanze dell’infortunio denunciato, anche perché è sempre ammessa la prova contraria (il contagio, ad esempio, potrebbe essere avvenuto in ambito familiare). Il datore di lavoro non deve pertanto effettuare alcuna valutazione in merito alla ricorrenza nel caso concreto della cosiddetta presunzione semplice, né tanto meno in relazione alla sussistenza dell’occasione di lavoro, perché tale attività è riservata dalla legge all’Inail.

Nei casi in cui l’episodio che ha determinato il contagio non sia noto o non possa essere provato dal lavoratore, né si può comunque presumere che il contagio si sia verificato in considerazione delle mansioni/lavorazioni e di ogni altro elemento che in tal senso deponga, l’accertamento medico-legale seguirà l’ordinaria procedura privilegiando essenzialmente i seguenti elementi: epidemiologico, clinico, anamnestico e circostanziale.

  Responsabilità del Dirigente Scolastico: nell’ipotesi di contagio in occasione di lavoro la responsabilità del datore di lavoro è ipotizzabile solo in caso di violazione della legge o di obblighi derivanti dalle conoscenze sperimentali o tecniche, che nel caso dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 si possono rinvenire nei protocolli e nelle linee guida governativi e regionali.  Si sottolinea che l’eventuale responsabilità del datore di lavoro non è certo conseguenza automatica del contagio del lavoratore in occasione di lavoro, ma può derivare soltanto dall’accertata inosservanza delle prescrizioni contenute nei protocolli nazionali di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid-19 negli ambienti di lavoro.

   A chi mi rivolgo se penso di essermi contagiato sul posto di lavoro?

♠   Riferimento normativo: art. 53 del DPR 1124/1965, come modificato dall’articolo 21, comma1), lettera b) del Dlgs 151/2015: “qualunque medico presti la prima assistenza a un lavoratore infortunato sul lavoro o affetto da malattia professionale è obbligato a rilasciare certificato ai fini degli obblighi di denuncia di cui al presente articolo e a trasmetterlo esclusivamente per via telematica all’Istituto assicuratore.”

Mi rivolgo al medico di medicina generale (MMG, il cosiddetto “medico di famiglia”) o a una struttura sanitaria.

   Nell’accezione di struttura sanitaria e medico rientra qualunque medico, ossia medico del lavoro, pronto soccorso, ospedale, medico di famiglia, etc. che presti la prima assistenza intesa quale “prestazione professionale qualificata rientrante nell’ambito di procedure organizzative strutturate per fornire assistenza medica, anche solamente di base, ad un lavoratore in caso di infortunio o malattia professionale.

  Chi redige il certificato di infortunio?

♠  Normativa: D.L. 18/2020 “Cura Italia” art. 42 c. 2, convertito in Legge 27/2020

Nei casi accertati di infezione da coronavirus (SARS- CoV-2) in occasione di lavoro, il medico o la struttura sanitaria che presta la prima assistenza ad un lavoratore infortunato o affetto da malattia professionale, redige il consueto certificato di infortunio in tre copie (Inail, assicurato, datore di lavoro) e ha l’obbligo di trasmettere per via telematica all’Inail, il certificato medico. Nel caso in cui, a causa di problemi tecnici organizzativi o altre cause oggettive, non sia possibile la trasmissione on line, il medico esterno o la struttura sanitaria, provvedono all’invio del certificato via PEC alla sede Inail.

Nel caso in cui il medico non provveda all’inoltro telematico al datore di lavoro, ma utilizzi il modello cartaceo, il lavoratore\infortunato dovrà consegnare il certificato al suo datore di lavoro.

N.B. Come indicato sopra, se non si rientra nei casi per cui vale il principio di “presunzione semplice di origine professionale” (personale sanitario, personale delle RSA, lavoratore a contatto con il pubblico) il riconoscimento dell’origine professionale del contagio, si fonda su un giudizio di ragionevole probabilità.”

  Caratteristiche del certificato: Il certificato riporterà:

– i dati anagrafici completi del lavoratore

– i dati del datore di lavoro

– per i casi in cui non sia prevista la presunzione semplice dell’avvenuto contagio in relazione al rischio professionale specifico (personale sanitario, personale delle RSA, lavoratore a contatto con il pubblico): le cause e circostanze, la natura della lesione e il rapporto con le cause denunciate

– la diagnosi, oltre che la prognosi: per poter permettere al datore di lavoro la corretta compilazione di tutte le sezioni obbligatorie della denuncia di infortunio e degli adempimenti connessi obbligatori per legge (invio della denuncia di infortunio all’INAIL entro 48 ore dalla ricezione del certificato). Ai fini della certificazione dell’avvenuto contagio si ritiene valida qualsiasi documentazione clinico-strumentale in grado di attestare, in base alle conoscenze scientifiche, il contagio stesso.

