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  Riferimento normativo:

Legge provinciale 19 agosto 2021, n. 9 (area download)
Disposizioni collegate all’assestamento del bilancio di previsione della Provincia autonoma di Bolzano per l’anno finanziario 2021 e per il triennio 2021-2023

Art. 10 Rimborso delle spese per dotazioni IT al personale delle scuole

(1) Per sostenere la digitalizzazione della scuola, la Giunta provinciale è autorizzata a concedere un rimborso spese una tantum nella misura massima del 90 per cento delle spese effettuate dal personale delle scuole dell’infanzia, dal personale docente ed educativo delle scuole primarie e secondarie, dal personale docente delle scuole professionali provinciali, della formazione professionale agricola, forestale e di economia domestica, delle scuole di musica, dalle collaboratrici e dai collaboratori all’integrazione e dalle educatrici e dagli educatori sociali delle scuole per l’acquisto di dotazioni IT funzionali allo svolgimento dell’attività didattica. La misura massima del rimborso non può superare comunque l’importo di 520 euro. A tale importo si applicano le disposizioni di cui all’ultimo periodo del comma 121 dell’articolo 1 della legge 13 luglio 2015, n. 107. I criteri e le modalità per la concessione del rimborso sono definiti dalla Giunta provinciale.

(2) Il rimborso di cui al presente articolo si applica al personale in servizio per almeno 3 mesi a decorrere dal 5 marzo 2020.

(3) Le domande per il rimborso possono riguardare gli acquisti effettuati nel periodo di sospensione delle attività educative e didattiche in presenza nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole di ogni ordine e grado, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, a decorrere dal 5 marzo 2020 e per il perdurare dello stato di emergenza dichiarato a livello nazionale, e comunque non oltre il 15 novembre 2021.

[…]

  Paniere dei beni rimborsabili e modalità di richiesta del rimborso:

Siamo in attesa della delibera della Giunta Provinciale che chiarirà:

– il paniere dei beni rimborsabili

– che procedura seguire per ottenere il rimborso

Ad oggi sappiamo che saranno rimborsabili le spese riconducibili al richiedente anche se:

– sostenute all’estero

– effettuate online

News
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1. FAQs sito Ministero Istruzione: per le informazioni ministeriali su Covid-19 e scuola clicca qui

2. FAQs sito Ministero Istruzione: link al tema “Rientro a scuola”

FAQs sito Ministero Salute: per le informazioni ministeriali sulle certificazioni verdi COVID-19 clicca qui

Vuoi la Certificazione ma non hai ricevuto l’SMS o l’email o non li trovi più? clicca qui

SANIPRO: per informazioni sulla prestazione straordinaria Covid-19 clicca qui

PIANO VACCINALE per il personale scolastico:

Nell’area download il programma vaccinale per docenti.

Avvio dell’anno scolastico 2021/2022
10.09.21 Validità test diagnostico negativo ai fini del Green Pass

Le scuole hanno a disposizione un possibile modulo di autodichiarazione, utile nei casi in cui vi sia un malfunzionamento del sistema di verifica della Certificazione verde Covid-19. Il docente in possesso di test diagnostico negativo ma sprovvisto di certificazione verde causa lungaggini nella trasmissione del QR Code può accedere all’edificio e prestare servizio in questo modo:

acconsente “di sua iniziativa e volontà” alla verifica del certificato con l’esito negativo del test

presenta al verificatore l’esito del test negativo al momento dell’ingresso a scuola

  Come indicato dal Ministero della Salute (https://www.dgc.gov.it/web/), “le documentazioni rilasciate da strutture sanitarie, farmacie, laboratori di analisi, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta che attestano l’avvenuta vaccinazione, la guarigione dall’infezione o l’esito negativo di un test molecolare o antigenico effettuato nelle 48 ore antecedenti hanno analoga validità della Certificazione verde Covid-19.”

 

    09.09.21 nota MI, Processo di verifica delle certificazioni verdi Covid-19
Nell’area download la guida operativa per dirigenti scolastici/delegati alla verifica del Green Pass attraverso la piattaforma 

La procedura di verifica delle Certificazioni è stata semplificata rendendo comunicanti tra loro due piattaforme:

  • il SIDI (Sistema Informativo Dell’Istruzione): un’area riservata in cui sono disponibili per le segreterie scolastiche e gli uffici dell’Amministrazione le informazioni relative alla rete scolastica (istituzioni scolastiche statali e non statali), indirizzi di studio, alunni, organici, personale docente e non docente, dati finanziari e contabili
  • la Piattaforma nazionale DGC (Digital Green Certificate) in capo al Ministero della Salute, ex DPCM 17.06.21: il sistema informativo nazionale per il rilascio, la verifica e l’accettazione di certificazioni COVID-19 interoperabili a livello nazionale ed europeo

In pratica, limitatamente al personale in servizio, il Dirigente dell’istituzione scolastica statale potrà così visualizzare nel SIDI la schermata (verde, azzurra o rossa) che compare nella Piattaforma DGC senza dover scansionare ogni singolo QRcode.  Il Dirigente o suo delegato, a questo punto, potrà limitare la verifica con l’App “VerificaC19” ai soli QRcode della “schermata rossa” e ai docenti con esenzione dalla certificazione verdi, per i quali  dati di esenzione non sono ancora disponibili in formato digitale.

Chi fosse interessato ai dettagli trova la nota del MI nell’area download

  N.B. Impiego della app Verifica C19:

  • Le istituzioni scolastiche possono continuare ad impiegare la app governativa del Ministero della Salute “VerificaC19”: questa rimane infatti per le scuole, nell’ambito della loro autonomia, una modalità accettata ed un’opzione percorribile per adempiere agli obblighi di legg
  • gli esiti delle verifiche sullo stato di validità del Green Pass non vengono conservati in alcun modo nel SIDI
  03.09.21 Ordinanza n.30 (area download): programma di screening della popolazione scolastica
  • Fino all’avvio dello screening statale, viene offerto alle alunne e agli alunni delle scuole di ogni ordine e grado la possibilità di sottoporsi periodicamente a test per il rilevamento del Sars-CoV-2.
  • Nelle prime quattro settimane dell’anno scolastico 2021-2022 gli alunni e le alunne delle scuole di ogni ordine e grado nel territorio provinciale sono invitati a sottoporsi con cadenza regolare a uno screening organizzato dall’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, che fornirà le necessarie indicazioni operative
  • L’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige fornirà le necessarie indicazioni operative
  31.08.21 Circolare del Direttore generale  per l’Istruzione e la formazione 
La circolare (area download) fornisce le modalità operative di attuazione di verifica del possesso delle certificazioni verdi. Di seguito le NOVITA’ rispetto a quanto già presente nella pagina:

  Categorie di personale che deve possedere ed esibire la certificazione:

a) dirigenti di tutte le scuole […]

b) personale docente e educativo delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado della provincia

[…]

e) collaboratori e collaboratrici all‘integrazione

f) educatori e educatrici sociali nonché educatori e educatrici sociali della scuola

g) personale tecnico, amministrativo ed ausiliario delle scuole

h) personale comunale con sede di servizio presso le scuole

i) personale provinciale che accede regolarmente alle [scuole] nell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali

j) personale docente e pedagogico comandato e persone esterne che, dietro incarico delle scuole […] vi erogano dei servizi pedagogici

  Modalità di verifica della certificazione verde: la certificazione verde Covid-19 verificata valida al momento della presa di servizio non verrà più verificata nello stesso giorno

Con ulteriore circolare saranno rese note eventuali ulteriori modalità innovative di verifica a seguito dell’attivazione della piattaforma SIDI/DGC preannunciata per la metà di settembre (vedi di seguito nella pagina, area ”  SNELLIMENTO delle OPERAZIONI di VERIFICA”).
L’accesso tardivo, sebbene in possesso di certificazione verde Covid-19 valida, non è possibile.
Concretamente ciò significa che ad oggi, in assenza di QR Code non è possibile accedere alla scuola seppur in possesso di esito negativo di test diagnostico.
A tal fine si segnala che l’impiego della App IO consente di ricevere il QR Code con largo anticipo rispetto alla casella di posta elettronica.
  Trattamento dell’assenza ingiustificata:

Viene nominalmente inserito in apposita tabella il personale che:

  al momento della presa di servizio non esibisce una certificazione verde Covid-19 valida dovrà essere nominalmente inserito in un’apposita tabella e non può accedere alla sede/alle sedi di servizio nella rispettiva giornata.

  ha comunicato per iscritto, in anticipo, di non prestare servizio nella giornata di cui si tratta, a causa del mancato possesso di valida certificazione verde Covid-19. Al personale è infatti data la facoltà di comunicare, per iscritto e in anticipo, di non prestare servizio per più giorni oppure per un periodo ancora più lungo, a causa di mancato possesso di valida certificazione verde Covid-19.

  Conseguenze dell’assenza ingiustificata (non sono previste conseguenze disciplinari):
vedi anche, nella pagina, area “CONSEGUENZE MANCATO POSSESSO/ESIBIZIONE DELLA CERTIFICAZIONE VERDE”
Primi quattro giorni di assenza ingiustificata (anche non continuativi, vale a dire alternati a giorni con Green Pass) :
– nessuna retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato
Il/la dirigente emette i rispettivi provvedimenti che vengono inseriti nel sistema delle assenze e poi inviati all’Amministrazione Istruzione e Formazione di competenza
Dal quinto giorno di assenza ingiustificata:
– sospensione dal servizio, nessuna retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato
  •  raggiungimento del quinto giorno: si sommano i primi quattro giorni di assenza ingiustificata anche nel caso i cui tra gli stessi siano intervenuti giorni non lavorativi (sabato/domenica) oppure giorni di regolare presa di servizio (alternanza assenza/possesso di certificazione)
  • quando scatta la sospensione dal servizio, i giorni non lavorativi che si trovano in mezzo a giorni di assenza ingiustificata devono essere compresi nel provvedimento della sospensione dal servizio (es. raggiungimento del quinto giorno a cavallo del weekend: non si percepisce alcuna retribuzione neanche sabato e domenica)

– sanzione amministrativa: siamo in attesa che le modalità operative vengano definite a livello statale;  seguirà quindi apposita circolare.

Assenza ingiustificata in data 01.09.2021 dei SUPPLENTI:
– risoluzione del rapporto di servizio se il contratto decorre dal 01.09.21 e il docente non assume effettivo servizio il 06.09.2021
  Contratti SUPPLENTI del PERSONALE SOSPESO:
– i contratti di lavoro devono essere stipulati con indicazione di una presunta data finale
– in caso di rientro anticipato del/la titolare del posto i contratti di supplenza devono essere risolti in anticipo
  RICHIESTA altre FORME di ASSENZA:
Dal 01.09.2021 fino al 31.12.2021 il personale ha diritto di fruire delle diverse assenze previste dal contratto collettivo (ad es. aspettativa non retribuita, congedo parentale, congedo straordinario ecc) richiedendole entro i termini di preavviso, se previsti.
  Nel caso di assenze “a domanda”, vale a dire a concedibili a discrezione del dirigente, l’approvazione della richiesta è condizionata all’assicurazione dell’insegnamento da parte di personale supplente.
  30.08.21 n.1260 Nota Ministero dell’Istruzione (MI)
Verifica della certificazione verde COVID-19 del personale scolastico – Informazioni e suggerimenti

  Come si verifica la certificazione verde COVID-19? Vedi sotto area “VERIFICA della CERTIFICAZIONE e PRIVACY” (documento nell’area download)

  27.08.21 Ordinanza n.29, punto 3 (nell’area download):
  • nell’anno scolastico 2021-2022 […] l’attività scolastica e didattica […] della scuola primaria, della scuola secondaria di primo e secondo grado, delle scuole professionali provinciali e delle scuole di musica si svolge in presenza
  • è raccomandato il rispetto di una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro
  • è fatto obbligo di utilizzare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie (dettagli sotto, nell’area   )
  • sono esentati dall’obbligo di utilizzare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie i bambini di età inferiore ai sei anni, i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso dei predetti dispositivi e i soggetti impegnati in attività sportive. Per le persone con patologie o disabilità incompatibili con l’uso di una protezione delle vie respiratorie, e per quelle che, interagendo con loro, versano nella stessa situazione di incompatibilità, la necessità di dispensa dall’obbligo di indossare il dispositivo di protezione dev’essere attestata da un certificato rilasciato dal competente medico di medicina generale o da un pediatra convenzionato di libera scelta appartenente al servizio sanitario
  •  fino al 31 dicembre 2021 tutto il personale che presta servizio nelle istituzioni [scolastiche] deve possedere ed è tenuto a esibire la certificazione verde (vedi area dedicata qui sotto)

  Tale obbligo non si applica ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della Salute n.35309 del 04.08.21, per i quali è fortemente raccomandato di sottoporsi regolarmente a test per il rilevamento del virus Sars-CoV-2;

  • le dirigenti e i dirigenti scolastici […] sono tenuti a verificare il rispetto delle prescrizioni: le verifiche delle certificazioni verdi sono effettuate secondo le modalità previste dalla normativa statale emergenziale (vedi sotto area ‘VERIFICA della CERTIFICAZIONE e PRIVACY’)
  • il mancato rispetto dell’obbligo di possesso ed esibizione della certificazione verde da parte del personale è considerato assenza ingiustificata e a decorrere dal quinto giorno di assenza il rapporto di lavoro è sospeso. Per tutto il periodo di assenza ingiustificata non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato (vedi sotto area ‘CONSEGUENZE MANCATO POSSESSO/ESIBIZIONE della CERTIFICAZIONE VERDE’)

  LE CERTIFICAZIONI VERDI (cd. GREEN PASS) ex DL 52/21, art. 9 e Allegato B del DPCM 17.06.21 (area download)

Vuoi la Certificazione, hai i requisiti per richiederla, ma non hai ricevuto l’SMS o l’email o non li trovi più? clicca qui

Al momento della verifica compare una schermata diversa da quella verde e vuoi sapere cosa significa? clicca qui e vai all’area Verifica C19 – Informazioni per gli operatori

  Vuoi consultare le FAQs del Ministero della salute sulle Certificazioni Verdi COVID-19? clicca qui

Le Certificazioni Verdi COVID-19 attestano una delle seguenti condizioni:

  a) avvenuta vaccinazione anti-SARS-CoV-2, al termine del prescritto ciclo;

Ha una validita’ di nove mesi a far data dal completamento del ciclo vaccinale (sia nel caso di vaccino monodose che a due dosi) ed e’ rilasciata automaticamente all’interessato, in formato cartaceo o digitale, dalla struttura sanitaria ovvero dall’esercente la professione sanitaria che effettua la vaccinazione e contestualmente alla stessa, al termine del prescritto ciclo.

La Certificazione verde COVID-19 per vaccinazione (prima dose) viene generata automaticamente dalla Piattaforma nazionale-DGC dopo 12 giorni dalla somministrazione ed è valida dal 15° giorno dal vaccino fino alla data della seconda dose.

La Certificazione dopo la seconda dose verrà rilasciata entro 24/48 ore dalla seconda somministrazione.

– La certificazione verde COVID-19  viene rilasciata anche a tutti coloro che hanno avuto il COVID e si sono vaccinati entro l’anno dal primo tampone molecolare positivo. Costoro riceveranno una Certificazione verde COVID-19 (dose 1 di 1) contestualmente all’avvenuta somministrazione di una sola dose di un vaccino dopo una precedente infezione da SARS-COV 2. Tale certificazione ha validità dal quindicesimo giorno successivo alla somministrazione.

La certificazione cessa di avere validità qualora, nel periodo di vigenza della stessa, l’interessato sia identificato come caso accertato positivo al SARS-CoV-2.

  b) avvenuta guarigione da COVID-19, con contestuale cessazione dell’isolamento prescritto in seguito ad infezione da SARS-CoV-2, disposta in ottemperanza ai criteri stabiliti con le circolari del Ministero della salute;
Ha una validità di sei mesi a far data dall’avvenuta guarigione. Il medico di famiglia o la Asl inseriscono nel sistema Tessera sanitaria i dati relativi al certificato di guarigione e la Certificazione verde COVID-19 per guarigione viene rilasciata dopo qualche minuto. La persona che non dovesse ricevere la certificazione deve rivolgersi al medico di famiglia o alla Asl perché inseriscano i dati nel sistema.

  La certificazione cessa di avere validità qualora, nel periodo di vigenza semestrale, l’interessato venga identificato come caso accertato positivo al SARS-CoV-2.

  c) effettuazione di test antigenico rapido o molecolare con esito negativo al virus SARS-CoV-2.
Ha una validità di quarantotto ore dall’esecuzione del test (ora del prelievo) ed e’ prodotta in formato cartaceo o digitale, dalle strutture sanitarie pubbliche, da quelle private autorizzate o accreditate e dalle farmacie che svolgono i test ovvero dai medici di medicina generale o pediatri di libera scelta. La Certificazione sarà generata in poche ore.

  DL 111/21 Misure urgenti per l’esercizio in sicurezza delle attività scolastiche […] .

  • Art. 9-ter Al decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, dopo l’articolo 9-bis e’ inserito il seguente:

  Impiego delle certificazioni verdi COVID-19 in ambito scolastico […] 

Comma 1. Dal 1° settembre 2021 e fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell’erogazione in presenza del servizio essenziale di istruzione, tutto il personale scolastico del sistema nazionale di istruzione [deve] possedere [ed è] tenuto a esibire la certificazione verde COVID-19.