– la data di astensione dal lavoro per inabilità temporanea assoluta conseguente al contagio da virus

oppure

– la data di astensione dal lavoro per quarantena o permanenza domiciliare fiduciaria del lavoratore sempre legata all’accertamento dell’avvenuto contagio

La certificazione dell’avvenuto contagio unitamente al requisito dell’occasione di lavoro è fondamentale, perchè configura la fattispecie della malattia-infortunio e consente la tutela INAIL.

  Privacy: La diagnosi, essendo un dato riservato, non dovrebbe essere esclusa dalla copia per il datore di lavoro?

♠  Normativa: paragrafo 6.3 delle “Linee guida in materia di trattamento di dati personali per finalità di gestione del rapporto di lavoro alle dipendenze di datori di lavoro privati” (Provvedimento del 23 novembre 2006 – Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 7/12/2006 n. 285 – Serie generale) redatte dal Garante della privacy.

No. La diagnosi, pur essendo un dato “sensibile”, è tra quelli che possono essere comunicati al datore di lavoro. La possibilità di conoscere dati sanitari del lavoratore da parte del datore di lavoro è limitata ai casi in cui quest’ultimo deve dare esecuzione ad obblighi di comunicazione legislativamente previsti (invio della denuncia di infortunio all’INAIL entro 48 ore dalla ricezione del certificato). Tra questi rientra la presentazione all’Inail della denuncia di infortunio lavorativo corredata da specifica certificazione medica.

  Chi consegna il certificato di infortunio al datore di lavoro?

Il medico. Il certificato, inviato in modalità on\off line dal medico esterno, è consultabile interamente dal Datore di Lavoro attraverso il servizio “Ricerca certificati medici”, disponibile all’interno dell’applicativo Denuncia\comunicazione di infortunio.

oppure

Il lavoratore. Nel caso in cui il medico non provveda all’inoltro telematico al datore di lavoro, ma utilizzi il modello cartaceo, il lavoratore dovrà consegnare il certificato al suo datore di lavoro.

  Cosa farà il datore di lavoro [il dirigente scolastico] con il mio certificato di infortunio?

♠  Normativa: Circolare INAIL 10/2016

Il dirigente scolastico trasmette all’Inail, in modalità telematica, entro 48 ore dalla ricezione del certificato, la denuncia/comunicazione obbligatoria d’infortunio, indicando i riferimenti del certificato medico dell’evento. È invece esonerato dall’obbligo della trasmissione del certificato medico, alla quale deve provvedere il medico certificatore che presta la prima assistenza. Non compete al dirigente neppure la valutazione circa la ricorrenza degli estremi per l’indennizzabilità.
I termini per la presentazione delle denunce (48 ore) decorrono dalla data in cui il datore di lavoro ha ricevuto i riferimenti del certificato medico dal lavoratore.
Nelle denunce devono essere obbligatoriamente indicati, oltre agli altri, il numero identificativo del certificato medico e la data di rilascio del certificato medico. L’Istituto scolastico è esonerato dall’obbligo di denuncia all’autorità di Pubblica sicurezza poiché a tale adempimento provvede l’Inail.

  Presentazione denuncia di infortunio [Circolare INAIL 3159/21]: Circa il termine di due giorni per presentare la denuncia di infortunio, si specifica che il giorno iniziale è quello successivo alla data in cui il datore di lavoro ha ricevuto dal lavoratore (in adempimento dell’obbligo stabilito dall’articolo 52, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 11245) il numero identificativo del certificato di infortunio, la data di rilascio e i giorni di prognosi indicati nel certificato stesso. Per quanto riguarda il termine di scadenza si specifica che se trattasi di giorno festivo esso slitta al primo giorno successivo non festivo. Nei casi di lavoro settimanale articolato su cinque giorni lavorativi, il sabato è considerato normale giornata feriale.

♠ Circolare INAIL 3159/21:

Il datore di lavoro non deve effettuare alcuna valutazione in merito alla ricorrenza nel caso concreto della cosiddetta presunzione semplice, né tanto meno in relazione alla sussistenza dell’occasione di lavoro, perché tale attività è riservata dalla legge all’Inail. Per questo, l’articolo 53, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, stabilisce chiaramente che il datore di lavoro deve presentare la denuncia di infortunio indipendentemente da ogni valutazione circa la ricorrenza degli estremi di legge per l’indennizzabilità.

L’assicurazione Inail per quanto riguarda le denunce di infortunio si basa su poche e semplici regole che tutti i datori di lavoro, compresi i presidi, sono tenuti a rispettare:

1. presenza di un certificato medico d’infortunio: l’obbligo del dirigente scolastico di presentare per via telematica la denuncia/comunicazione di infortunio, nei casi in cui il personale scolastico risulti positivo al Covid 19, sorge esclusivamente in presenza della prescritta certificazione medica di infortunio. In particolare il dirigente scolastico ha l’obbligo di trasmettere la denuncia di infortunio all’Inail soltanto se è a conoscenza dei dati di riferimento del certificato medico di infortunio, rilasciato dal medico che ha prestato la prima assistenza al lavoratore.

  Nel caso di denuncia  per studenti risultati positivi al Covid-19:

♠  Normativa: Circolare INAIL 1359/21

Esiste quindi una limitazione della tutela assicurativa con riguardo all’ attività protetta che non consente, allo stato, di includere gli studenti nella tutela assicurativa per il contagio da Covid-19 (per le infezioni contratte in occasione di lavoro), quand’anche il medico redigesse, in ipotesi, un certificato medico di infortunio.

Resta fermo che anche nel caso teorico suddetto, il dirigente scolastico dovrebbe presentare, come negli altri casi, la denuncia di infortunio all’Inail poiché l’obbligo in questione sorge per il solo fatto dell’emissione di un certificato medico di infortunio. Si ribadisce infatti che l’istruttoria in merito all’ammissione a tutela del caso denunciato spetta esclusivamente all’Inail.

2 . richiesta di denuncia della Sede Inail al dirigente scolastico: l’Inail è tenuto ad istruire il caso di infortunio, non solo in base al certificato medico di infortunio trasmesso dal medico e alla denuncia di infortunio presentata dal datore di lavoro, ma anche su segnalazione del lavoratore, dei patronati che li assistono, nonché dell’Inps, nei casi in cui emerga che l’evento lesivo è da configurare come infortunio-malattia avvenuto in occasione di lavoro e non come semplice malattia.

Nei casi suddetti, le sedi dell’Inail sono tenute a chiedere al datore di lavoro, compresi i dirigenti scolastici, di presentare la denuncia di infortunio per il proseguimento dell’istruttoria.

Fuori da questi due casi (presenza di un certificato medico d’infortunio rilasciato al lavoratore e richiesta di denuncia della Sede Inail al dirigente scolastico), non è ravvisabile alcun obbligo di denuncia/comunicazione in capo ai dirigenti scolastici.

  Da quando decorre la tutela INAIL?

Il termine iniziale decorre:

– dal primo giorno di astensione dal lavoro attestato da certificazione medica per avvenuto contagio

oppure

– dal primo giorno di astensione dal lavoro coincidente con l’inizio della quarantena, sempre per contagio da nuovo coronavirus (contagio che può essere accertato anche successivamente all’inizio della quarantena)

  Infortunio sul lavoro in itinere occorso durante il periodo di emergenza da COVID – 19

♠  Normativa: Istruzione operativa Inail del 17 marzo 2020, n. 3675

Anche gli eventi di contagio da nuovo coronavirus accaduti durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro sono configurabili come infortunio in itinere. Tale deroga vale per tutta la durata del periodo di emergenza epidemiologica, secondo le disposizioni e i tempi dettati in materia dalle autorità competenti.

In merito all’utilizzo del mezzo di trasporto, poiché il rischio di contagio è molto più probabile in aree o a bordo di mezzi pubblici affollati, al fine di ridurne la portata, per tutti i lavoratori addetti allo svolgimento di prestazioni da rendere in presenza sul luogo di lavoro è considerato necessario l’uso del mezzo privato per raggiungere dalla propria abitazione il luogo di lavoro e viceversa.