Comma 4. I dirigenti scolastici e i responsabili dei servizi educativi dell’infanzia nonché delle scuole paritarie e delle università sono tenuti a verificare il rispetto delle prescrizioni di cui al comma 1.

  03.0921 Ordinanza n.30, punto 2: alunni e Green Pass

Gli alunni e le alunne delle scuole di ogni ordine e grado che usufruiscono del servizio di mensa nell’ambito dell’attività scolastica sono esentati dall’obbligo di presentazione della certificazione verde;

VERIFICA della CERTIFICAZIONE e PRIVACY:

Nota Tecnica MI n.1237 13.08.21 al DL 111/21 del 06.08.21: La norma definisce al contempo un obbligo di “possesso” e un dovere di “esibizione” della certificazione verde dal 01.09.21 al 31.12.21. Prevede poi che “i dirigenti scolastici e i responsabili dei servizi educativi dell’infanzia nonché delle scuole paritarie … sono tenuti a verificare il rispetto delle prescrizioni di cui al comma 1 …” (articolo 9-ter, comma 4), ponendo a loro carico l’obbligo di verifica del possesso della certificazione verde da parte di quanti siano a qualunque titolo in servizio.

La verifica di che trattasi può, dal dirigente scolastico, essere formalmente delegata a personale della scuola. L’applicazione finalizzata al controllo delle certificazioni è resa disponibile gratuitamente su apposita piattaforma interistituzionale. Non risulta, ad oggi, necessario acquisire copia della certificazione del dipendente, a prescindere dal formato in cui essa sia esibita, ritenendosi sufficiente la registrazione dell’avvenuto controllo con atto interno recante l’elenco del personale che ha esibito la certificazione verde e di quello eventualmente esentato. Si ritiene in tal modo contemperato l’orientamento in materia del Garante della Privacy (espresso con FAQ15 scaricabile anche dall’area download).

30.08.21 Nota Ministero dell’Istruzione Verifica della certificazione verde COVID-19 del personale scolastico – Informazioni e suggerimenti

I Dirigenti scolastici predispongono misure organizzative e gestione degli spazi che consentano l’ordinato svolgimento delle operazioni descritte.
Potranno ad esempio ricorrere all’opera contestuale di più soggetti “verificatori”, ciascuno delegato all’utilizzo dell’app “Verifica C19”, così come, ove opportuno e possibile, potranno individuarsi ingressi diversi, per evitare assembramenti del personale.

Potrà altresì risultare utile svolgere le operazioni di verifica all’interno dell’istituzione scolastica, in spazi di dimensioni adeguate alla compresenza ipotizzata di personale.

CHI È AUTORIZZATO A VERIFICARE LA CERTIFICAZIONE (ex DPCM 17.06.21, art.13):

Link Ministero Salute:

  1. I pubblici ufficiali nell’esercizio delle relative funzioni.

[…]

COME AVVIENE LA VERIFICA (vedi anche FAQs Ministero della Salute):

30.08.21 Nota Ministero dell’Istruzione Verifica della certificazione verde COVID-19 del personale scolastico – Informazioni e suggerimenti

La verifica della validità e autenticità certificazione verde COVID-19 mediante la richiamata App “VerificaC19” avviene con le seguenti modalità:

1. su richiesta del verificatore (Dirigente scolastico o suo delegato), l’interessato mostra – in formato digitale oppure cartaceo – il QR Code abbinato alla propria certificazione verde Covid-19
2. l’App “VerificaC19” scansiona il QR Code, ne estrae le informazioni e procede con il controllo; mostra graficamente al verificatore l’effettiva validità della Certificazione nonché il nome, il cognome e la data di nascita dell’intestatario della stessa, fornendo tre possibili risultati:

a) schermata verde: la certificazione è valida per l’Italia e l’Europa

b) schermata azzurra: la certificazione è valida solo per l’Italia

c) schermata rossa: la certificazione non è ancora valida o è scaduta o c’è stato un errore di lettura

3. in caso di “schermata rossa” il personale non potrà accedere all’istituzione scolastica e dovrà “regolarizzare” la propria posizione vaccinandosi oppure effettuando test antigenico rapido o molecolare

  • Il QR Code non rivela l’evento sanitario che ha generato la Certificazione verde.
  • Le uniche informazioni personali visualizzabili dall’operatore saranno quelle necessarie per assicurarsi che l’identità della persona corrisponda con quella dell’intestatario della Certificazione (nome, il cognome e la data di nascita dell’intestatario della stessa),
  • In caso di formato cartaceo, piegando il foglio, sarà possibile tutelare le proprie informazioni personali.
  • La verifica non prevede la memorizzazione di alcuna informazione riguardante il cittadino sul dispositivo del verificatore.

  L’applicazione consente di riscontrare l’autenticità e la validità delle certificazioni emesse dalla Piattaforma nazionale digital green certificate (DGC), senza rendere visibili le informazioni che ne hanno determinato l’emissione e senza memorizzare informazioni personali sul dispositivo del verificatore. Pertanto, nel pieno rispetto della privacy.

Informazioni tecniche sul funzionamento del sistema sono disponibili su Digital Green Certificate – Public Key Certificate Governance: apre una nuova finestra e su DECISIONE DI ESECUZIONE (UE) 2021/1073 DELLA COMMISSIONE del 28 giugno 2021

  AUTOCERTIFICAZIONE CONSENTITA? NO!

30.08.21 Nota Ministero dell’Istruzione: Verifica della certificazione verde COVID-19 del personale scolastico – Informazioni e suggerimenti

La procedura “ordinaria” presenta il limite di dovere verificare giornalmente ciascun singolo QRCode del personale dell’istituzione scolastica, proprio per la diversa durata della certificazione (da un massimo di 9 mesi ad un minimo di 48 ore) e perché, per ragioni di riservatezza, tale durata non è rilevabile dalla scansione del QRCode.

Eventuali rallentamenti nelle operazioni materiali di verifica della validità della certificazione, soprattutto nei momenti di inizio e fine delle lezioni, non possono essere ovviati con il ricorso all’autocertificazione da parte dell’interessato, in quanto la norma vigente prevede che la certificazione verde COVID-19 sia posseduta ed esibita.

Pure per ragioni di riservatezza, non risulta al momento possibile la consegna volontaria al Dirigente scolastico della propria certificazione o del relativo QRCode, perché questi provveda autonomamente – personalmente o tramite delegato – alla verifica.

I Dirigenti scolastici:

– predispongono misure organizzative e gestione degli spazi che consentano l’ordinato svolgimento delle operazioni descritte

potranno ricorrere all’opera contestuale di più soggetti “verificatori”, ciascuno delegato all’utilizzo dell’app “Verifica C19”

– potranno individuarsi ingressi diversi, per evitare assembramenti del personale, ove opportuno e possibile

   CONSEGUENZE MANCATO POSSESSO/ESIBIZIONE della CERTIFICAZIONE VERDE: 

  DL 111/21 Misure urgenti per l’esercizio in sicurezza delle attività scolastiche […]

Comma 2. Il mancato rispetto delle disposizioni di cui al comma 1 da parte del personale scolastico […] e’ considerato assenza ingiustificata e a decorrere dal quinto giorno di assenza il rapporto di lavoro è sospeso e non sono dovuti la retribuzione ne’ altro compenso o emolumento, comunque denominato

Nota Tecnica MI n.1237 13.08.21:

– La violazione del dovere di possesso ed esibizione della certificazione verde è sanzionata in via amministrativa pecuniaria (sanzione – da 400 a 1.000 euro) dai dirigenti scolastici, quali “organi addetti al controllo sull’osservanza delle disposizioni per la cui violazione è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro” ai sensi dell’articolo 4 del decreto-legge n. 19/2020, convertito con legge n. 35/2020, n. 35, dai dirigenti scolastici.

– Il mancato possesso della certificazione verde è dalla norma qualificato come “assenza ingiustificata” e il personale scolastico che ne è privo non può svolgere le funzioni proprie del profilo professionale, né permanere a scuola, dopo aver dichiarato di non esserne in possesso o, comunque, qualora non sia in grado di esibirla al personale addetto al controllo.
Il comma 2 (articolo 9-ter) crea una fattispecie di “assenza ingiustificata” nuova (assenza per mancato possesso della “certificazione verde COVID-19): questa non comporta il licenziamento ma, a decorrere dal quinto giorno, alla sospensione senza stipendio e la riammissione in servizio non appena si sia acquisito il possesso del certificato verde: “a decorrere dal quinto giorno di assenza il rapporto è sospeso e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato”.

  Riguardo le conseguenze delle assenze ingiustificate – oltre l’anzidetta sanzione della sospensione del rapporto di lavoro e di quella amministrativa, comminabili a partire dal quinto giorno – per norma di carattere generale, anche per quelle comprese fra il primo e il quarto giorno, al personale non sono dovute “retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato”.

Per non avere compresenti a scuola sia il supplente che il sostituito che, nei termini, si è procurato la certificazione verde, pare più equilibrato suggerire che la decorrenza del contratto di supplenza abbia luogo a partire dal primo giorno di sospensione formale dal servizio, ovvero a decorrere dal quinto giorno dell’assente ingiustificato. Circa la durata dei contratti di supplenza, si ritiene necessario risulti condizionata al rientro in servizio del sostituito, assente ingiustificato per mancato possesso della certificazione verde.

  ECCEZIONI ALL’OBBLIGO di possesso/esibizione Certificazione Verde: Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute.

  Ordinanza Provinciale n.29 del 27.08.21: Tale obbligo non si applica ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della Salute n.35309 del 04.08.21, per i quali è fortemente raccomandato di sottoporsi regolarmente a test per il rilevamento del virus Sars-CoV-2;

 Nota Tecnica MI n.1237 13.08.21 & Circolare MS n.35309 04.08.21

Il Ministero della Salute con circolare n. 35309 del 4 agosto 2021 (area download)  ha disciplinato la situazione dei soggetti per i quali la vaccinazione anti SARS-CoV-2 venga omessa o differita in ragione di specifiche e documentate condizioni cliniche che la rendono in maniera permanente o temporanea controindicata. E’ previsto che per i soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica, in luogo della “certificazione verde COVID-19”, sia rilasciata una certificazione di esenzione dalla vaccinazione. I certificati sono rilasciati a titolo gratuito e non possono contenere la motivazione clinica della esenzione del soggetto interessato.

La circolare del Ministero della Salute indica le condizioni cliniche che – allo stato delle attuali evidenze scientifiche – determinano precauzioni o controindicazioni alla somministrazione del vaccino e che, pertanto, costituiscono esclusivo presupposto per il rilascio della certificazione di esenzione vaccinale sostitutiva della certificazione verde. La circolare indica pure le condizioni (es. gravidanza o allattamento) che non costituiscono, se non in presenza di specifica certificazione medica, causa di esenzione dalla vaccinazione

Fino al 30 settembre 2021, salvo ulteriori disposizioni, le certificazioni potranno essere rilasciate direttamente dai medici vaccinatori dei Servizi vaccinali delle Aziende ed Enti dei Servizi Sanitari Regionali o dai Medici di Medicina Generale o Pediatri di Libera Scelta dell’assistito che operano nell’ambito della campagna di vaccinazione anti-SARS-CoV-2 nazionale. La durata di validità, sulla base delle valutazioni cliniche relative, verrà aggiornata quando sarà avviato il sistema nazionale per l’emissione digitale delle stesse, al fine di consentirne la verifica digitale.

SVOLGIMENTO ATTIVITA’ IN PRESENZA:

  DL 111/21 Misure urgenti per l’esercizio in sicurezza delle attività scolastiche […] .
  • Art.1 comma 1: nell’anno scolastico 2021-2022, al fine di assicurare il valore della scuola come comunita’ e di tutelare la sfera sociale e psico-affettiva della popolazione scolastica, sull’intero territorio nazionale, […] l’attivita’ scolastica e didattica della scuola […]  della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado sono svolti in presenza. Fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, i Presidenti delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano e i Sindaci possono derogare, per specifiche aree del territorio o per singoli istituti, alle disposizioni di cui al comma 1 esclusivamente in zona rossa o arancione e in circostanze di eccezionale e straordinaria necessita’ dovuta all’insorgenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus SARS-CoV-2 o di sue varianti nella popolazione scolastica.

  Nota Tecnica MI n.1237 13.08.21: Il bilanciamento tra diritti costituzionali alla salute e all’istruzione, tuttavia, non esclude la necessità di eccezioni allo svolgimento in presenza delle attività educative e scolastiche. Possono, infatti, tornare a verificarsi condizioni sanitarie che impongano interventi di deroga alla “scuola in presenza”. […] In tale malaugurata ipotesi, per il tempo strettamente necessario, le istituzioni scolastiche avranno cura di assicurare il diritto allo studio dei propri alunni attraverso il ricorso alla didattica digitale integrata. La didattica digitale integrata – secondo il Piano della singola scuola e, per quanto concerne il personale, secondo le previsioni del CCNI 25 ottobre 2020 – sarà anche la risposta all’eventuale quarantena – disposta dalle autorità sanitarie competenti – di gruppi classe e singoli alunni.
Impregiudicata, comunque, la possibilità di “svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori [intendendo con ciò non solo gli spazi fisici e le strumentazioni, ma anche quelle attività didattiche che, per epistemi e metodologia, non possono essere ben svolte da remoto] o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali

  • Art.1 comma 2: per consentire lo svolgimento in presenza dei servizi e delle attivita’ di cui al comma 1 e per prevenire la diffusione dell’infezione da SARS-CoV-2, fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, sono adottate, in tutte le istituzioni del sistema nazionale di istruzione, e nelle universita’, le seguenti misure minime di sicurezza:

  a) e’ fatto obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie, fatta eccezione per i bambini di eta’ inferiore ai sei anni, per i soggetti con patologie o disabilita’ incompatibili con l’uso dei predetti dispositivi e per lo svolgimento delle attivita’ sportive;

 Piano scuola 2021-2022 05.08.21 (suscettibile di variazioni ed integrazioni  in ragione di ulteriori norme, successivi pronunciamenti del CTS correlati all’andamento dell’epidemia e della progressione della copertura vaccinale):

  • studenti: il CTS conferma, quale dispositivo di protezione respiratoria, la mascherina, preferibilmente di tipo chirurgico o di comunità (solo di tipo chirurgico ove non sia possibile rispettare il distanziamento).

  Non sono soggetti all’obbligo di utilizzo della mascherina gli studenti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina.

  • personale della scuola: il dispositivo di protezione delle vie respiratorie da adottarsi è la mascherina chirurgica o altro dispositivo previsto dal datore di lavoro sulla base della valutazione del rischio (cd. DVR).

  Per il personale impegnato con bambini con disabilità, il Protocollo di Sicurezza prevede l’utilizzo di ulteriori dispositivi di protezione individuale (nello specifico, il lavoratore potrà usare, unitamente alla mascherina, guanti e dispositivi di protezione per occhi, viso e mucose). Nell’applicazione delle misure di prevenzione e protezione, si dovrà necessariamente tener conto della tipologia di disabilità e delle ulteriori eventuali indicazioni impartite dal medico. Al riguardo, si precisa, tra l’altro, che è prevista la fornitura di mascherine monouso trasparenti a uso medico di tipo speciale, che saranno destinate agli studenti con disabilità uditiva e al resto della classe, compagni e docenti.

Nota Tecnica MI n.1237 13.08.21:  L’obbligo di utilizzo della mascherina riguarda i bambini dai sei anni in su (CTS verbale 124 del 8 novembre 2020). La misura pare doversi adattare al contesto scolastico in cui questi sono inseriti. Ovvero, in ragione di principi di coerenza e ragionevolezza funzionali alla didattica, non pare necessario l’utilizzo della mascherina nella scuola dell’infanzia anche per i piccoli che hanno compiuto 6 anni e invece pare necessario lo sia nella scuola primaria, anche per gli alunni che i 6 anni li debbono ancora compiere.

b) e’ raccomandato il rispetto di una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro salvo che le condizioni strutturali-logistiche degli edifici non lo consentano;

Piano scuola 2021-2022 05.08.21:

Misure di contenimento del contagio: Il distanziamento fisico rimane una delle misure prioritarie per ridurre il rischio di trasmissione del virus in ambito scolastico. Esso va implementato con il massimo impegno in ogni situazione, insieme alle altre misure di prevenzione. Deroghe al rispetto del distanziamento non possono essere effettuate laddove non si possa fare uso delle mascherine chirurgiche e in particolare nelle mense e nei locali adibiti a tale uso, dove per il consumo di cibi e bevande la mascherina chirurgica non può essere utilizzata. Si raccomanda poi, laddove possibile, di osservare una distanza di due metri nella zona interattiva della cattedra e tra insegnante e studenti.

– Nota Tecnica MI n.1237 13.08.21: ci si limita qui a richiamare il CTS che in proposito precisa “laddove non sia possibile mantenere il distanziamento fisico per la riapertura delle scuole, resta fondamentale mantenere le altre misure non farmacologiche di prevenzione, ivi incluso l’obbligo di indossare in locali chiusi mascherine di tipo chirurgico”. Vale a dire che la distanza interpersonale minima di 1 metro trova conferma come misura raccomandata. Ove, tuttavia, fosse impossibile rispettarla, la norma di legge esclude l’automatico ricorso alla didattica a distanza, richiedendo diverse misure di sicurezza.

  c) e’ fatto divieto di accedere o permanere nei locali scolastici e universitari ai soggetti con sintomatologia respiratoria o temperatura corporea superiore a 37,5°. 6.