  Denunce di infortunio per studenti risultati positivi al Covid-19:

♠  Normativa: Circolare INAIL 1359/21

L’assicurazione obbligatoria pubblica è prevista, […] per gli studenti direttamente adibiti alle seguenti attività :

a) esperienze tecnico-scientifiche, esercitazioni pratiche e di lavoro;

b) attività di educazione fisica nella scuola secondaria;

c) attività di scienze motorie e sportive, nonché attività di alfabetizzazione informatica e di apprendimento di lingue straniere con l’ausilio di laboratori nella scuola primaria e secondaria;

d) viaggi di integrazione della preparazione di indirizzo.

La copertura assicurativa opera soltanto per gli infortuni che accadono nel corso delle suddette attività, con esclusione degli infortuni non connessi alla specifica attività per la quale sussiste l’obbligo di legge. E’ escluso dalla tutela anche l’infortunio in itinere […]  occorso nel normale tragitto di andata e ritorno dal luogo di abitazione alla sede della scuola presso cui lo studente è iscritto [Circolare Inail 23 aprile 2003, n. 28].

Esiste quindi una limitazione della tutela assicurativa con riguardo all’attività protetta che non consente, allo stato, di includere gli studenti nella tutela assicurativa per il contagio da Covid-19 (per le infezioni contratte in occasione di lavoro), quand’anche il medico redigesse, in ipotesi, un certificato medico di infortunio.

  DAD/DDI  e infortunio:

Normativa: Circolare 3159/2021 Copertura assicurativa per studenti e insegnanti per infortuni accaduti durante la didattica a distanza (DAD) o la didattica digitale integrata (DDI) per la parte non in presenza e obbligo generalizzato per gli insegnanti

La normativa emergenziale emanata per il contenimento dell’epidemia per infezione da SARS-CoV-2 ha introdotto lo svolgimento delle prestazioni didattiche a distanza come modalità necessaria per contenere i contagi. Successivamente, al fine di garantire la continuità del diritto all’istruzione, è stata introdotta la didattica digitale integrata, in forma complementare, che prevede l’erogazione a distanza di parte della didattica, o in forma esclusiva, nei casi di sospensione dell’attività in presenza.

La didattica a distanza è erogata attraverso il collegamento internet e tramite apposite piattaforme e comporta quindi l’utilizzazione diretta da parte dello studente e dell’insegnante di dispositivi elettronici e elettrici, che costituiscono di per sé fonti di esposizione a rischio, esattamente come avviene per le attività di alfabetizzazione informatica e di apprendimento di lingue straniere attuate con l’ausilio di macchine elettriche, già coperte dall’assicurazione Inail

La copertura assicurativa non può che comprendere anche eventuali lezioni di scienze motorie e sportive erogate in DAD (si pensi alle zone rosse per la pandemia in corso).

Studenti: la copertura assicurativa in caso di didattica a distanza è uguale a quella prevista per gli studenti nello svolgimento di esperienze tecnico-scientifiche o esercitazioni pratiche e di lavoro effettuate “in presenza” nelle aule scolastiche o in altro luogo specificatamente individuato, sia nell’ambito dell’attività scolastica tradizionale che nell’ambito dei percorsi di alternanza scuola-lavoro, ora ridenominati percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento.

Docenti:  già prima dell’introduzione della DAD, la copertura assicurativa è stata prevista se:

a) per lo svolgimento della loro attività fanno uso di apparecchi/macchine elettriche (videoterminali, computer, tablet, fotocopiatrici, videoregistratori, proiettori, ecc.), ovvero se frequentano un ambiente organizzato ove sono presenti le suddette macchine […]

b) sono direttamente adibiti ad esperienze tecnico-scientifiche, ad esercitazioni pratiche e ad esercitazioni di lavoro

A seguito della normativa diretta alla dematerializzazione delle procedure amministrative in materia di istruzione […] sono stati introdotti nelle scuole le pagelle elettroniche e il registro elettronico di classe, che richiedono evidentemente l’utilizzazione abituale da parte degli insegnanti di dispositivi elettronici/informatici. Allo stato si deve, dunque, ritenere che per tutti gli insegnanti sia operante in via generalizzata l’obbligo assicurativo […] e che gli stessi siano quindi sempre tutelati in caso di infortunio sul lavoro, sia per l’attività lavorativa in presenza che per la didattica a distanza.

n.b. Sull’argomento l’Inail sta per emanare una specifica circolare in quanto, anche a seguito della diffusione capillare della DAD, la dematerializzazione è ormai una realtà operativa in tutte le scuole di ogni ordine e grado, sia pubbliche che private. Attualmente in fase di trattazione delle denunce di infortunio pervenute, le sedi dell’Inail continuano ad inviare specifici questionari per verificare se l’insegnante è persona tutelata dall’Inail in quanto utilizza abitualmente e sistematicamente dispositivi elettronici oppure insegna materie che comportano esperienze tecnico-scientifiche, esercitazioni pratiche e di lavoro, attività di educazione fisica o di scienze motorie e sportive o infine attività di alfabetizzazione informatica e di apprendimento di lingue straniere con l’ausilio di laboratori.

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  CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE INTEGRATIVO e

NOTA INTEGRATIVA del MINISTERO dell’ISTRUZIONE

concernente le prestazioni lavorative e adempimenti resi dal personale docente: criteri di erogazione del servizio nella modalità a distanza fino al perdurare dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri in data 31 gennaio 2020, dovuto al diffondersi del virus COVID-19

  (nota MI n.2002 del 09.11.20 “Luogo e strumenti di lavoro”) Sui criteri generali di svolgimento dell’attività in DDI da parte dei docenti, all’interno o all’esterno dell’istituzione scolastica, è resa informativa alle RSU.

  PERCHÈ UN CCNI (Contratto Collettivo Nazionale Integrativo) A NOVEMBRE ?

Attraverso l’azione congiunta con il Ministero dell’Istruzione si è inteso:

  • fare sintesi della normativa emessa fino al momento di incontro delle parti e creare una cornice chiara e univoca all’interno della quale operino tutte le istituzioni scolastiche

Ciò al fine di:

  • dare indicazioni precise relative agli aspetti della funzione docente nel contesto della DDI
  • garantire omogeneità dei servizi scolastici e di accesso all’istruzione in tutto il Paese
  • assicurare l’effettività del diritto costituzionale allo studio

Il CCNI è accompagnato dalle Note Operative redatte dal Ministero (n.2002 del 09.11.20). Le Note, corrette dalle Organizzazioni Sindacali firmatarie in modo significativo rispetto alle proposte iniziali dell’Amministrazione e quindi poi approvate, entrano nel dettaglio delle seguenti questioni:

  • Orario di servizio
  • Luogo e strumenti di lavoro
  • Personale docente in quarantena ovvero in isolamento fiduciario. Specificazioni

Il Contratto non introduce elementi nuovi (o peggiorativi) rispetto a quanto previsto dalla normativa emanata fino alla firma del Contratto stesso e nel dettaglio soddisfa l’esigenza di definire chiaramente:

la durata del CCNI e delle prestazioni lavorative in modalità a distanza: (art.1) “fino al  perdurare dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei Ministri , dovuto al diffondersi del virus Covid-19”.

  Questo impedisce che il ricorso alla DDI, introdotta per far fronte ad una situazione emergenziale, si protragga ad emergenza terminata;  impedisce quindi che la DDI venga imposta ai docenti anche in futuro, in condizioni di normale didattica in presenza.

i casi in cui si può ricorrere alla DDI:

♠ (art.1 comma 1) sospensione dell’attività didattica in presenza estesa a tutte le classi dell’istituto

♠ (art.1 comma 3;  art.3 comma 1) sospensione dell’attività didattica in presenza limitata ad alcune classi dell’istituto  o limitata a gruppi circoscritti di alunni della classe

È il caso di:

1)  docente posto in quarantena o isolamento fiduciario, NON coperto da certificazione medica con classi poste in quarantena: svolge servizio in modalità a distanza ESCLUSIVAMENTE per le proprie classi

2) docente posto in quarantena o isolamento fiduciario, NON coperto da certificazione medica con classi in presenza: svolge servizio con modalità a distanza ove sia possibile garantire la compresenza con altri docenti non impegnati in altre attività didattiche (ad esempio ‘a disposizione’)

3) alunni: alle classi o gruppi di alunni posti in quarantena il docente che ha sia classi in presenza che a distanza assicura la  didattica in modalità sincrona sulla base di quanto previsto dal Piano per La DDI approvato dal Collegio dei Docenti