Nota Tecnica MI n.1237 13.08.21: In ordine alla eventuale necessità di rilevazione a scuola della temperatura corporea, nulla varia rispetto al precedente anno scolastico e a quanto definito dal CTS nel Verbale n. 82 del 28 maggio 2020: “All’ingresso della scuola NON è necessaria la rilevazione della temperatura corporea. Chiunque ha sintomatologia respiratoria o temperatura corporea superiore a 37.5°C dovrà restare a casa. Pertanto si rimanda alla responsabilità individuale rispetto allo stato di salute proprio o dei minori affidati alla responsabilità genitoriale”.

Piano scuola 2021-2022 05.08.21:  L’accesso all’edificio scolastico continua ad essere consentito solo alle persone asintomatiche per sintomatologia respiratoria o per febbre e alle persone che non hanno esposizione ad alto rischio a un caso COVID-19, sospetto o confermato.

Protocollo di Sicurezza 14.08.21: Sussiste l’obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di temperatura oltre i 37.5° o altri sintomi simil-influenzali e di chiamare il proprio medico di famiglia e l’autorità sanitaria. Sussiste il divieto di fare ingresso o di permanere nei locali scolastici laddove, anche successivamente
all’ingresso, sussistano le condizioni di pericolo (soggetti con sintomatologia respiratoria o temperatura corporea superiore a 37,5°; provenienza da zone a rischio o contatto con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti, etc.) stabilite dalle Autorità sanitarie competenti;

  Ciascun lavoratore è tenuto ad informare tempestivamente il Dirigente scolastico o un suo delegato di eventuali contatti stretti con persone positive, della presenza di qualsiasi sintomo influenzale durante l’espletamento della propria prestazione lavorativa o della presenza di sintomi negli studenti presenti all’interno dell’istituto;

  Piano scuola 2021-2022 05.08.21: Screening e gestione dei casi possibili/probabili/confermati
In vista della ripresa della frequenza scolastica, non appare necessario, secondo quanto evidenziato dal CTS, effettuare test diagnostici o screening preliminari all’accesso a scuola ovvero in ambito scolastico.

QUARANTENA  e RIENTRO: Rimangono confermate le ordinarie procedure di gestione dei casi possibili/probabili/confermati da gestire, come di consueto, in collaborazione con le Autorità sanitarie territorialmente competenti.

  Nell’estratto del verbale n. 39, 5 agosto 2021, il CTS ha espresso l’avviso “che vi siano le condizioni per differenziare il periodo di quarantena precauzionale, per i soggetti che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di SARS-CoV-2 a seconda che tali soggetti abbiano, o meno, completato il ciclo vaccinale, ritenendo, in particolare, che questo periodo possa per essi limitarsi a 7 giorni, a condizione che, alla scadenza di tale termine, venga effettuato un test diagnostico di esito negativo con uno dei tamponi connotati dalle caratteristiche di affidabile performance identificate nelle vigenti circolari del Ministero della salute”.

  Il rientro a scuola del personale e degli studenti già risultati positivi all’infezione da COVID-19, certificato dall’autorità sanitaria, deve essere preceduto da una preventiva comunicazione avente ad oggetto la certificazione medica da cui risulti la “avvenuta negativizzazione” del tampone secondo le modalità previste e rilasciata dal dipartimento di prevenzione territoriale di competenza.

  INFO CERTIFICAZIONE VERDE COVID-19 (cd. GREEN PASS):

DL 52/21, art. 9 Certificazioni verdi COVID-19

  1. Ai fini del presente articolo valgono le seguenti definizioni:

a) certificazioni verdi COVID-19: le certificazioni comprovanti lo stato di avvenuta vaccinazione contro il SARS-CoV-2 o guarigione dall’infezione da SARS-CoV-2, ovvero l’effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus SARS-CoV-2;

b) vaccinazione: le vaccinazioni anti-SARS-CoV-2 effettuate nell’ambito del Piano strategico nazionale dei vaccini per la prevenzione delle infezioni da SARS-CoV-2;

c) test molecolare: test molecolare di amplificazione dell’acido nucleico (NAAT), quali le tecniche di reazione a catena della da trascrizione (TMA), utilizzato per rilevare la presenza dell’acido ribonucleico (RNA) del SARS-CoV-2, riconosciuto dall’autorita’ sanitaria ed effettuato da operatori sanitari o da altri soggetti reputati idonei
dal Ministero della salute;

d) test antigenico rapido: test basato sull’individuazione di proteine virali (antigeni) mediante immunodosaggio a flusso laterale, riconosciuto dall’autorita’ sanitaria ed effettuato da operatori sanitari o da altri soggetti reputati idonei dal Ministero della salute;

GESTIONE TAMPONI DIAGNOSTICI  

Trasmissione Protocollo di sicurezza MI a.s. 2021-2022 18.08.21:

Il tampone diagnostico rappresenta uno strumento essenziale per monitorare l’andamento dell’epidemia anche all’interno della comunità scolastica. Pertanto, le
scuole potranno utilizzare parte delle risorse assegnate loro dal Ministero dell’Istruzione per l’effettuazione -tramite le ASL o strutture diagnostiche convenzionate- di tamponi nei confronti del solo personale impegnato nelle attività in presenza e che si trovi in condizioni di fragilità sulla base di idonea certificazione medica (cfr. Circolare del Ministero della Salute n. 35309 del 04/08/2021 nell’area download e indicata sopra. Si è così inteso promuovere un’azione orientata verso coloro che, non avendo la possibilità di vaccinarsi per motivi certificati di salute, si  trovano ad essere privi della primaria copertura vaccinale e, quindi, con maggiore rischio per la diffusione dell’epidemia all’interno delle istituzioni scolastiche.

e) Piattaforma nazionale digital green certificate (DPCM 17.06.21, Piattaforma nazionale-DGC) per l’emissione e validazione delle certificazioni verdi COVID-19: sistema informativo nazionale per il rilascio, la verifica e l’accettazione di certificazioni COVID-19 interoperabili a livello nazionale ed europeo realizzato, attraverso l’infrastruttura del Sistema Tessera Sanitaria, dalla societa’ di cui all’articolo 83, comma 15, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e gestito dalla stessa societa’ per conto del Ministero della salute, titolare del trattamento dei dati raccolti e generati dalla medesima piattaforma.

GESTIONE SPAZI COMUNI:

Protocollo di Sicurezza 14.08.21: L’accesso agli spazi comuni deve essere disciplinato, con la previsione di una ventilazione adeguata dei locali, per un tempo limitato allo stretto necessario e con il mantenimento della distanza di sicurezza. È opportuno mantenere, per quanto possibile, un costante e continuo ingresso di aria esterna outdoor all’interno degli ambienti e delle aule scolastiche. L’utilizzo delle aule dedicate al personale docente (c.d. aule professori) è consentito nel rispetto del distanziamento fisico e delle eventuali altre disposizioni dettate dall’autorità sanitaria locale.

  AREA SNACK

Piano scuola 2021-2022 05.08.21:

Per quanto riguarda le aree di distribuzione di bevande e snack, il Dirigente scolastico ne indica le modalità di utilizzo, eventualmente anche nel Regolamento di Istituto, al fine di evitare il rischio di assembramento e il mancato rispetto del distanziamento fisico.

VIAGGI di ISTRUZIONE e USCITE DIDATTICHE

Piano scuola 2021-2022 05.08.21:

Nei territori in zona bianca sarà possibile effettuare uscite didattiche e viaggi di istruzione, purché si permanga in aree del medesimo colore bianco. Lo svolgimento di dette attività sarà effettuato curando lo scrupoloso rispetto delle norme e dei protocolli che disciplinano gli specifici settori (es. visite ai musei, ingresso ai cinema e ai teatri, uso dei mezzi di trasporto, ecc…), nonché di quelle sanitarie usuali.

RIUNIONI ORGANI COLLEGIALI

Ordinanza Presidente della Provincia, n.28 del 30.07.21, punto 10 Istruzione e Formazione:

Le riunioni e gli incontri presso le scuole o presso le direzioni scolastiche possono essere effettuate in presenza, nel rispetto delle misure di sicurezza e delle regole sulla distanza interpersonale vigenti; allo stesso modo possono essere organizzate anche ulteriori attività di formazione in presenza, nel rispetto delle misure di sicurezza e delle regole sulla distanza interpersonale vigenti.

  NOTA MI 22.07.21 per PUNTI:

In particolare la nota ministeriale ribadisce:
  • Priorità della  didattica in presenza;
  • Estensione (ad oggi nessun obbligo)  della copertura vaccinale nelle scuole;
  • Utilizzo dei dispositivi di protezione personale e distanziamento interpersonale;
  • Obbligo di utilizzo delle mascherine per gli operatori addetti alla  somministrazione dei pasti;
  • Organizzazione degli ingressi e uscite da scuola e regolamentazione dell’accesso del personale esterno;
  • Attualmente nessun obbligo di  screening o test diagnostici preliminari per l’ingresso in scuola.
La nota ribadisce che  per fronteggiare eventuali perduranti necessità organizzative e didattiche  sono state  stanziate risorse nel “Sostegni bis” (in corso di conversione) per attivare ulteriori incarichi temporanei di personale docente finalizzati al recupero degli apprendimenti, da impiegare in base alle esigenze delle istituzioni scolastiche  e ad attivare  ulteriori incarichi temporanei di personale amministrativo, tecnico e ausiliario (c.d. organico Covid) per finalità connesse all’emergenza epidemiologica.
Infine, considerato che  la  mutevolezza (propria delle pandemie virali) costituisce elemento di incertezza e che quanto richiamato dal Cts si intende riferito allo stato attuale della situazione, seguiranno  ulteriori indicazioni, o diverse declinazioni,  sulla base degli aggiornamenti che il medesimo CTS ritenesse necessari a causa del variare dello stato dei contagi e della diffusione della pandemia.
LA NOTA IN DETTAGLIO:
La priorità è la didattica in presenza
Il CTS considera prioritaria la completa ripresa della didattica in presenza, sia per l’essenzialità del valore formativo, che per “l’imprescindibile e indispensabile” suo apporto allo sviluppo della personalità e della socialità degli studenti, provati da lunghi periodi di limitazione delle interazioni e dei contatti sociali.
La scuola, in quanto comunità educante, è ben consapevole di tale necessità. È necessario continuare ad adoperarsi a tutti i livelli per consentire, sin dall’inizio dell’anno, lo svolgimento in sicurezza delle lezioni in presenza e per evitare per quanto possibile, nell’auspicio di una prossima uscita dalla fase emergenziale, il ricorso alla didattica a distanza.
  L’obiettivo è estendere la copertura vaccinale nelle scuole
A parere del CTS,il rapido completamento della campagna di vaccinazione del personale della scuola (docente e non docente), come pure degli studenti a partire dai 12 anni, rappresenta lo strumento principale per consentire l’ordinario svolgimento in presenza delle attività didattiche. In particolare, appare eticamente doverosa la vaccinazione del personale scolastico.
Così si era espresso, già mesi or sono, il Comitato Nazionale per la Bioetica: “… Relativamente all’importanza delle vaccinazioni a fronte di situazioni che mettono in pericolo il bene salute del Paese, … la vaccinazione (ha) un valore non solo sanitario, ma anche etico intrinseco assai rilevante … Il Comitato ritiene che debbano essere fatti tutti gli sforzi per raggiungere e mantenere una copertura vaccinale ottimale .., attraverso l’adesione consapevole … non escludendo l’obbligatorietà in casi di emergenza, soprattutto per gruppi professionali maggiormente esposti all’infezione e alla trasmissione della stessa…
La percentuale attuale di vaccinazione del personale scolastico è significativa, come attestato dai report settimanali resi disponibili dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ciò nonostante, occorre il massimo sforzo della comunità scolastica per accrescere rapidamente detta percentuale, condizione prima per la ripartenza in sicurezza del prossimo anno scolastico. Analogamente vale per gli studenti dai 12 anni in su, la cui copertura vaccinale consentirebbe, oltre alla presenza in sicurezza a scuola, anche la possibilità di fruire di ulteriori opportunità educative e formative, limitate se non compromesse dalla pandemia.
É perciò necessario che la comunità scolastica, continuando a promuovere la conoscenza ed il rispetto delle regole anti-COVID, nel quadro dei propri compiti istituzionali, operi per far comprendere il valore della vaccinazione, sia ai fini della prevenzione del contagio e della tutela della salute (soprattutto dei soggetti più fragili), sia quale misura per la ripresa della normale vita scolastica e con essa della vita sociale del Paese.
  Per la sicurezza: distanziamento (laddove possibile) e dispositivi di protezione personale
Il CTS raccomanda “laddove possibile in termini di condizioni strutturali-logistiche esistenti nei presìdi scolastici, pagando attenzione a evitare di penalizzare la didattica in presenza … di mantenere il distanziamento interpersonale in posizione seduta”. Il distanziamento, quindi, continua a costituire misura prioritaria di sicurezza.
L’impossibilità di mantenere i necessari distanziamenti nelle aule non determinerà però l’automatica interruzione della didattica in presenza quanto, piuttosto, esigerà l’adozione delle altre misure, ormai ben note, di prevenzione del contagio. Ivi incluso l’obbligo di indossare mascherine chirurgiche nei locali chiusi.
Nella prospettiva della ripresa in presenza delle attività, ferma la tutela della riservatezza, il CTS raccomanda di assicurare l’osservanza dell’obbligo di indossare dispositivi di protezione delle vie aeree in particolare per le persone non vaccinate e di garantire la tutela degli studenti le cui condizioni patologiche, pur consentendo la frequenza scolastica, li espongano a maggiori rischi associati al contagio da Covid-19.
  Operatori con mascherine per la somministrazione dei pasti
Il CTS richiama l’uso della mascherina da parte degli operatori durante la somministrazione dei pasti, senza prevedere l’obbligatorio ricorso all’impiego di stoviglie monouso. Trova conferma la necessità di assicurare il rispetto delle ordinarie prescrizioni di distanziamento nelle fasi di ingresso e uscita dai locali dedicati alla refezione e di igienizzazione personale e degli ambienti mensa.
  Organizzare ingressi e uscite da scuola e rispettare le regole
Permane lo scrupoloso rispetto delle ben note regole di distanziamento, pulizia degli ambienti, lavaggio delle mani, ordinati ingressi e uscite da scuola, astensione dalla frequenza di personale scolastico e studenti con sintomi febbrili o in quarantena, limitazione e controllo negli accessi di personale estraneo, …)
  A scuola non sono necessari tracciamento e screening
In vista della ripresa della frequenza scolastica, il CTS non valuta al momento utili test diagnostici preliminari all’accesso a scuola ovvero in ambito scolastico. Rimangono, di converso, confermate le ordinarie procedure di trattamento di sospetti casi positivi da gestire, come di consueto, in collaborazione con le autorità sanitarie territorialmente competenti.
  Risorse destinate alle scuole per l’emergenza Covid
É noto che i decreti legge “Sostegni” e “Sostegni bis” assicurano un significativo piano di finanziamenti per la sicurezza delle scuole statali e paritarie. Per fronteggiare eventuali perduranti necessità organizzative e didattiche, notevoli sono le risorse per la dotazione di personale aggiuntivo statale nel periodo settembre-dicembre 2021. Ci si riferisce, in particolare, ai finanziamenti introdotti nel “Sostegni bis” (in corso di conversione) per attivare “ulteriori incarichi temporanei di personale docente … finalizzati al recupero degli apprendimenti, da impiegare in base alle esigenze delle istituzioni scolastiche … e ad attivare … ulteriori incarichi temporanei di
personale amministrativo, tecnico e ausiliario … per finalità connesse all’emergenza epidemiologica”. Le risorse finanziarie sono ancor più importanti per lo svolgimento del servizio scolastico nel corso della pandemia. A queste però è indispensabile si uniscano condivisione delle azioni e spirito di comunità, condizioni necessarie per sostenere l’impegno di “fare scuola bene” in ciascun singolo territorio del Paese.
Nell’ottica di “fare bene e in sicurezza”, questo Ministero emanerà a breve il “Documento di pianificazione delle attività didattiche, educative e formative in tutte le istituzioni del Sistema nazionale di Istruzione (Piano scuola 2021/2022)” finalizzato per quanto possibile alla ripresa in presenza.
  Presidiare la situazione organizzando l’anno scolastico
Va da sè che quanto fin qui richiamato si intende riferito allo stato attuale della situazione sanitaria. Ulteriori indicazioni, o diverse declinazioni, potranno essere fornite sulla base degli aggiornamenti che il medesimo CTS ritenesse necessari a causa del variare dello stato dei contagi e della diffusione della pandemia.
La mutevolezza (propria delle pandemie virali) costituisce elemento di incertezza. Ma questa non può consentire prevalgano attendismo o “timore di sbagliare”, sul dovere di ponderatamente agire per organizzare il nuovo anno scolastico. Il dovere di “buon andamento” non può essere frenato dall’attesa di una sempre nuova circolare, parere tecnico, indicazione guida che definisca, chiarisca, interpreti sempre più e meglio una realtà in divenire e per sua natura cangiante e differenziata. Gli strumenti normativi e le indicazioni tecniche disponibili consentono che in ogni istituzione scolastica continuino ad organizzarsi le modalità concrete di avvio del nuovo anno scolastico.
  16.07.2021 ESTRATTO DEL VERBALE N. 34 DEL 12.07.21 DEL COMITATO TECNICO SCIENTIFICO (CTS)
Il CTS esamina il punto unico dell’ordine del giorno, che ha ad oggetto alcuni quesiti formulati dal Ministro dell’istruzione con nota dell’8 luglio 2021, al fine di programmare e organizzare le attività connesse all’avvio dell’anno scolastico 2021/2022, tenuto conto del parere già fornito dal Comitato come riportato nel verbale n. 31 del 25 giugno 2021.
I quesiti sono, in particolare, i seguenti:
1. Quale grado di priorità dare alla vaccinazione delle persone in età scolare
2. Se, in caso di vaccinazione completata al 60% entro la prima settimana di settembre del personale scolastico – docente e non – e degli studenti tra i 12 e i 18 anni, possa essere superata la regola del distanziamento fisico di un metro tra le rime buccali.
In caso di risposta affermativa al secondo quesito, si sottopongono alle valutazioni del CTS le seguenti ulteriori specificazioni:
a) quali misure adottare per garantire la somministrazione dei pasti nelle scuole
CTS: si raccomanda l’utilizzo di personale servente con mascherine (e, ove tale soluzione sia giuridicamente percorribile, anche con green pass). Il servizio può essere erogato nelle forme usuali, senza disposable (= usa e getta). L’ingresso e l’uscita dovranno essere organizzati in modo ordinato e a misura della disponibilità di posti.
b) quali tipi di test sono raccomandati all’interno delle scuole; con quale frequenza debbano essere effettuati e secondo quali indicazioni di prodotto e di uso:
CTS: ritiene che non debbano eseguirsi test in ambito scolastico né screening antigenici o anticorpali per la frequenza scolastica. Nessun test diagnostico preliminare è necessario.
c) a quali dispositivi e comportamenti per la protezione individuale ricorrere, a compensazione dell’assenza di distanziamento:
CTS: laddove non sia possibile mantenere il distanziamento fisico, per la riapertura delle scuole resta fondamentale mantenere le altre misure non farmacologiche di prevenzione, ivi incluso l’obbligo di indossare nei locali chiusi mascherine di tipo chirurgico. È, comunque, fondamentale favorire, pur nel rispetto del diritto alla riservatezza, l’osservanza, da parte delle persone non vaccinate, della regola di condotta che impone di indossare i dispositivi di protezione delle vie aeree.
d) quali misure di igienizzazione degli ambienti adottare, a compensazione dell’assenza di distanziamento:
CTS: si raccomanda la pulizia quotidiana, accurata e ripetuta, di tutti gli ambienti.
ESTRATTO del VERBALE del CTS, layout per punti (testo nell’area download):
Esaminati tali quesiti, dopo approfondita discussione, il CTS osserva quanto segue:
il CTS ritiene assolutamente necessario dare priorità alla didattica in presenza per l’anno scolastico 2021/2022, non solo come strumento essenziale per la formazione degli studenti, ma anche come momento imprescindibile e indispensabile nel loro percorso di sviluppo psicologico, di strutturazione della personalità e dell’abitudine alla socializzazione, la cui mancanza può negativamente tradursi in una situazione di deprivazione sociale e psico-affettiva delle future generazioni;
la vaccinazione costituisce, ad oggi, la misura di prevenzione pubblica fondamentale per contenere la diffusione della SARS-CoV-2.
È, dunque, essenziale, per evitare di dover rinunciare alla didattica in presenza, oltre che alle altre attività di socializzazione in ambiente scolastico, e nel contempo impedire che si generino focolai di infezione, promuovere la vaccinazione nella scuola, tanto del personale scolastico (docente e non docente), quanto degli studenti;
il perseguimento di tali obiettivo giustifica, ad avviso del CTS, l’inserimento/mantenimento del personale della scuola tra le categorie da vaccinare prioritariamente e, vista la recente approvazione del vaccino di Pfizer/BioNTech dai 12 ai 15 anni, l’inserimento, in tali categorie, degli studenti di età eguale o superiore ai 12 anni;
il CTS ritiene, in particolare, che tutto il personale scolastico debba essere vaccinato ed esprime, in tal senso, una forte raccomandazione al decisore politico, affinché ogni sforzo sia fatto per raggiungere un’elevata copertura vaccinale in queste popolazione, sia promuovendo intense campagne informative, sia attraverso l’individuazione delle ulteriori misure, anche legislative, appropriate per garantire la più elevata soglia di soggetti vaccinati, in particolare in quelle Regioni nelle quali, ad oggi, si continuano a registrare livelli marcatamente inferiori a quelli osservati in altre Regioni, meglio performanti in questo ambito;
quanto agli studenti di età eguale o superiore ai 12 anni, benché, per questi ultimi, è noto che lo sviluppo di una sintomatologia grave sia evento infrequente e che i casi letali sono estremamente rari, nondimeno si rivela essenziale avanzare celermente con la campagna vaccinale;
laddove possibile in termini di condizioni strutturali-logistiche esistenti nei presidi scolastici, pagando attenzione a evitare di penalizzare la didattica in presenza, il CTS raccomanda di mantenere il distanziamento interpersonale in posizione seduta, questa misura rimanendo prioritaria rispetto alla sicurezza;
laddove non sia possibile mantenere il distanziamento fisico (quesito 2.d) per la riapertura delle scuole, resta fondamentale mantenere le altre misure non farmacologiche di prevenzione, ivi incluso l’obbligo di indossare nei locali chiusi mascherine di tipo chirurgico;
in questa prospettiva è, comunque, fondamentale favorire, pur nel rispetto del diritto alla riservatezza, l’osservanza, da parte delle persone non vaccinate, della regola di condotta che impone di indossare i dispositivi di protezione delle vie aeree;
il CTS raccomanda, in ogni caso, di porre particolare attenzione alla condizione di studenti con immunodeficienza congenita o acquisita, considerati i rischi gravi associati all’infezione da Covid-19 che caratterizzano tali soggetti;
per ciò che concerne le misure atte a garantire la somministrazione dei pasti (quesito 2.a), si raccomanda l’utilizzo di personale servente con mascherine (e, ove tale soluzione sia giuridicamente percorribile, anche con green pass). Il servizio può essere erogato nelle forme usuali, senza disposable (= usa e getta). L’ingresso e l’uscita dovranno essere organizzati in modo ordinato e a misura della disponibilità di posti. Vanno predisposte stazioni di lavaggio delle mani all’ingresso e all’uscita (dispenser e/o bagni);
per quanto riguarda i test (quesito 2.b.), il CTS ritiene che non debbano eseguirsi test in ambito scolastico né screening antigenici o anticorpali per la frequenza scolastica. Nessun test diagnostico preliminare è necessario, mentre – ove tale soluzione fosse giuridicamente percorribile – può ipotizzarsi la richiesta del green pass per il personale.
In caso di sintomi indicativi di infezione acuta delle vie respiratorie di personale o studenti si attivi immediatamente la specifica procedura: il soggetto interessato deve essere invitato a raggiungere la propria abitazione e si dovrà attivare la procedura di segnalazione e contact tracing da parte della ASL competente;
quanto, infine, alle misure di igienizzazione degli ambienti (quesito 2.d), si raccomanda la pulizia quotidiana, accurata e ripetuta, di tutti gli ambienti.
a.s. 2020/21:

PROGETTO “TEST RAPIDI NASALI” (dettagli a fondo pagina, area dedicata)

Confermato con Ordinanza n.23 del 21.05.21 punto 14,  il punto 1 Ordinanza n.19 del 16.04.21:

Il Presidente della giunta Provinciale ordina di dare ulteriore impulso al progetto sperimentale avviato dall’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige per il monitoraggio della diffusione dell’infezione da SARS-CoV-2 nella popolazione scolastica altoatesina, in base al quale si potranno avvalere della didattica in presenza esclusivamente gli alunni e le alunne che si sottoporranno allo screening, ferme restando le determinazioni dell’Azienda Sanitaria in esito ai test effettuati. Per gli alunni e le alunne che non parteciperanno al suddetto programma di monitoraggio e testing le attività didattiche e scolastiche proseguiranno in modalità di didattica digitale integrata.

Il personale che si rende disponibile per lo screening ottempera rigorosamente alle misure di protezione indicate nel bugiardino e nelle “Indicazioni operative per il progetto “Test antigenici rapidi nasali nella scuola della Provincia di Bolzano” dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige.*

*DVR 7 del 28.04.21

SVOLGIMENTO DELLE LEZIONI:

♠ Ordinanza n.23 del 21.05.21, “Istruzione e Formazione” punto 14 

Dal 21 maggio al 31 luglio:

♠ scuola primaria, secondaria di primo grado, scuole di musica: le attività scolastiche e didattiche si svolgono in presenza.

scuola secondaria di secondo grado,  scuole professionali:  le attività scolastiche e didattiche si svolgono con un massimo del 75% degli studenti e studentesse in presenza. Il predetto limite del 75% può essere diversamente modulato (p.es. anche per classi, indirizzi, ecc.), in considerazione delle esigenze di trasporto nonché della dimensione e della concentrazione delle istituzioni scolastiche sul territorio.

  USO DELLE MASCHERINE Ordinanza n.23 del 21.05.21, “Istruzione e Formazione” punto 14

*informazioni dettagliate a fondo pagina nell’area dedicata

Nelle istituzioni scolastiche in cui la didattica si svolge in presenza, a partire dai sei anni vige l’obbligo generalizzato di indossare le protezioni delle vie respiratorie, indipendentemente dalla distanza interpersonale.

  Nelle scuole di ogni ordine e grado, a coloro che partecipano al programma di testing, ai sensi dell’ordinanza presidenziale n. 19 del 16 aprile 2021 e delle ordinanze precedenti, è consentito non fare uso all’aperto di dispositivi di protezione delle vie respiratorie, a condizione che rispettino la distanza interpersonale di 1 metro;

  Per le persone con patologie o disabilità incompatibili con l’uso di una protezione delle vie respiratorie e per quelle che, interagendo con loro, versano nella stessa situazione di incompatibilità, la necessità di dispensa dall’obbligo di indossare il dispositivo di protezione deve essere attestata da un certificato rilasciato da un medico di medicina generale appartenente al servizio sanitario o pediatra convenzionato di libera scelta appartenente al servizio sanitario.

  Raccomandazioni in caso di dispensa d’obbligo di indossare la mascherina Comunicazione prot. 116902 dell’11.02.2021 (area download)

Insegnanti: […] È necessario tenere il personale lontano da una possibile fonte di infezione. L’esonero dell’obbligo di indossare la mascherina per gli insegnanti […] nelle scuole di ogni ordine e grado comporta che il personale sia assegnato, se possibile, ad altra attività ovvero collocato in didattica a distanza oppure in modalità smartworking. […] Per il personale delle scuole statali, possono essere assegnati contratti di supplenza.

Studenti e studentesse [modifica del solo punto 4 della comunicazione dell’11.02.21]: In merito alle misure di protezione nel caso in cui uno studente o una studentessa sia esonerato/a dall’indossare la mascherina, si valuterà di volta in volta le azioni da applicare in accordo con le parti interessate e gli uffici competenti.

  RIUNIONI ORGANI COLLEGIALI:

Ordinanza n.23 del 21.05.21, “Istruzione e Formazione” punto 17 e DVR 7 del 28.04.21

Le riunioni e gli incontri presso le scuole o presso le direzioni scolastiche possono essere effettuate in presenza, nel rispetto delle misure di sicurezza e delle regole sulla distanza interpersonale vigenti; allo stesso modo possono essere organizzate anche ulteriori attività di formazione in presenza, nel rispetto delle misure di sicurezza e delle regole sulla distanza interpersonale vigenti.

*misure di sicurezza e delle regole sulla distanza: vedasi pagina nel presente sito, DVR (Documento di Valutazione dei rischi)

    PIANO VACCINALE per il personale scolastico:

  SCUOLA e VACCINAZIONI in ALTO ADIGE: per informazioni, indicazioni e materiali clicca qui

Vaccinazione del personale scolastico link: aperta la registrazione

L’ASL ha aperto alcune “finestre” per la vaccinazione del personale scolastico

Il portale per la prenotazione è raggiungibile dai seguenti link:

  • registrazione in lingua italiana: link
  • registrazione in lingua tedesca: link

     PROGETTO “TEST RAPIDI NASALI”

  DL 44/21, del 01.04.21 “Misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da COVID-19″ Quadro sintetico e note di supporto per le istituzioni scolastiche

(nell’area download)

Punto 6: Screening diagnostici

A riscontro di alcuni specifici quesiti, si rammenta che l’attuale quadro legislativo nazionale non prevede la possibilità di subordinare la fruizione in presenza dei servizi scolastici all’effettuazione obbligatoria di screening diagnostici. Ciò premesso, gli uffici e le istituzioni  scolastiche favoriranno, per quanto di competenza, forme di collaborazione con le competenti autorità sanitarie, mirate alla eventuale realizzazione, da parte di queste ultime, di campagne di screening su base volontaria, finalizzate ad accrescere la sicurezza dello svolgimento dell’attività didattica. La questione è stata oggetto di approfondimento da parte del Garante della Privacy, di seguito riportato:

  Link Garante per la Privacy : FAQ n.5: Quali aspetti bisogna considerare nel promuovere screening per il Covid-19 negli istituti scolastici?

Le strutture sanitarie territorialmente competenti possono promuovere campagne di screening sulla positività al Covid-19, in contesti a rischio contagio, come quello scolastico. La partecipazione degli alunni ai test può avvenire solo su base volontaria. […]

Il ruolo della scuola, anche nell’ambito delle proprie funzioni istituzionali, deve essere quello di promozione, supporto, nonché di intermediazione tra struttura sanitaria e famiglie, senza di regola raccolta di dati personali. Laddove, in ragione di peculiari esigenze locali legate al contesto emergenziale, le strutture sanitarie ritengano necessario avvalersi degli istituti scolastici per la raccolta delle adesioni ai predetti screening, le scuole potranno trattare, per conto delle strutture sanitarie, in qualità di responsabili del trattamento (art. 28 del Regolamento), unicamente i dati degli alunni necessari ad agevolare l’organizzazione degli screening. […]

   È inoltre opportuno che le modalità di esecuzione delle predette campagne presso i locali scolastici assicurino il rispetto della libertà di scelta individuale, evitando di suscitare disagio negli alunni o creare disparità tra gli stessi per effetto della partecipazione o meno allo screening prediligendo l’effettuazione delle operazioni in prossimità dell’orario di ingresso o al termine delle lezioni.

Trovi nell’area download:

  • indicazioni operative ASL riguardanti i test rapidi nasali AGGIORNATE al 05.05.21
  • FAQs della ASL sui test rapidi nasali: clicca qui
  • video tutorial del pre-test: clicca qui
  • guida illustrata al test rapido nasale

16.04.21 Ordinanza n.19 

L’Azienda Sanitaria ritiene che attraverso il rispetto delle misure di igiene e sicurezza, le attività di testing e i provvedimenti di quarantena preventiva, sia possibile mantenere bassa l’incidenza complessiva dell’infezione da Sars-CoV-2 nel contesto scolastico.

Con nota del 15.04.2021, prot. n. 104094/2021 il Direttore Generale e dal Direttore Sanitario dell’Azienda Sanitaria:

riportano infatti che:

  • l’ambito scolastico è da ritenersi meritevole di particolare attenzione, in considerazione del fatto che comporta occasioni di assembramento nelle aree e adiacenze degli edifici scolastici, oltre che sui mezzi di trasporto pubblici, il cui impiego è intensificato. Il riscontro di casi di infezione, peraltro, implica l’adozione di provvedimenti di quarantena che possono ricomprendere l’intera classe, con ripercussioni per le famiglie.
  • l’andamento complessivo dei nuovi casi di infezione, come per la popolazione in generale, mostra una flessione nei periodi in cui sono state introdotte misure più restrittive
  • la modulazione della modalità di offerta dell’attività scolastica in base all’adesione della popolazione scolastica al progetto di screening rappresenti tuttora un modo congruo di conciliare tutela della salute pubblica e diritto all’istruzione in una situazione pandemica

e auspicano che

  • in considerazione dei risultati finora ottenuti, sia possibile proseguire il progetto di testing nelle scuole con la collaborazione di docenti, famiglie e volontari

In Indicazioni operative riguardanti i test rapidi nasali (documento ASL):

♣ I test rapidi nasali si configurano come “pre-test” in quanto hanno significato di screening in oggetti asintomatici che, in caso di positività siano successivamente avviati a test diagnostici per SARS-CoV-2

♣ In accordo con le Sovrintendenze scolastiche il test antigenico nasale viene previsto con periodicità bisettimanale in autosomministrazione, sotto la supervisione di personale addestrato in locali ove sia possibile aereazione

♣ Al personale direttamente addetto alla gestione dei test si suggerisce utilizzo di guanti monouso e mascherine FFP2.  L’esecuzione dei test avviene con utilizzo di superfici di appoggio per i materiali facilmente sanificabili e disinfettabili e il materiale utilizzato (sistema a cassetta di rilevazione, tamponi nasali, provette con residui di soluzione) dovranno essere inseriti in doppio sacco chiuso

♣ Provvedimenti post-esito test rapido nasale:

esito negativo: nessun provvedimento. Ripetizione secondo programmazione prevista;

esito positivo: provvedimenti per alunno con test antigenico nasale positivo:

1) previa informazione dei genitori/tutori, L’alunno viene posto in isolamento preventivo, accompagnato in locale idoneo (vedi indicazioni per gestione caso sospetto per infezione SARS-CoV-2) indossando protezione respiratoria FFP2.

2) Viene comunicato al Dipartimento di prevenzione la positività del test da parte del soggetto incaricato

3) Il Dipartimento di prevenzione effettua le necessarie verifiche e trasmette ai genitori lettera per isolamento preventivo

4) L’alunno viene contestualmente prenotato per tampone PCR

5) Le superfici nel locale utilizzato per il test vengono sottoposte a disinfezione al termine della sessione

6) Sino all’esito del test molecolare l’alunno permane in isolamento domiciliare preventivo

7) La comunicazione relativa all’isolamento domiciliare consente al genitore di richiedere relativi permessi per assistenza al minore sulla base di certificazione del curante

8) Il test antigenico nasale positivo, sino a conferma con test PCR molecolare non è soggetto a notifica

9) I conviventi del caso positivo a test antigenico nasale, sino a esito di test molecolare di conferma non sono posti in quarantena preventiva salvo diversa disposizione del Dipartimento di Prevenzione

♣ Provvedimenti adottati nei confronti degli altri componenti della classe interessata

1) Gli altri alunni restano a scuola

2) In caso di conferma molecolare del caso indice: a distanza e con periodicità di 3 giorni viene ripetuto test antigenico nella classe interessata

3) Gli alunni che non si sottopongono a test antigenico sono classificati come contatti stretti e sono posti in quarantena preventiva (per 10-14 gg)

4) Qualora dalla ripetizione dei test ovvero da successiva conferma molecolare emergano ulteriori casi di positività che interessano la classe, il Dipartimento valuta l’adozione di provvedimento di quarantena per l’intera classe come da prassi già in essere

5) Il Dipartimento di prevenzione può altresì adottare ulteriori provvedimenti di sanità pubblica in base alle risultanze delle indagini epidemiologiche per l’identificazione dei contatti stretti di casi confermati

  USO DELLE MASCHERINE :

  DEFINIZIONI:

  • mascherina chirurgica (ossia quella a uso medico, certificata in base alla capacità di filtraggio, sviluppata per essere utilizzata in ambiente sanitario e che impedisce la trasmissione del virus)
  • mascherine di comunità (ossia quelle che hanno lo scopo di ridurre la circolazione del virus nella vita quotidiana e non sono soggette a particolari certificazioni. Non devono essere considerate né un dispositivo medico, né dispositivo di protezione individuale, ma una misura igienica utile a ridurre la diffusione del virus), quali mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso

  ATTIVITA’ SCOLASTICHE:

02.02.21 circolare delle Direzioni Istruzione e Formazione:  Utilizzo mascherine chirurgiche monouso durante l’attività scolastica

Spetta al documento di valutazione dei rischi (DVR) definire i casi in cui la maschera FFP2 senza valvola debba essere indossata, ovvero:
• su indicazione del medico competente;
• in circostanze particolari di fatto (anche per un breve periodo di tempo), soprattutto in quelle in cui la distanza interpersonale prescritta non può essere mantenuta costantemente ovvero per le caratteristiche del luogo dove il rischio di contagio è più elevato;
• nello svolgimento di determinate attività, per le quali nel documento di valutazione del rischio è prescritto di indossare la maschera FFP2.

DVR 7 (28.04.21): FFP2

La maschera FFP2 senza valvola deve essere certificata secondo la norma EN149:2001+A1:2009 o convalidata dall’INAIL.

La maschera FFP2 senza valvola deve essere indossata:

  • su indicazione del medico competente
  • in circostanze particolari di fatto, soprattutto in quelle in cui la distanza interpersonale prescritta non può essere mantenuta costantemente ovvero per le caratteristiche del luogo dove il rischio di contagio è più elevato,
  • nello svolgimento di determinate attività, per le quali nel documento di valutazione del rischio è prescritto di indossare la maschera FFP2.

  Sarà fornita una formazione specifica sul rischio biologico SARS-Covid-19 e sull’uso delle maschere FFP2 (vedi corso di aggiornamento per lavoratori sulla protezione respiratoria) sulla piattaforma di apprendimento Copernicus

  ATTIVITA’ MOTORIE:

♠  22.02.21 Parere CTS Uso dei dispositivi di protezione individuali (DPI) delle vie respiratorie nello svolgimento delle attività pratiche nella disciplina dell’educazione fisica/scienze motorie e sportive in ambito curricolare ed extra-curricolare: documento integrale nell’area download

♠  02.03.21  DVR 6 novità attività motorie:

  • vi è l’obbligo di indossare i dispositivi di protezione per ordinarie attività didattiche e/o motorie, organizzate dalle singole istituzioni scolastiche in spazi alternativi ubicati all’esterno degli edifici scolastici, comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.
  • vi è l’esclusione dagli obblighi di dispositivi di protezione per i soggetti che stiano svolgendo attività didattiche di educazione fisica/scienze motorie e sportive all’aperto, con obbligo di distanziamento interpersonale di almeno due metri;
  • vi è l’esclusione dagli obblighi di dispositivi di protezione per i soggetti che stiano svolgendo attività didattiche di educazione fisica/scienze motorie e sportive al chiuso, con obbligo del rispetto del distanziamento interpersonale di almeno 2 metri con adeguata aerazione, prediligendo lo svolgimento le attività fisiche sportive individuali
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La concessione dei permessi straordinari retribuiti per il diritto allo studio nell’anno scolastico 2021/2022 è regolamentata da quanto disposto dal nuovo Contratto Collettivo Provinciale decentrato sottoscritto in data 05 agosto 2021 (nell’area download).

  Termine ultimo per la presentazione delle domande: lunedí 13 settembre

Pubblicazione graduatoria provvisoria degli aventi diritto: inizio ottobre. Entro 5 giorni sará possibile presentare reclamo. (modulo reclamo nell’area download)

Pubblicazione graduatoria definitiva: metà ottobre

  Può presentare domanda di concessione dei permessi studio il personale docente con:

– contratto a tempo indeterminato

– contratto a tempo determinato con decorrenza al piú tardi dal 7° giorno dall’inizio delle lezioni (13 settembre 2021) e con durata fino ad almeno il 30 aprile 2022.

-con trattamento economico di almeno 9/18 o 11/22. I

  Il modulo di richiesta (area download) va:

– compilato digitalmente dal docente richiedente

–  firmato digitalmente o a mano (in questo caso allegare copia carta d’identitá)

– inviato in forma elettronica (file PDF-no foto) ad una delle seguenti caselle di posta istituzionale:

♣ posta elettronica ordinaria:

♣ posta elettronica certificata – PEC:

e per conoscenza all’indirizzo mail del/la Dirigente scolastico/a.

Si raccomanda la lettura del contratto, in particolare:

– l’articolo 4 (finalitá di studio, precedenze); si evidenzia che i permessi studio NON sono concedibili per il conseguimento di una seconda laurea (ma sono concedibili per una seconda abilitazione), né per il superamento di esami singoli ( ma sono concedibili per i 24 CFU);

– l’articolo 5 (modalitá di fruizione, nr ore fruibili per la presenza in aula, per studio/corsi online, per redazione tesi). Le ore per lo studio possono essere fruite tutte in un’unica soluzione o al massimo in due soluzioni. Non sono quindi fruibili in piú di 2 distinti periodi.

Il rinnovo dei permessi ha precedenza su tutte le altre richieste.

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      FAQs SITO MIUR IN COSTANTE AGGIORNAMENTO

 

    DECRETO-LEGGE 22 marzo 2021, n. 41 (ultimo aggiornamento all’atto pubblicato il 25/05/2021), art.15 ” Misure a sostegno dei lavoratori in condizione di fragilita”: modifica dell’art.26 del Decreto Legge 18/20 (cosiddetto “Cura Italia”, convertito con legge 27/2020)

  Riassunto: Con vigenza dal 1° marzo al 30 giugno, il DL Sostegni ripristina in pieno la norma pre-esistente che discende dal DL 18/20 estendendo anche una maggior tutela, ovvero la possibilità, qualora non sia attuabile l’attività da remoto, di accedere a periodi di assenza con esclusione del periodo di comporto nel limite previsto per la malattia.

DL 18/20, art.26 comma 2, testo coordinato: Fino al 30 giugno 2021, laddove la prestazione lavorativa non possa essere resa in modalita’ agile ai sensi del comma 2-bis, per i lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ivi inclusi i lavoratori in possesso del riconoscimento di disabilita’ con connotazione di gravita’ ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, il periodo di assenza dal servizio e’ equiparato al ricovero ospedaliero ed e’ prescritto dalle competenti autorita’ sanitarie, nonche’ dal medico di assistenza primaria che ha in carico il paziente, sulla base documentata del riconoscimento di disabilita’ o delle certificazioni dei competenti organi medico-legali di cui sopra, i cui riferimenti sono riportati, per le verifiche di competenza, nel medesimo certificato. ((A decorrere dal 17 marzo 2020, i periodi di assenza dal servizio di cui al presente comma non sono computabili ai fini del periodo di comporto)) […] E’ fatto divieto di monetizzare le ferie non fruite a causa di assenze dal servizio di cui al presente comma.

Comma 2-bis: A decorrere dal 16 ottobre 2020 e fino al 30 giugno 2021, i lavoratori fragili di cui al comma 2 svolgono di norma la prestazione lavorativa in modalita’ agile, anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definite dai contratti collettivi vigenti, o lo svolgimento di specifiche attivita’ di formazione professionale anche da remoto.

  La Nota del MI prot. 325 del 3/3/2021 (nell’area download) è relativa al personale “lavoratore fragile” in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità, nonchè dei lavoratori in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita (art.26 D.L.18/2020).

Dispone che: “permane il diritto del lavoratore fragile di continuare a prestare la propria prestazione lavorativa nelle modalità e nelle forme stabilite a seguito della certificazione già rilasciata dal medico competente, nelle modalità e con le previsioni, anche in ordine all’istruttoria e alla definizione specifica (“idoneità, idoneità con prescrizioni, inidoneità temporanea del lavoratore fragile in relazione al contagio”).”

In che cosa consiste lo stato di fragilità?

(Circolare del Ministero della Salute e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 4 settembre 2020, n. 13)

Il concetto di fragilità va individuato “in quelle condizioni dello stato di salute del lavoratore rispetto alle patologie preesistenti che potrebbero determinare, in caso di infezione, un esito più grave o infausto e può evolversi sulla base di nuove conoscenze scientifiche sia di tipo epidemiologicosia di tipo clinico”. Con specifico riferimento all’età, va chiarito che tale parametro, da solo, non costituisce elemento sufficiente per definire uno stato di fragilità. La maggiore fragilità nelle fasce di età più elevate va intesa sempre congiuntamente alla presenza di comorbilità che possono integrare una condizione di maggiore rischio (Rapporto N. 58 28.8.2020 – ISS Covid-19).

Soggetti fragili:

-immunosoppressione

-esiti di patologie oncologiche

-svolgimento di terapie salvavita

-morbilità che possono caratterizzare una maggiore rischiosità

Circolare 23/2020 (area download cartella DISPOSIZIONI SICUREZZA sul LAVORO):

• malattie cardiovascolari
• patologie polmonari croniche
• ipertensione
• diabete
• malattie renali
• immunodeficienza legata a tumore negli ultimi 5 anni
• alterazioni ematologiche
• patologie epatiche croniche
• obesitá severa

e quelle successivamente aggiunte su indicazione dei sindacati:

• gravidanza
• over 60

   Certificazione dello stato di fragilità – aggiornato al 12.09.20

  Qual è l’iter per la verifica della sussistenza dello stato di fragilità?

(10.09.20 Circolare del servizio aziendale di medicina del lavoro – sezione clinica, Dr Stefano Murano)  Per verificare se la propria condizione di salute sia tale da configurare una situazione di fragilità, il docente:

– al fine di una preventiva valutazione sanitaria, si mette in contatto con il medico competente (i nominativi dei medici del lavoro associati ai vari istituti sono indicati nei DVR di ogni singolo istituto) secondo il D. Lgs 81/08, art. 41. Telefona a tale scopo al numero 0471 907900 o scrive all’indirizzo

– successivamente può richiedere una visita con il medico competente (come scritto sopra i nominativi dei medici del lavoro associati ai vari istituti sono indicati nei DVR di ogni singolo istituto) presentando la richiesta di visita medica attraverso apposito modulo (vedi area download) al medico della Medicina del lavoro – Sezione Clinica.

– si presenta alla visita munito della descrizione dell’attività lavorativa svolta* e della documentazione sanitaria necessaria (certificati medici -con diagnosi e terapia- rilasciati dal medico di medicina generale e/o del medico specialista. Sono validi i certificati degli ultimi sei mesi.

*Descrizione dell’attività lavorativa svolta: Ai sensi della circolare n.13 del 04.09.20, punto 3.3 Contenuti del giudizio medico-legale (vedi area download), “ai fini della valutazione della condizione di fragilità, il datore di lavoro dovrà fornire una dettagliata descrizione della mansione svolta dal/la lavoratore/lavoratrice e della postazione/ambiente di lavoro dove presta l’attività nonché le informazioni relative all’integrazione del DVR in particolare con riferimento alle misure di prevenzione e protezione adottate per mitigare il rischio da SARS-Cov-2.

Il medico del lavoro valuterà  sulla base documentale prodotta la compatibilità dello stato di salute con l’attività lavorativa. Formulerà il giudizio di idoneità lavorativa fornendo in via prioritaria indicazioni per l’adozione di soluzioni maggiormente cautelative per la salute del/la lavoratore/lavoratice per fronteggiare il rischio da SARS-Cov-2, riservando il giudizio di non idoneità temporanea solo ai casi che non consentano soluzioni alternative. Ai sensi del D.Lgs. 81/2008, art. 41, punto 2, lettera c e punto 6.  La visita dovrà essere ripetuta periodicamente anche in base all’andamento epidemiologico. La condizione di fragilità è da intendersi temporanea ed esclusivamente legata all’attuale situazione epidemiologica.

– comunicare l’attestazione dello stato di fragilità al/la dirigente scolastico/a, affinché questi possa organizzare e attuare tempestivamente le misure preventive e protettive adeguate. A tal fine consegna al/la dirigente la certificazione (in cui non compaiono i dati relativi alla patologia che sottende il certificato).

Il Dirigente scolastico, sulla base delle indicazioni del medico competente, assume le necessarie determinazioni (di seguito indicate). (Circolare Ministeriale n.1585 11.09.20)

  Quali possono essere gli esiti del giudizio di idoneità espressi dal medico del lavoro?

(Circolare Ministeriale n.1585 11.09.20 Indicazioni operative relative alle procedure di competenza del dirigente scolastico riguardo ai lavoratori fragili con contratto a tempo indeterminato e determinato)  La nota fornisce istruzioni e indicazioni operative in materia di lavoratori e lavoratrici “fragili”, nel contesto delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro. Presente nell’area download  

  Personale a tempo indeterminato oppure in periodo di formazione e di prova:

a. Idoneità: nel caso in cui la visita esiti in un giudizio di idoneità, il lavoratore continua a svolgere o è reintegrato nelle mansioni del profilo di competenza.

b. Idoneità con prescrizioni: qualora il medico competente indichi al datore di lavoro prescrizioni e misure di maggior tutela – ad esempio, l’adozione di mascherine FFp2, maggiore distanziamento, ecc. – è compito del Dirigente scolastico provvedere alla fornitura dei Dispositivi di protezione individuale e all’adeguamento degli ambienti di lavoro o dei tempi della prestazione lavorativa e, comunque, adempiere a ogni tipo di indicazione ulteriore suggerita dal medico competente all’interno del giudizio di idoneità. Qualora il giudizio di idoneità non rechi chiaramente gli elementi conoscitivi che consentano al Dirigente scolastico di dare applicazione alle prescrizioni in esso contenute, ovvero le stesse risultino non compatibili con l’organizzazione e l’erogazione del servizio, il Dirigente medesimo avrà cura di richiedere una revisione del giudizio stesso, al fine di acquisire indicazioni strettamente coerenti alle caratteristiche della prestazione lavorativa del docente.

c. Inidoneità temporanea del lavoratore fragile in relazione al contagio: il medico competente può indicare un’inidoneità temporanea, riferita alla situazione di contagio in relazione alle condizioni di fragilità del lavoratore. L’inidoneità può essere intesa come:

♦   inidoneità relativa alla specifica mansione: il personale riconosciuto temporaneamente inidoneo ha diritto ad essere utilizzato in altri compiti, prioritariamente nell’ambito del settore scuola, tenendo conto della preparazione culturale e dell’esperienza professionale maturata. Per ottenere l’utilizzazione in altri compiti  l’interessato, avuto l’esito del giudizio di idoneità, deve presentare domanda al Dirigente scolastico. Il Dirigente scolastico, una volta acquisito il referto medico recante il giudizio di inidoneità:

– lo trasmetterà al competente ufficio della Direzione Istruzione e Formazione, comunicando se sussistano o meno i presupposti per la prevista utilizzazione temporanea in altri compiti all’interno dell’Istituzione scolastica di titolarità

-indicherà  esplicitamente la volontà del lavoratore di essere utilizzato in altri compiti nonché le funzioni cui è possibile adibirlo nel rispetto di quanto indicato nella certificazione medica

– allegherà, a corredo, il progetto di istituto predisposto ai fini dell’utilizzazione (ad es. attività di supporto alle funzioni istituzionali della scuola, tra cui: servizio di biblioteca e documentazione;
organizzazione di laboratori;  supporti didattici ed educativi;  supporto nell’utilizzo degli audiovisivi e delle nuove tecnologie informatiche;  attività relative al funzionamento degli organi collegiali, dei servizi amministrativi e ogni altra attività deliberata nell’ambito del progetto d’istituto.).