Viene ribadito che nel contesto della DDI il docente svolge servizio ESCLUSIVAMENTE per le sue classi

le prestazioni di lavoro dei docenti rese in modalità DDI in merito a:

carichi orari (art.2):  il docente è tenuto al rispetto dell’orario di servizio settimanale stabilito nel Contratto Collettivo Provinciale (22 ore alla scuola primaria; 20 ore nella scuola secondaria e L2/religione alla primaria), declinato poi nel Piano per la DDI approvato dal Collegio dei Docenti.

riduzione dell’unità oraria: (Decreto n.89 del 07.08.20) Adozione delle Linee guida sulla Didattica digitale integrata, di cui al Decreto del Ministro dell’Istruzione 26 giugno 2020, n. 39

“Nella strutturazione dell’orario settimanale in DDI, è possibile fare ricorso alla riduzione dell’unità oraria di lezione, alla compattazione delle discipline, nonché adottare tutte le forme di flessibilità didattica e organizzativa previste dal Regolamento dell’Autonomia scolastica.”

riduzione dell’unità oraria e  recuperi: (Circolari Ministeriali 243/1979 e 192/1980 riprese nel Piano per la DDI): la riduzione della durata dell’unità oraria di lezione non va recuperata essendo deliberata per:

– garantire il servizio di istruzione in condizioni di emergenza

– far fronte a cause di forza maggiore, con il solo utilizzo degli strumenti digitali

– tenere conto della necessità di salvaguardare la salute e il benessere sia delle alunne e degli alunni, sia del personale docente

momenti di pausa:

(nota MI n.2002 del 09.11.20 “Orario di servizio”) il docente ha facoltà di introdurre, come peraltro possibile nell’attività didattica svolta in presenza, gli opportuni momenti di pausa nel corso della lezione in DDI, anche in funzione della valorizzazione della capacità di attenzione degli alunni. Tale possibilità è prevista anche nel caso siano state adottate unità orarie inferiori a 60 minuti.

La nota n.2002 riprende la nota n.1934 del 26.10.20 “L’attivazione della DDI”: Particolarmente utile si rivela la possibilità di adottare una unità oraria inferiore ai 60 minuti e stabilire le eventuali relative pause tra le lezioni sincrone.

A quanto riposo/quanta pausa ha diritto il lavoratore: (D. Lgs. 8 aprile 2003, n. 66: Attuazione delle direttive 93/104/CE e 2000/34/CE concernenti taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro – ultimo aggiornamento all’atto:31/12/2018)

Art. 7 Riposo giornaliero

1.Ferma  restando  la  durata normale dell’orario settimanale, il lavoratore  ha  diritto  a  undici  ore  di  riposo  consecutivo ogni ventiquattro  ore.  Il  riposo giornaliero deve essere fruito in modo consecutivo  fatte  salve  le  attività caratterizzate da periodi di lavoro   frazionati   durante   la   giornata   ((o   da   regimi  di reperibilita’)).

Art. 8 Pause

1. Qualora l’orario di lavoro giornaliero ecceda il limite di sei ore il lavoratore deve beneficiare di un intervallo per pausa, le cui modalita’ e la cui durata sono stabilite dai contratti collettivi  di lavoro, ai fini del recupero  delle  energie  psico-fisiche  e  della eventuale consumazione del pasto anche al fine di attenuare il lavoro monotono e ripetitivo.
2. Nelle ipotesi di cui al  comma  1,  in  difetto  di  disciplina collettiva  che  preveda  un   intervallo   a   qualsivoglia   titolo attribuito, al lavoratore deve essere concessa una pausa,  anche  sul posto di lavoro, tra l’inizio e la fine di ogni  periodo  giornaliero di  lavoro,  di  durata  non  inferiore  a  dieci  minuti  e  la  cui collocazione deve tener conto delle esigenze  tecniche  del  processo lavorativo.

  Il docente impegnato nella didattica a distanza rientra nella categoria dei “videoterminalisti”? 

(D.Lgs. 09 aprile 2008 n. 81 – Testo coordinato con il D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106 TITOLO VII – ATTREZZATURE MUNITE DI VIDEOTERMINALI CAPO I – DISPOSIZIONI GENERALI)

Art. 173: È video-terminalista chi:

–  utilizza  un  video-terminale  in  modo sistematico  e  abituale: vale a dire che l’uso del VDT è una parte necessaria e costante dell’attività lavorativa, e quindi non un uso saltuario, occasionale, per tempi ridotti.