Ove ritenuto necessario da parte del Dirigente scolastico e compatibile con le esigenze correlate allo svolgimento della nuova funzione, le attività di cui sopra potranno essere svolte in modalità di lavoro agile secondo quanto ordinariamente previsto dalla Legge 22 maggio 2017, n. 81, sempre al fine di salvaguardare l’incolumità del lavoratore, con particolare riferimento alla certificazione medica che ne attesta la condizione di fragilità e, conseguentemente, l’inidoneità temporanea.

Il competente ufficio della Direzione Istruzione e Formazione predispone l’utilizzazione del lavoratore presso l’Istituzione scolastica di provenienza, avendo cura di riportare l’orario di lavoro a 38 ore settimanali (come previsto per l’utilizzazioni inidonei)

In caso di più richieste di utilizzazione per la stessa istituzione scolastica:  l’utilizzazione medesima potrà essere disposta – sempre su base volontaria – anche presso altre istituzioni scolastiche ed educative, presso l’Amministrazione Provinciale o altre Amministrazioni pubbliche, previa intesa con i soggetti interessati. In ogni caso l’utilizzazione avviene, di norma, nell’ambito della provincia di titolarità dell’interessato, ovvero anche in altra provincia nel caso in cui l’interessato lo richieda esplicitamente e che da parte della scuola o dell’ufficio di destinazione vi sia l’effettiva necessità di utilizzazione.

In caso di impossibilità di accedere  a mansioni equivalenti a quelle previste dal proprio profilo professionale: il Dirigente scolastico avrà cura di evidenziare l’impossibilità di attribuire al lavoratore una mansione equivalente a quella di provenienza, dopo aver percorso ogni opzione utile, affinché l’Amministrazione interessata possa provvedere a sua volta alla individuazione delle soluzioni più idonee in ogni caso garantendo il trattamento corrispondente alle mansioni di provenienza.

♦   Inidoneità temporanea a svolgere qualsiasi attività lavorativa: il personale dichiarato temporaneamente non idoneo in modo assoluto deve essere collocato, con apposito provvedimento, in malattia d’ufficio fino alla scadenza del periodo indicato dal medico competente. Infatti, in questo caso il giudizio del medico esclude ogni possibilità di impiego nel contesto
lavorativo di riferimento.

  Docenti in anno di prova: Quando l’eventuale rientro nelle specifiche mansioni non consenta di svolgere i 120 giorni di attività didattica previsti, per i docenti in anno di prova utilizzati in altri compiti o temporaneamente inidonei allo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa è disposto il rinvio del periodo di prova.

  Personale a tempo determinato
Il personale a tempo determinato è escluso dall’applicazione della disciplina relativa all’utilizzazioni inidonei. Qualora, a seguito della sottoscrizione del contratto di lavoro, il lavoratore risulti inidoneo temporaneamente alla mansione, verrà collocato in malattia, fino al termine indicato dal giudizio di inidoneità temporanea.

  Lavoratrici in gravidanza:

È necessario tenere il personale in gravidanza lontano da una possibile fonte di infezione.

A questo proposito, si sottolinea ancora una volta che è consigliabile che esse possano – se possibile – svolgere il loro lavoro al 100% in modalità Smart Working o didattica a distanza o assegnata ad altra attività (mansioni amministrative, formazione a distanza, ecc.).

– Viene mantenuta la normale procedura per il personale in gravidanza (vedi MOD V – Checklist gestanti Vers.03, RISK V).

  PROGRAMMA DI SCREENING PREVENTIVO   

Nell’ambito delle attività di controllo dell’epidemia COVID 19 l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige ha predisposto, secondo le indicazioni ministeriali, un programma di screening preventivo del personale scolastico docente e non docente delle scuole primarie e secondarie pubbliche, statali e non statali, paritarie e private, degli istituti professionali, attraverso l’esecuzione di test sierologici per la ricerca di anticorpi IgG e IgM contro il virus SARS-CoV-2.

  Per il programma di screening preventivo l’Azienda sanitaria si avvale delle farmacie territoriali,  nominate responsabili del trattamento dei dati personali ex art. 28 del Regolamento UE 2016/679 nonché della collaborazione dei medici di medicina generale (vedi lista nell’area download) che hanno aderito al programma alla luce di quanto previsto dall’ordinanza del 24 luglio 2020 n. 17. Solamente il personale già paziente dei medici nella lista potrà effettuare il test presso i loro ambulatori. Tale personale riceverà comunicazione scritta dall’Azienda sanitaria. Per tutti gli altri rimane valida l’indicazione di presentarsi nelle farmacie.

La partecipazione è volontaria e gratuita.

Il programma di screening partirà lunedì 24 agosto e terminerà domenica 30 agosto 2020.

Per ogni eventuale dobbio o informazione, le persone interessate possono contattare la propria farmacia di fiducia, o il medico di medicina generale che partecipa al programma.

Trattamento dei dati (privacy): nell’area download è presente anche l’informativa sul trattamento dei dati da parte del Ministero della Salute.

Stipendio: ritenuta sì o no? Test sierologici: come considerare il periodo intercorrente tra l’eventuale positività al test sierologico e i risultati del/dei tampone/i?

Ordinanza 18/2020 del Commissario Arcuri: per il personale docente e non docente nonché per gli educatori delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione, compresa l’università, dei centri di formazione professionale regionale, delle scuole private, anche non paritarie, e dei servizi educativi per l’infanzia, il periodo di assenza dal luogo di lavoro, per il tempo intercorrente tra l’esito, eventualmente positivo, riscontrato all’esecuzione di analisi sierologiche per la ricerca di anticorpi specifici nei confronti del virus SARS-CoV-2 e l’acquisizione del risultato del test molecolare per la diagnosi dell’infezione, sia equiparato, previa presentazione di idoneo certificato medico rilasciato dal medico di medicina generale e/o dalla ASL competente, al periodo della quarantena, ai fini del riconoscimento del trattamento economico previsto dalla normativa vigente”. Pertanto il periodo in questione deve essere equiparato a quello della quarantena.

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GLOSSARY:   Anche al fine di una corretta comprensione del DVR e dei documenti presenti nell’area download, si riportano di seguito le definizioni di contatto stretto, quarantena, sorveglianza attiva e isolamento tratte dal sito del Ministero della Salute e dalla Nota del Ministero della Salute n.32850 del 12/10/2020 (nell’area download)

CONTATTO STRETTO

Il “Contatto stretto” (esposizione ad alto rischio) di un caso probabile o confermato è definito come:

  • una persona che vive nella stessa casa di un caso COVID-19
  • una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso COVID-19 (per esempio la stretta di mano)
  • una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso COVID19 (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati)
  • una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso COVID-19, a distanza minore di 2 metri e di almeno 15 minuti
  • una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d’attesa dell’ospedale) con un caso COVID-19 in assenza di DPI idonei
  • un operatore sanitario o altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso COVID-19 oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso COVID-19 senza l’impiego dei DPI raccomandati o mediante l’utilizzo di DPI non idonei
  • una persona che ha viaggiato seduta in treno, aereo o qualsiasi altro mezzo di trasporto entro due posti in qualsiasi direzione rispetto a un caso COVID-19; sono contatti stretti anche i compagni di viaggio e il personale addetto alla sezione dell’aereo/treno dove il caso indice era seduto.

N.B. Gli operatori sanitari, sulla base di valutazioni individuali del rischio, possono ritenere che alcune persone, a prescindere dalla durata e dal setting in cui è avvenuto il contatto, abbiano avuto un’esposizione ad alto rischio.

CONTATTO CASUALE (esposizione a basso rischio) [Fonte: Rapporto ISS COVID-19 •n. 53/2020 nell’area download]: qualsiasi persona esposta al caso, che non soddisfa i criteri per un contatto stretto.

QUARANTENA: La quarantena si attua ad una persona sana (contatto stretto) che è stata esposta ad un caso COVID-19, con l’obiettivo di monitorare i sintomi e assicurare l’identificazione precoce dei casi. Per COVID-19 il periodo di quarantena è di 10 giorni successivi alla data dell’ultima esposizione (periodo massimo di incubazione della malattia, se il contatto dovesse avere acquisito l’infezione). La quarantena prevede la restrizione dei movimenti di persone sane per la durata del periodo di incubazione, ma che potrebbero essere state esposte ad un agente infettivo o ad una malattia contagiosacon l’obiettivo di monitorare l’eventuale comparsa di sintomi e identificare tempestivamente nuovi casi.

ISOLAMENTO: L’isolamento consiste nel separare quanto più possibile le persone affette da COVID-19 da quelle sane al fine di prevenire la diffusione dell’infezione, durante il periodo di trasmissibilità (fino a risoluzione della sintomatologia e a due test negativi per la ricerca di SARS-CoV-2 a distanza di almeno 24 ore l’uno dall’altro.

Esistono due forme di isolamento:

  • Isolamento domiciliare fiduciario obbligatorio: è quello deciso dal medico per persona contagiata o contatto di un positivo. La fine del periodo di isolamento per guarigione sarà certificata dal Medico di famiglia o dal Medico del Servizio di Igiene e Sanità pubblica.
  • Isolamento domiciliare fiduciario volontario: è quello che viene comunicato dalla persona spontaneamente per essere stato nelle zone a rischio. La fine del periodo di isolamento –accertata la mancata comparsa di sintomi – sarà certificata dal Medico di famiglia o dal Medico del Servizio di Igiene e Sanità pubblica.

Nel corso dell’isolamento si attua la SORVEGLIANZA ATTIVA: la sorveglianza attiva è una misura durante la quale l’operatore di sanità pubblica provvede a contattare quotidianamente, per avere notizie sulle condizioni di salute, la persona in sorveglianza.

QUARANTENA / ISOLAMENTO: SERVIZIO / RITENUTE    Sul piano lavorativo, la quarantena e la permanenza domiciliare fiduciaria, se coperte da certificato medico, si configurano come “malattia” quindi non sussiste obbligo di erogare prestazioni lavorative. Sul piano delle ritenute invece, quarantena e isolamento ai sensi del decreto n.27 del 27.04.20, art. 87 comma 1 Misure straordinarie in materia di lavoro agile e di esenzione dal servizio e di procedure concorsuali si configurano come “ricovero” e quindi non danno luogo a ritenute: “Il periodo trascorso in malattia o in quarantena con sorveglianza attiva, o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva, dai dipendenti delle amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, dovuta al COVID-19, e’ equiparato al periodo di ricovero ospedaliero.”

  

  QUANTO DURANO ISOLAMENTO E QUARANTENA ? 

CASISTICHE E PROCEDURE SANITARIE DI RILEVAZIONE DELLA PRESENZA DEL VIRUS, DESCRITTE NEL DETTAGLIO:

A seguito della emanazione della Circolare del Ministero della Salute n. 32850 del 12.10.2020 (nell’area download) – Indicazioni per la durata ed il termine dell’isolamento e della quarantena, la ASL di Bolzano ha elaborato le procedure descritte nella circolare ministeriale, descrivendo nel dettaglio come vengano gestite le procedure di rilevazione del virus.

  Casi positivi asintomatici:
Alle persone positive ma asintomatiche si applica l’isolamento di 10 giorni (a partire dal giorno dell’effettuazione del 1° test) a cui si aggiungono 2 giorni per l’elaborazione del referto.
Il tampone per il 2° test (PCR) è eseguito il 10. giorno.

– se l’esito del 2° test in 10a giornata è negativo, la persona risulta guarita e l’isolamento termina;

– se l’esito del 2° test in 10a giornata è positivo, il tampone per il 3° test (PCR) è eseguito dopo 7 giorni e l’isolamento viene prolungato per questo periodo, quindi fino a 17 giorni quando si ripete il 3° test:
◊ se l’esito del 3° test (in 17a giornata) è negativo, la persona risulta guarita e la quarantena termina;
◊ se l’esito del 3° test (in 17a giornata) è positivo l’isolamento viene prolungato per 4 giorni; l’isolamento termina comunque dopo 4 giorni (dopo 21 giorni dall’inizio)

Per i casi positivi asintomatici l’isolamento termina con la disponibilità di un referto negativo (ca. 2 giorni dopo l’esecuzione del tampone PCR, secondo le tempistiche sopra indicate) oppure, se ancora positivo, al massimo dopo 21 giorni*.

*Vedi anche: 12.04.21 Ministero della Salute, prot.15127 (consultabile nell’area download):

Reintegro dei lavoratori dopo protratta positività al test molecolare per SARS-COV-2

Ai fini del reintegro, i lavoratori positivi oltre il ventunesimo giorno saranno riammessi al lavoro solo dopo la negativizzazione del tampone molecolare o antigenico effettuato in struttura accreditata o autorizzata dal servizio sanitario; il lavoratore avrà cura di inviare tale referto,anche in modalità telematica, al datore di lavoro, per il tramite del medico competente, ove nominato.

Il periodo eventualmente intercorrente tra il rilascio dell’attestazione di fine isolamento e la negativizzazione, nel caso in cui il lavoratore non possa essere adibito a modalità di lavoro agile, dovrà essere coperto da un certificato di prolungamento della malattia rilasciato dal medico curante.

  Casi positivi sintomatici:

Alle persone positive sintomatiche si applica l’isolamento per una durata necessaria per coprire 10 giorni a partire dalla comparsa dei sintomi, accompagnato da test PCR, a cui si aggiungono indicativamente 2 giorni per l’elaborazione del referto

Esempio: inizio sintomi, …trascorrono 3 giorni…, prescrizione isolamento  ⇒ 7 giorni di isolamento +2 giorni per l’elaborazione del referto

  Perché 7 giorni di isolamento, nell’esempio? Perché l’isolamento dei casi positivi sintomatici deve coprire 10 giorni dalla comparsa dei sintomi. Nell’esempio, ai 3 giorni con sintomi devono seguirne 7 di isolamento per raggiungere i 10 giorni previsti. A questi 3 giorni con sintomi + 7 di isolamento se ne devono aggiungere 2 per avere il referto.

Il 2° test (PCR) è eseguito il 10. giorno solo se la persona non ha presentato sintomi per almeno 3 giorni.

persona senza sintomi da 3 giorni:
– se l’esito del test è negativo, la persona risulta guarita e l’isolamento termina;

– se l’esito del test è positivo, il tampone per il 3° test (PCR) è ripetuto dopo 7 giorni e l’isolamento viene prolungato per questo periodo:
◊ se l’esito del 3° test (in 17a giornata) è negativo, la persona risulta guarita e l’isolamento termina;
◊ se l’esito del 3° test (in 17a giornata) è positivo l’isolamento viene prolungato per 4 giorni; l’isolamento termina dopo questi 4 giorni (dopo 21 giorni dall’inizio)

persona con sintomi al 10° giorno oppure senza sintomi da 2 o meno giorni:
esecuzione di test PCR dopo 7 giorni con prolungamento dell’isolamento per questo periodo, solo se la persona non ha dimostrato sintomi per 3 giorni:

persona senza sintomi da 3 giorni:
◊ se l’esito del test è negativo, la persona risulta guarita e l’isolamento termina;
◊ se l’esito del test è positivo l’isolamento viene prolungato per 4 giorni; l’isolamento termina dopo questi 4 giorni (dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi iniziali)

persona con sintomi al 7° giorno oppure senza sintomi da 2 o meno giorni:
◊ l’isolamento viene prolungato in base ad una valutazione clinica;
◊ l’isolamento termina solo dopo essere asintomatico per almeno 7 giorni.

  Contatti stretti asintomatici:
I contatti stretti sono messi in quarantena per 10 giorni dall’ultimo contatto con la persona il cui esito è risultato positivo (o dubbio vedasi più avanti).
Al 10° giorno della quarantena si propone alla persona:

a) test PCR (raccomandato a tutte le persone che vivono o entrano in contatto regolarmente con soggetti fragili e/o a rischio di complicanze come ad esempio: conviventi con immunocompromessi, operatori sanitari, operatori nelle residenze per anziani, operatori sociosanitari, badanti;  in alternativa, prescritto per il periodo transitorio fino a quando non sarà possibile eseguire i test antigenici rapidi nei drive in)

In attesa dell’esito, la quarantena è prolungata:

– se l’esito del test PCR è negativo, la persona termina la quarantena;
– se l’esito del test PCR è positivo, la persona entra nel percorso di casi positivi asintomatici;

b) test antigenico rapido il cui risultato è noto entro 30 minuti:
– l’esito del test AG rapido è negativo: la persona termina la quarantena alle ore 24;
– l’esito del test AG rapido è positivo: si esegue subito il tampone per test PCR ed in attesa dell’esito si prolunga la quarantena:
◊ se l’esito del test PCR è negativo: la persona termina la quarantena;
◊ se l’esito del test PCR è positivo: la persona entra nel percorso di casi positivi asintomatici;

La proposta di test antigenico rapido vale solo per il contatto stretto asintomatico.

Il contatto stretto con sintomi può uscire da quarantena solo con tampone per test PCR.

  Se la persona rifiuta qualsiasi test (PCR o AG rapido) la quarantena è prolungata per 4 giorni e termina il 14. giorno.