– utilizza  un  video-terminale per  venti  ore  settimanali,  dedotte  le  pause  obbligatorie  di  15  minuti ogni due ore di attività

Da ciò deriva che i docenti impegnati nella didattica a distanza  rientrino nella categoria dei video-terminalisti come definiti nel D.Lgs. 09 aprile 2008 n. 81 solo se svolgono le 20 (scuola secondaria; L2/religione scuola primaria) o 22 (scuola primaria) ore di servizio previste dal Contratto Collettivo Provinciale impiegando i devices di vario tipo nello svolgimento delle attività svolte con modalità sincrona o asincrona, come scandite nel Piano  sulla DDI approvato dal Collegio dei Docenti.

Come accade con la didattica in presenza, l’attività di preparazione del materiale didattico o la correzione di elaborati, pur se svolta con il sussidio di devices, non rientra nel computo delle ore di servizio

attività funzionali all’insegnamento e diritto alla disconnessione (Nota MI n.1934 del 26.10.20 e n.2002 del 09.11.20 “Orario di Servizio”) Anche nel caso di sospensione delle attività didattiche in presenza, gli impegni del personale docente seguono il piano delle attività deliberato dal collegio dei docenti e restano fermi i criteri relativi al “diritto alla disconnessione” stabiliti a livello di istituzione scolastica (ai sensi dell’articolo 22, comma 4, lettera c8), del CCNL 2016/2018). Il calendario annuale delle attività funzionali può essere rivisto a seconda delle specifiche situazioni.

  Il diritto alla disconnessione rientra tra le prerogative delle RSU ed è quindi oggetto di contrattazione integrativa di istituto. In quel contesto le RSU potranno definire “i criteri generali per l’utilizzo di strumentazioni tecnologiche di lavoro in orario diverso da quello di servizio, al fine di una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare

  l’autonomia professionale del lavoro del docente (art.1 comma 2): “La DDI si svolge nel rispetto della libertà di insegnamento, delle competenze degli Organi collegiali e dell’autonomia progettuale e organizzativa delle istituzioni scolastiche”.

gli strumenti di lavoro (Nota MI n.1934 del 26.10.20 “Attivazione della DDI” e n.2002 del 09.11.20 “Luogo e strumenti di lavoro”):

docenti: in subordine alla necessità di garantire la strumentazione adeguata agli alunni e tenuto conto che il personale di ruolo può usufruire della Carta del docente, è opportuno che le istituzioni scolastiche attivino le verifiche delle effettive necessità del personale docente a tempo determinato, da poter assolvere attraverso lo strumento del comodato d’uso, al fine di essere comunque preparati ad ogni evenienza.

Poiché in Provincia di Bolzano i docenti non usufruiscono della Carta del Docente, tutto il personale docente è, in caso di necessità, beneficiaria del diritto a poter assolvere all’obbligo di servizio attraverso strumenti messi a disposizione dall’istituto di appartenenza

♠  docente in quarantena/isolamento fiduciario: il dirigente scolastico, in presenza di difficoltà organizzative personali o familiari del docente in quarantena o isolamento fiduciario, ne favorirà il superamento anche attraverso la concessione in comodato d’uso della necessaria strumentazione tecnologica.

  Privacy: richiama in documento congiunto Ministero dell’Istruzione/Garante della Privacy “Didattica digitale integrale e tutela della privacy“:

– obbligo di assicurare la riservatezza delle informazioni, dei dati personali, dell’identità personale e tutto ciò che riguarda un corretto e sicuro utilizzo delle piattaforme informatiche

-obbligo di fornire le necessarie informazioni anche a studenti e famiglie

 

  Registro elettronico (Art.5): la presenza di docenti e alunni avviene esclusivamente attraverso il registro elettronico.

  Ciò chiarisce i dubbi circa la necessità da parte del docente di firmare o meno la “presenza” nel registro. Nel corso dell’a.s. 2019/20 in molti casi i docenti avevano infatti ricevuto indicazione da parte dei dirigenti scolastici di non firmare il registro, rendendo poi impossibile tracciare l’attività sincrona dei docenti.

salute e sicurezza (art.6): i docenti hanno diritto a “informazione” e “formazione” in materia di ambiente, sicurezza e salute come disposto dagli artt. 36 e 37 del D. Lgs. 81/2008

formazione (art.7): le istituzioni scolastiche sono tenute ad:

– attivare la necessaria formazione sulla DDI per il personale docente

– attivare uno specifico modulo concernente l’uso degli strumenti tecnologici necessari allo svolgimento della DDI (formazione obbligatoria dei docenti in materia di “sicurezza e salute dei lavoratori”)