  Persone con test PCR dubbi:
Ogni test PCR dubbio è seguito da un nuovo test PCR dopo 3 giorni a prescindere dai sintomi, fino a quando il test non ha un esito negativo; se l’esito diventa positivo allora la persona entra nel percorso di casi positivi asintomatici/sintomatici.

Una persona con test PCR dubbio è considerata positiva ai termini dell’isolamento. L’isolamento termina con esito negativo (vedasi percorso di casi asintomatici/sintomatici; l’isolamento può terminare già dopo 3 giorni).

I contatti stretti di una persona con test dubbio sono messi in quarantena come quelli di una persona con test positivo (se il caso dubbio dopo 3 giorni si negativizza, i contatti stretti rimangono in quarantena perché si possono essere contagiati quando la persona era con test PCR dubbio).

Contatti “casuali” asintomatici:
I contatti casuali non sono messi in quarantena; si consiglia di ridurre al minimo i contatti con altre persone e di attenersi in modo scrupoloso alle misure di igiene.

Si raccomanda ai contatti casuali l’esecuzione di test AG rapido a 5 giorni dall’ultimo contatto con la persona il cui esito è risultato positivo.

Se il test antigenico rapido è positivo la persona va testata con tampone per test PCR e se positivo la persona entra nel percorso di casi positivi asintomatici.

    29.09.2020 Indicazioni operative per la gestione dei casi sospetti o accertati di infezione SARS-CoV-2

  • Base normativa che fornisce  chiarimenti in merito agli attestati di guarigione da COVID-19 o da patologia diversa da COVID-19 per alunni/personale scolastico (area download):

♠   circolare n. 17167 del 21.08-20, rapporto IIS n.58 ‘Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia”

♠   DPCM del 07.09.20, art. 1, comma 4, lett. a)

♠   circolare n.30487 del 24.09.20 Ministero della Salute

In data 23.11.20 la Direzione sanitaria dell’Alto Adige ha approvato le Indicazioni operative per la gestione dei casi sospetti o accertati di infezione SARS-CoV-2 nei Servizi socio-educativi per la prima infanzia e in ambito scolastico. L’Azienda sanitaria dell’Alto Adige ha quindi  prodotto e condiviso con il sistema scuola un documento con lo scopo di fornire le necessarie indicazioni operative per la gestione dei casi nei bambini/alunni ed in particolare nei bambini/alunni con fragilità, che presentino una o più sintomatologie compatibili con infezione SARS-CoV-2. Il documento si riferisce ai provvedimenti necessari da mettere in atto, al fine di poter monitorare e contrastare possibili focolai di infezione e chiarisce gli aspetti relativi alle certificazioni mediche.

Nell’area download è presente il documento “Indicazioni Operative” e quello con il modello unico di certificazione relativo alle varie tipologie di assenza degli alunni (1. Dichiarazione del genitore/tutore per il rientro a scuola dopo assenza NON per motivi di salute; 2. dichiarazione del genitore/tutore per rientro a scuola dopo assenza fino a 3 giorni per motivi di salute; 3. dichiarazione dell’alunno maggiorenne per rientro in comunità scolastica dopo assenza fino a 3 giorni per motivi di salute; 4. Attestazione del pediatra di libera scelta/medico di medicina generale curante per rientro a scuola dopo assenza superiore a 3 giorni per motivi di salute)

Attenzione: le disposizioni di ordine sanitario (ad es disposizione di misure di contenimento quali la quarantena, la  prescrizione di test diagnostici, nonché le indicazioni circa le certificazioni necessarie al rientro in servizio) sono di esclusiva pertinenza delle autorità sanitarie e non delle organizzazioni sindacali, che quindi NON vanno consultate in merito. I nostri uffici forniscono SOLO informazioni in riferimento a quanto previsto nei documenti emessi dalle autorità sanitarie.

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  Quali attività lavorative  possono essere ricondotte a una condizione di elevato rischio di contagio?

♠   Normativa: Circolari INAIL 13/2020 e 22/2020 integrate da Circolare 3159/21* [integrazione del personale scolastico nelle categorie a elevato rischio di contagio]

Nell’attuale situazione pandemica, l’ambito della tutela riguarda innanzitutto gli operatori sanitari esposti a un elevato rischio di contagio […] Per tali operatori vige, quindi, la presunzione semplice di origine professionale, considerata appunto la elevatissima probabilità che gli operatori sanitari vengano a contatto con il nuovo coronavirus.
A una condizione di elevato rischio di contagio possono essere ricondotte anche altre attività lavorative che comportano il costante contatto con il pubblico/l’utenza. In via esemplificativa, ma non esaustiva, si indicano: lavoratori che operano in front-office, alla cassa, addetti alle vendite/banconisti, personale non sanitario operante all’interno degli ospedali con mansioni tecniche, di supporto, di pulizie, operatori del trasporto infermi, etc. Anche per tali figure vige il principio della presunzione semplice valido per gli operatori sanitari.

* Circolare 3159/21  Nel caso della scuola gli insegnanti e le altre tipologie di personale scolastico, come ad esempio i dirigenti scolastici, il personale ATA, gli impiegati delle segreterie, gli assistenti tecnici, gli educatori e simili, qualora la prestazione lavorativa sia resa in presenza, sono senz’altro esposti ad un elevato rischio di contagio, in quanto l’attività lavorativa presuppone il contatto con l’utenza, vale a dire con gli studenti e con altri soggetti.

Le predette situazioni non esauriscono, però, come sopra precisato, l’ambito di intervento in quanto residuano quei casi, anch’essi meritevoli di tutela, nei quali manca l’indicazione o la prova di specifici episodi contagianti o comunque di indizi “gravi precisi e concordanti” tali da far scattare ai fini dell’accertamento medico-legale la presunzione semplice *. […] la tutela assicurativa si estende, infatti, anche alle ipotesi in cui l’identificazione delle precise cause e modalità lavorative del contagio si presenti problematica.

Il riconoscimento dell’origine professionale del contagio, si fonda in conclusione, su un giudizio di ragionevole probabilità.

*presunzione semplice ex Circolare INAIL 3159/21: la presunzione semplice consente di superare la indeterminatezza del momento di contagio, ma ciò non significa che tutti i casi di infezione occorsi a questi lavoratori siano automaticamente tutelati e indennizzati dall’Inail. La legge richiede, infatti, che l’infortunio sia avvenuto in occasione di lavoro e pertanto tutti i casi di malattia-infortunio da Covid-19 sono oggetto di una rigorosa istruttoria medico-legale da parte dell’Inail, diretta a verificare l’esistenza di elementi gravi, precisi e concordanti in ordine al fatto che il contagio è avvenuto in occasione di lavoro. In altre parole, l’Inail è sempre tenuto a verificare caso per caso le circostanze dell’infortunio denunciato, anche perché è sempre ammessa la prova contraria (il contagio, ad esempio, potrebbe essere avvenuto in ambito familiare). Il datore di lavoro non deve pertanto effettuare alcuna valutazione in merito alla ricorrenza nel caso concreto della cosiddetta presunzione semplice, né tanto meno in relazione alla sussistenza dell’occasione di lavoro, perché tale attività è riservata dalla legge all’Inail.

Nei casi in cui l’episodio che ha determinato il contagio non sia noto o non possa essere provato dal lavoratore, né si può comunque presumere che il contagio si sia verificato in considerazione delle mansioni/lavorazioni e di ogni altro elemento che in tal senso deponga, l’accertamento medico-legale seguirà l’ordinaria procedura privilegiando essenzialmente i seguenti elementi: epidemiologico, clinico, anamnestico e circostanziale.

  Responsabilità del Dirigente Scolastico: nell’ipotesi di contagio in occasione di lavoro la responsabilità del datore di lavoro è ipotizzabile solo in caso di violazione della legge o di obblighi derivanti dalle conoscenze sperimentali o tecniche, che nel caso dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 si possono rinvenire nei protocolli e nelle linee guida governativi e regionali.  Si sottolinea che l’eventuale responsabilità del datore di lavoro non è certo conseguenza automatica del contagio del lavoratore in occasione di lavoro, ma può derivare soltanto dall’accertata inosservanza delle prescrizioni contenute nei protocolli nazionali di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid-19 negli ambienti di lavoro.

   A chi mi rivolgo se penso di essermi contagiato sul posto di lavoro?

♠   Riferimento normativo: art. 53 del DPR 1124/1965, come modificato dall’articolo 21, comma1), lettera b) del Dlgs 151/2015: “qualunque medico presti la prima assistenza a un lavoratore infortunato sul lavoro o affetto da malattia professionale è obbligato a rilasciare certificato ai fini degli obblighi di denuncia di cui al presente articolo e a trasmetterlo esclusivamente per via telematica all’Istituto assicuratore.”

Mi rivolgo al medico di medicina generale (MMG, il cosiddetto “medico di famiglia”) o a una struttura sanitaria.

   Nell’accezione di struttura sanitaria e medico rientra qualunque medico, ossia medico del lavoro, pronto soccorso, ospedale, medico di famiglia, etc. che presti la prima assistenza intesa quale “prestazione professionale qualificata rientrante nell’ambito di procedure organizzative strutturate per fornire assistenza medica, anche solamente di base, ad un lavoratore in caso di infortunio o malattia professionale.

  Chi redige il certificato di infortunio?

♠  Normativa: D.L. 18/2020 “Cura Italia” art. 42 c. 2, convertito in Legge 27/2020

Nei casi accertati di infezione da coronavirus (SARS- CoV-2) in occasione di lavoro, il medico o la struttura sanitaria che presta la prima assistenza ad un lavoratore infortunato o affetto da malattia professionale, redige il consueto certificato di infortunio in tre copie (Inail, assicurato, datore di lavoro) e ha l’obbligo di trasmettere per via telematica all’Inail, il certificato medico. Nel caso in cui, a causa di problemi tecnici organizzativi o altre cause oggettive, non sia possibile la trasmissione on line, il medico esterno o la struttura sanitaria, provvedono all’invio del certificato via PEC alla sede Inail.

Nel caso in cui il medico non provveda all’inoltro telematico al datore di lavoro, ma utilizzi il modello cartaceo, il lavoratore\infortunato dovrà consegnare il certificato al suo datore di lavoro.

N.B. Come indicato sopra, se non si rientra nei casi per cui vale il principio di “presunzione semplice di origine professionale” (personale sanitario, personale delle RSA, lavoratore a contatto con il pubblico) il riconoscimento dell’origine professionale del contagio, si fonda su un giudizio di ragionevole probabilità.”

  Caratteristiche del certificato: Il certificato riporterà:

– i dati anagrafici completi del lavoratore

– i dati del datore di lavoro

– per i casi in cui non sia prevista la presunzione semplice dell’avvenuto contagio in relazione al rischio professionale specifico (personale sanitario, personale delle RSA, lavoratore a contatto con il pubblico): le cause e circostanze, la natura della lesione e il rapporto con le cause denunciate

– la diagnosi, oltre che la prognosi: per poter permettere al datore di lavoro la corretta compilazione di tutte le sezioni obbligatorie della denuncia di infortunio e degli adempimenti connessi obbligatori per legge (invio della denuncia di infortunio all’INAIL entro 48 ore dalla ricezione del certificato). Ai fini della certificazione dell’avvenuto contagio si ritiene valida qualsiasi documentazione clinico-strumentale in grado di attestare, in base alle conoscenze scientifiche, il contagio stesso.

– la data di astensione dal lavoro per inabilità temporanea assoluta conseguente al contagio da virus

oppure

– la data di astensione dal lavoro per quarantena o permanenza domiciliare fiduciaria del lavoratore sempre legata all’accertamento dell’avvenuto contagio

La certificazione dell’avvenuto contagio unitamente al requisito dell’occasione di lavoro è fondamentale, perchè configura la fattispecie della malattia-infortunio e consente la tutela INAIL.

  Privacy: La diagnosi, essendo un dato riservato, non dovrebbe essere esclusa dalla copia per il datore di lavoro?

♠  Normativa: paragrafo 6.3 delle “Linee guida in materia di trattamento di dati personali per finalità di gestione del rapporto di lavoro alle dipendenze di datori di lavoro privati” (Provvedimento del 23 novembre 2006 – Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 7/12/2006 n. 285 – Serie generale) redatte dal Garante della privacy.

No. La diagnosi, pur essendo un dato “sensibile”, è tra quelli che possono essere comunicati al datore di lavoro. La possibilità di conoscere dati sanitari del lavoratore da parte del datore di lavoro è limitata ai casi in cui quest’ultimo deve dare esecuzione ad obblighi di comunicazione legislativamente previsti (invio della denuncia di infortunio all’INAIL entro 48 ore dalla ricezione del certificato). Tra questi rientra la presentazione all’Inail della denuncia di infortunio lavorativo corredata da specifica certificazione medica.

  Chi consegna il certificato di infortunio al datore di lavoro?

Il medico. Il certificato, inviato in modalità on\off line dal medico esterno, è consultabile interamente dal Datore di Lavoro attraverso il servizio “Ricerca certificati medici”, disponibile all’interno dell’applicativo Denuncia\comunicazione di infortunio.

oppure

Il lavoratore. Nel caso in cui il medico non provveda all’inoltro telematico al datore di lavoro, ma utilizzi il modello cartaceo, il lavoratore dovrà consegnare il certificato al suo datore di lavoro.

  Cosa farà il datore di lavoro [il dirigente scolastico] con il mio certificato di infortunio?

♠  Normativa: Circolare INAIL 10/2016

Il dirigente scolastico trasmette all’Inail, in modalità telematica, entro 48 ore dalla ricezione del certificato, la denuncia/comunicazione obbligatoria d’infortunio, indicando i riferimenti del certificato medico dell’evento. È invece esonerato dall’obbligo della trasmissione del certificato medico, alla quale deve provvedere il medico certificatore che presta la prima assistenza. Non compete al dirigente neppure la valutazione circa la ricorrenza degli estremi per l’indennizzabilità.
I termini per la presentazione delle denunce (48 ore) decorrono dalla data in cui il datore di lavoro ha ricevuto i riferimenti del certificato medico dal lavoratore.
Nelle denunce devono essere obbligatoriamente indicati, oltre agli altri, il numero identificativo del certificato medico e la data di rilascio del certificato medico. L’Istituto scolastico è esonerato dall’obbligo di denuncia all’autorità di Pubblica sicurezza poiché a tale adempimento provvede l’Inail.

  Presentazione denuncia di infortunio [Circolare INAIL 3159/21]: Circa il termine di due giorni per presentare la denuncia di infortunio, si specifica che il giorno iniziale è quello successivo alla data in cui il datore di lavoro ha ricevuto dal lavoratore (in adempimento dell’obbligo stabilito dall’articolo 52, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 11245) il numero identificativo del certificato di infortunio, la data di rilascio e i giorni di prognosi indicati nel certificato stesso. Per quanto riguarda il termine di scadenza si specifica che se trattasi di giorno festivo esso slitta al primo giorno successivo non festivo. Nei casi di lavoro settimanale articolato su cinque giorni lavorativi, il sabato è considerato normale giornata feriale.

♠ Circolare INAIL 3159/21:

Il datore di lavoro non deve effettuare alcuna valutazione in merito alla ricorrenza nel caso concreto della cosiddetta presunzione semplice, né tanto meno in relazione alla sussistenza dell’occasione di lavoro, perché tale attività è riservata dalla legge all’Inail. Per questo, l’articolo 53, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, stabilisce chiaramente che il datore di lavoro deve presentare la denuncia di infortunio indipendentemente da ogni valutazione circa la ricorrenza degli estremi di legge per l’indennizzabilità.

L’assicurazione Inail per quanto riguarda le denunce di infortunio si basa su poche e semplici regole che tutti i datori di lavoro, compresi i presidi, sono tenuti a rispettare:

1. presenza di un certificato medico d’infortunio: l’obbligo del dirigente scolastico di presentare per via telematica la denuncia/comunicazione di infortunio, nei casi in cui il personale scolastico risulti positivo al Covid 19, sorge esclusivamente in presenza della prescritta certificazione medica di infortunio. In particolare il dirigente scolastico ha l’obbligo di trasmettere la denuncia di infortunio all’Inail soltanto se è a conoscenza dei dati di riferimento del certificato medico di infortunio, rilasciato dal medico che ha prestato la prima assistenza al lavoratore.

  Nel caso di denuncia  per studenti risultati positivi al Covid-19:

♠  Normativa: Circolare INAIL 1359/21

Esiste quindi una limitazione della tutela assicurativa con riguardo all’ attività protetta che non consente, allo stato, di includere gli studenti nella tutela assicurativa per il contagio da Covid-19 (per le infezioni contratte in occasione di lavoro), quand’anche il medico redigesse, in ipotesi, un certificato medico di infortunio.

Resta fermo che anche nel caso teorico suddetto, il dirigente scolastico dovrebbe presentare, come negli altri casi, la denuncia di infortunio all’Inail poiché l’obbligo in questione sorge per il solo fatto dell’emissione di un certificato medico di infortunio. Si ribadisce infatti che l’istruttoria in merito all’ammissione a tutela del caso denunciato spetta esclusivamente all’Inail.

2 . richiesta di denuncia della Sede Inail al dirigente scolastico: l’Inail è tenuto ad istruire il caso di infortunio, non solo in base al certificato medico di infortunio trasmesso dal medico e alla denuncia di infortunio presentata dal datore di lavoro, ma anche su segnalazione del lavoratore, dei patronati che li assistono, nonché dell’Inps, nei casi in cui emerga che l’evento lesivo è da configurare come infortunio-malattia avvenuto in occasione di lavoro e non come semplice malattia.