  CISL Scuola è una delle firmatarie del contratto nato dalla collaborazione con il Ministero, al fine di:

  • evitare che forme di lavoro dovute a ragioni straordinarie e imprevedibili fossero soggette a modalità di svolgimento stabilite in modo unilaterale (dal solo Ministero)
  • evitare che forme di lavoro dovute a ragioni straordinarie e imprevedibili possano permanere oltre lo stato di emergenza
  • definire chiaramente gli obblighi dei docenti connessi alle prestazioni di lavoro in modalità a distanza, sotto il profilo dei carichi orari e dell’autonomia professionale
  • ribadire in modo esplicito il rispetto della libertà di insegnamento, delle competenze degli Organi collegiali e dell’autonomia progettuale e organizzativa delle istituzioni scolastiche
  • richiamare all’osservanza di tutte le norme di tutela della salute ordinariamente previste, ivi comprese pertanto quelle che riguardano l’impiego di videoterminali
  • regolamentare in modo chiaro e univoco l’attività del docente che pur non trovandosi in stato di malattia certificata, è obbligato alla quarantena o in condizione di isolamento fiduciario. La stipula del CCNI sbarra la strada all’ipotesi (portata avanti da Uffici Scolastici Regionali e/o Regioni) di “quarantena attiva” che avrebbe comportato l’obbligo del docente di recarsi comunque a scuola, pur con tutte le precauzioni necessarie in termini di dispositivi e distanziamento.
  • prevedere, nel contesto della formazione obbligatoria dei docenti in materia di “sicurezza e salute dei lavoratori” un modulo sull’uso degli strumenti tecnologici utilizzati per la DDI, con richiamo esplicito al D.Lgs. 81/2008, artt. 36 e 37
  • ribadire il pieno accesso ai diritti sindacali, compresa la partecipazione alle assemblee sindacali durante l’orario di lavoro, svolte in modalità telematica
  • eliminare l’ipotesi, posta in fase di avvio dall’Amministrazione, di un recupero obbligato delle ore non prestate a causa di impossibilità oggettive; a tal fine il Ministero proponeva infatti l’istituzione di una banca ore, prevedendone il recupero entro l’anno scolastico in corso.
  • ribadire l’obbligo di assicurare la riservatezza delle informazioni, dei dati personali, dell’identità personale e tutto ciò che riguarda un corretto e sicuro utilizzo delle piattaforme informatiche
  • individuare nel registro elettronico lo strumento deputato a rilevare le presenze del personale e degli alunni

 

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Ai sensi dell’articolo 63 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 “Curaitalia“, è previsto per i lavoratori dipendenti pubblici e privati un premio, alle seguenti condizioni:

  • nell’anno 2019 possedevano un reddito complessivo da lavoro dipendente non superiore a 40.000 euro
  • durante il periodo di emergenza sanitaria da COVID-19, riferito al mese di marzo 2020, hanno continuato a prestare servizio presso la sede di lavoro.

Il premio (per un importo massimo di 100,00 euro):

  • è riferito alla prestazione lavorativa del mese di marzo 2020
  • va rapportato ai giorni effettivi di presenza al lavoro nella sede di lavoro
  • non spetta per i giorni in cui il personale abbia svolto la propria attività lavorativa in modalità di telelavoro, in smart working o in formazione a distanza,  o sia stato assente dal servizio per qualsiasi motivo (ferie, permesso, congedo straordinario, malattia, ecc.).

     Provincia di Bolzano: scuole a carattere statale/scuole provinciali: a seguito di varie telefonate pervenute ai nostri uffici, ricordiamo che il premio spetta a tutti i docenti della provincia di Bolzano che abbiano i requisiti sopra elencati, nella misura prevista dal decreto.  La circolare pervenuta alle scuole è intestata solo ai referenti (assessori, organizzazioni sindacali, dirigenti) delle scuole provinciali, pur essendo in realtà rivolta anche ai docenti delle scuole a carattere statale.

Per poter accedere al premio i docenti devono far pervenire alle segreterie una autocertificazione (che le segreterie stesse consegnano ai docenti). Sarà cura delle segreterie provvedere poi entro venerdì 30 ottobre alle pratiche (attraverso l’Ufficio Stipendi) che consentiranno l’erogazione finale del premio.

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