Nei casi suddetti, le sedi dell’Inail sono tenute a chiedere al datore di lavoro, compresi i dirigenti scolastici, di presentare la denuncia di infortunio per il proseguimento dell’istruttoria.

Fuori da questi due casi (presenza di un certificato medico d’infortunio rilasciato al lavoratore e richiesta di denuncia della Sede Inail al dirigente scolastico), non è ravvisabile alcun obbligo di denuncia/comunicazione in capo ai dirigenti scolastici.

  Da quando decorre la tutela INAIL?

Il termine iniziale decorre:

– dal primo giorno di astensione dal lavoro attestato da certificazione medica per avvenuto contagio

oppure

– dal primo giorno di astensione dal lavoro coincidente con l’inizio della quarantena, sempre per contagio da nuovo coronavirus (contagio che può essere accertato anche successivamente all’inizio della quarantena)

  Infortunio sul lavoro in itinere occorso durante il periodo di emergenza da COVID – 19

♠  Normativa: Istruzione operativa Inail del 17 marzo 2020, n. 3675

Anche gli eventi di contagio da nuovo coronavirus accaduti durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro sono configurabili come infortunio in itinere. Tale deroga vale per tutta la durata del periodo di emergenza epidemiologica, secondo le disposizioni e i tempi dettati in materia dalle autorità competenti.

In merito all’utilizzo del mezzo di trasporto, poiché il rischio di contagio è molto più probabile in aree o a bordo di mezzi pubblici affollati, al fine di ridurne la portata, per tutti i lavoratori addetti allo svolgimento di prestazioni da rendere in presenza sul luogo di lavoro è considerato necessario l’uso del mezzo privato per raggiungere dalla propria abitazione il luogo di lavoro e viceversa.

  Denunce di infortunio per studenti risultati positivi al Covid-19:

♠  Normativa: Circolare INAIL 1359/21

L’assicurazione obbligatoria pubblica è prevista, […] per gli studenti direttamente adibiti alle seguenti attività :

a) esperienze tecnico-scientifiche, esercitazioni pratiche e di lavoro;

b) attività di educazione fisica nella scuola secondaria;

c) attività di scienze motorie e sportive, nonché attività di alfabetizzazione informatica e di apprendimento di lingue straniere con l’ausilio di laboratori nella scuola primaria e secondaria;

d) viaggi di integrazione della preparazione di indirizzo.

La copertura assicurativa opera soltanto per gli infortuni che accadono nel corso delle suddette attività, con esclusione degli infortuni non connessi alla specifica attività per la quale sussiste l’obbligo di legge. E’ escluso dalla tutela anche l’infortunio in itinere […]  occorso nel normale tragitto di andata e ritorno dal luogo di abitazione alla sede della scuola presso cui lo studente è iscritto [Circolare Inail 23 aprile 2003, n. 28].

Esiste quindi una limitazione della tutela assicurativa con riguardo all’attività protetta che non consente, allo stato, di includere gli studenti nella tutela assicurativa per il contagio da Covid-19 (per le infezioni contratte in occasione di lavoro), quand’anche il medico redigesse, in ipotesi, un certificato medico di infortunio.

  DAD/DDI  e infortunio:

Normativa: Circolare 3159/2021 Copertura assicurativa per studenti e insegnanti per infortuni accaduti durante la didattica a distanza (DAD) o la didattica digitale integrata (DDI) per la parte non in presenza e obbligo generalizzato per gli insegnanti

La normativa emergenziale emanata per il contenimento dell’epidemia per infezione da SARS-CoV-2 ha introdotto lo svolgimento delle prestazioni didattiche a distanza come modalità necessaria per contenere i contagi. Successivamente, al fine di garantire la continuità del diritto all’istruzione, è stata introdotta la didattica digitale integrata, in forma complementare, che prevede l’erogazione a distanza di parte della didattica, o in forma esclusiva, nei casi di sospensione dell’attività in presenza.

La didattica a distanza è erogata attraverso il collegamento internet e tramite apposite piattaforme e comporta quindi l’utilizzazione diretta da parte dello studente e dell’insegnante di dispositivi elettronici e elettrici, che costituiscono di per sé fonti di esposizione a rischio, esattamente come avviene per le attività di alfabetizzazione informatica e di apprendimento di lingue straniere attuate con l’ausilio di macchine elettriche, già coperte dall’assicurazione Inail

La copertura assicurativa non può che comprendere anche eventuali lezioni di scienze motorie e sportive erogate in DAD (si pensi alle zone rosse per la pandemia in corso).

Studenti: la copertura assicurativa in caso di didattica a distanza è uguale a quella prevista per gli studenti nello svolgimento di esperienze tecnico-scientifiche o esercitazioni pratiche e di lavoro effettuate “in presenza” nelle aule scolastiche o in altro luogo specificatamente individuato, sia nell’ambito dell’attività scolastica tradizionale che nell’ambito dei percorsi di alternanza scuola-lavoro, ora ridenominati percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento.

Docenti:  già prima dell’introduzione della DAD, la copertura assicurativa è stata prevista se:

a) per lo svolgimento della loro attività fanno uso di apparecchi/macchine elettriche (videoterminali, computer, tablet, fotocopiatrici, videoregistratori, proiettori, ecc.), ovvero se frequentano un ambiente organizzato ove sono presenti le suddette macchine […]

b) sono direttamente adibiti ad esperienze tecnico-scientifiche, ad esercitazioni pratiche e ad esercitazioni di lavoro

A seguito della normativa diretta alla dematerializzazione delle procedure amministrative in materia di istruzione […] sono stati introdotti nelle scuole le pagelle elettroniche e il registro elettronico di classe, che richiedono evidentemente l’utilizzazione abituale da parte degli insegnanti di dispositivi elettronici/informatici. Allo stato si deve, dunque, ritenere che per tutti gli insegnanti sia operante in via generalizzata l’obbligo assicurativo […] e che gli stessi siano quindi sempre tutelati in caso di infortunio sul lavoro, sia per l’attività lavorativa in presenza che per la didattica a distanza.

n.b. Sull’argomento l’Inail sta per emanare una specifica circolare in quanto, anche a seguito della diffusione capillare della DAD, la dematerializzazione è ormai una realtà operativa in tutte le scuole di ogni ordine e grado, sia pubbliche che private. Attualmente in fase di trattazione delle denunce di infortunio pervenute, le sedi dell’Inail continuano ad inviare specifici questionari per verificare se l’insegnante è persona tutelata dall’Inail in quanto utilizza abitualmente e sistematicamente dispositivi elettronici oppure insegna materie che comportano esperienze tecnico-scientifiche, esercitazioni pratiche e di lavoro, attività di educazione fisica o di scienze motorie e sportive o infine attività di alfabetizzazione informatica e di apprendimento di lingue straniere con l’ausilio di laboratori.

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FAQs SITO MIUR IN COSTANTE AGGIORNAMENTO: https://www.istruzione.it/rientriamoascuola/domandeerisposte.html#ddi

  29.03.21

 SMART WORKING/CONGEDO STRAORDINARIO: GENITORI di FIGLI IN DAD/IN QUARANTENA OBBLIGATORIA

Il termine per fruire dei benefici previsti dal D.L. 13 marzo 2021, n. 30 è il 30 giugno 2021.

  Normativa di riferimento:

D.L. 13 marzo 2021, n. 30, recante “misure urgenti per fronteggiare la diffusione del COVID-19 e interventi di sostegno per lavoratori con figli minori in didattica a distanza o in quarantena” – da convertire in legge, eventualmente con modifiche e/o integrazioni, entro sessanta giorni dal 13 marzo 2021

  Scheda riassuntiva CISL: nell’area download

 

   Fruibile per i periodi compresi entro il 30 giugno 2021, salvo proroga.

  Lavoro agile per figlio convivente minore di 16 anni

In relazione alla prestazione di lavoro in modalità agile, l’art. 2 c. 1 del D.L. 13 marzo 2021, n. 30 stabilisce che “il genitore di figlio convivente minore di anni sedici, lavoratore dipendente, alternativamente all’altro genitore, può svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile per un periodo corrispondente in tutto o in parte alla durata della sospensione dell’attività didattica in presenza del figlio, alla durata dell’infezione da SARS Covid-19 del figlio, nonché alla durata della quarantena del figlio disposta dal Dipartimento di prevenzione della azienda sanitaria locale (ASL) territorialmente competente a seguito di contatto ovunque avvenuto”.

Pertanto, al genitore – lavoratore dipendente – di figlio convivente minore di 16 anni è riconosciuta la possibilità, alternativamente all’altro genitore, di svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile per un periodo corrispondente, in tutto o in parte:

  • alla durata della sospensione dell’attività didattica in presenza del figlio;
  • alla durata dell’infezione da SARS Covid-19 del figlio;
  • alla durata della quarantena del figlio, che sia stata disposta dal Dipartimento di prevenzione della azienda sanitaria locale territorialmente competente.

  Congedo dal lavoro per figlio convivente minore di 14 anni

In relazione al congedo dal lavoro, il c. 2 dell’art. 2 c. 1 del D.L. 13 marzo 2021, n. 30 stabilisce che “nelle sole ipotesi in cui la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità agile, il genitore lavoratore dipendente del figlio convivente minore di anni quattordici, alternativamente all’altro genitore, può astenersi dal lavoro per un periodo corrispondente in tutto o in parte alla durata della sospensione dell’attività didattica in presenza del figlio, alla durata dell’infezione da SARS Covid-19 del figlio, nonché alla durata della quarantena del figlio”.

  Ai fini retributivi e contributivi, il c. 3 dell’art. 2 c. 1 del D.L. 13 marzo 2021, n. 30 stabilisce che “per i periodi di astensione fruiti ai sensi del comma 2, è riconosciuta in luogo della retribuzione e, nei limiti di spesa di cui al comma 8 (282,2 milioni di euro, ndr) un’indennità pari al 50 per cento della retribuzione stessa, calcolata secondo quanto previsto dall’articolo 23 del (…) decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, ad eccezione del comma 2 del medesimo articolo 23. I suddetti periodi sono coperti da contribuzione figurativa”.

Pertanto, nei soli casi in cui la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità agile, al genitore – lavoratore dipendente – del figlio convivente minore di anni 14 è riconosciuta la possibilità, alternativamente all’altro genitore, di fare richiesta di congedo dal lavoro per un periodo corrispondente in tutto o in parte

  • alla durata della sospensione dell’attività didattica in presenza del figlio;
  • alla durata dell’infezione da SARS Covid-19 del figlio;
  • alla durata della quarantena del figlio.

  Il beneficio del congedo è riconosciuto anche ai genitori di figli con disabilità in situazione di gravità accertata ai sensi dell’art. 4 c. 1 della L. 5 febbraio 1992, n. 104, iscritti alle scuole di ogni ordine e grado per le quali sia stata disposta la sospensione dell’attività didattica in presenza o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale per i quali sia stata disposta la chiusura.

 Ai sensi del c. 5 dell’art. 2 del D.L. 13 marzo 2021, n. 30, nel caso in cui il figlio sia di età compresa tra 14 e 16 anni, uno dei genitori, alternativamente all’altro, ha diritto, al ricorrere delle condizioni di cui al c. 2 primo periodo, all’astensione dal lavoro senza corresponsione di retribuzione o indennità né riconoscimento di contribuzione figurativa, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro.

  Si rileva, inoltre, che ai sensi del c. 4 dell’art. 2 c. 1 del D.L. 13 marzo 2021, n. 30, i periodi di congedo parentale di cui agli artt. 32 e 33 del D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, fruiti dai genitori dal 1° gennaio 2021 al 12 marzo 2021 durante i periodi:

  • di sospensione dell’attività didattica in presenza del figlio;
  • di durata dell’infezione da SARS Covid-19 del figlio;
  • di durata della quarantena del figlio,

possono essere convertiti, a domanda, nel congedo di cui al c. 2 (astensione) con diritto all’indennità di cui al c. 3, e non sono computati né indennizzati a titolo di congedo parentale.

Ai sensi del c. 7 dell’art. 2 del D.L. 13 marzo 2021, n. 30, “per i giorni in cui un genitore svolge la prestazione di lavoro in modalità agile o fruisce del congedo di cui ai commi 2 e 5 oppure non svolge alcuna attività lavorativa o è sospeso dal lavoro, l’altro genitore non può fruire dell’astensione di cui ai commi 2 e 5 (…), salvo che sia genitore anche di altri figli minori di anni quattordici avuti da altri soggetti che non stiano fruendo di alcune delle misure di cui ai commi da 1 a 6”.

  Si rileva, infine, che ai dipendenti delle scuole non è stato esteso il bonus baby-sitting di cui al c. 6 dell’art. 2 del D.L. 13 marzo 2021, n. 30, previsto esclusivamente per lavoratori autonomi, personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, nonché per i lavoratori dipendenti del settore sanitario.

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  CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE INTEGRATIVO e

NOTA INTEGRATIVA del MINISTERO dell’ISTRUZIONE

concernente le prestazioni lavorative e adempimenti resi dal personale docente: criteri di erogazione del servizio nella modalità a distanza fino al perdurare dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri in data 31 gennaio 2020, dovuto al diffondersi del virus COVID-19

  (nota MI n.2002 del 09.11.20 “Luogo e strumenti di lavoro”) Sui criteri generali di svolgimento dell’attività in DDI da parte dei docenti, all’interno o all’esterno dell’istituzione scolastica, è resa informativa alle RSU.

  PERCHÈ UN CCNI (Contratto Collettivo Nazionale Integrativo) A NOVEMBRE ?

Attraverso l’azione congiunta con il Ministero dell’Istruzione si è inteso:

  • fare sintesi della normativa emessa fino al momento di incontro delle parti e creare una cornice chiara e univoca all’interno della quale operino tutte le istituzioni scolastiche

Ciò al fine di:

  • dare indicazioni precise relative agli aspetti della funzione docente nel contesto della DDI
  • garantire omogeneità dei servizi scolastici e di accesso all’istruzione in tutto il Paese
  • assicurare l’effettività del diritto costituzionale allo studio

Il CCNI è accompagnato dalle Note Operative redatte dal Ministero (n.2002 del 09.11.20). Le Note, corrette dalle Organizzazioni Sindacali firmatarie in modo significativo rispetto alle proposte iniziali dell’Amministrazione e quindi poi approvate, entrano nel dettaglio delle seguenti questioni:

  • Orario di servizio
  • Luogo e strumenti di lavoro
  • Personale docente in quarantena ovvero in isolamento fiduciario. Specificazioni

Il Contratto non introduce elementi nuovi (o peggiorativi) rispetto a quanto previsto dalla normativa emanata fino alla firma del Contratto stesso e nel dettaglio soddisfa l’esigenza di definire chiaramente:

la durata del CCNI e delle prestazioni lavorative in modalità a distanza: (art.1) “fino al  perdurare dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei Ministri , dovuto al diffondersi del virus Covid-19”.

  Questo impedisce che il ricorso alla DDI, introdotta per far fronte ad una situazione emergenziale, si protragga ad emergenza terminata;  impedisce quindi che la DDI venga imposta ai docenti anche in futuro, in condizioni di normale didattica in presenza.

i casi in cui si può ricorrere alla DDI:

♠ (art.1 comma 1) sospensione dell’attività didattica in presenza estesa a tutte le classi dell’istituto

♠ (art.1 comma 3;  art.3 comma 1) sospensione dell’attività didattica in presenza limitata ad alcune classi dell’istituto  o limitata a gruppi circoscritti di alunni della classe

È il caso di:

1)  docente posto in quarantena o isolamento fiduciario, NON coperto da certificazione medica con classi poste in quarantena: svolge servizio in modalità a distanza ESCLUSIVAMENTE per le proprie classi

2) docente posto in quarantena o isolamento fiduciario, NON coperto da certificazione medica con classi in presenza: svolge servizio con modalità a distanza ove sia possibile garantire la compresenza con altri docenti non impegnati in altre attività didattiche (ad esempio ‘a disposizione’)

3) alunni: alle classi o gruppi di alunni posti in quarantena il docente che ha sia classi in presenza che a distanza assicura la  didattica in modalità sincrona sulla base di quanto previsto dal Piano per La DDI approvato dal Collegio dei Docenti

Viene ribadito che nel contesto della DDI il docente svolge servizio ESCLUSIVAMENTE per le sue classi

le prestazioni di lavoro dei docenti rese in modalità DDI in merito a:

carichi orari (art.2):  il docente è tenuto al rispetto dell’orario di servizio settimanale stabilito nel Contratto Collettivo Provinciale (22 ore alla scuola primaria; 20 ore nella scuola secondaria e L2/religione alla primaria), declinato poi nel Piano per la DDI approvato dal Collegio dei Docenti.

riduzione dell’unità oraria: (Decreto n.89 del 07.08.20) Adozione delle Linee guida sulla Didattica digitale integrata, di cui al Decreto del Ministro dell’Istruzione 26 giugno 2020, n. 39

“Nella strutturazione dell’orario settimanale in DDI, è possibile fare ricorso alla riduzione dell’unità oraria di lezione, alla compattazione delle discipline, nonché adottare tutte le forme di flessibilità didattica e organizzativa previste dal Regolamento dell’Autonomia scolastica.”

riduzione dell’unità oraria e  recuperi: (Circolari Ministeriali 243/1979 e 192/1980 riprese nel Piano per la DDI): la riduzione della durata dell’unità oraria di lezione non va recuperata essendo deliberata per:

– garantire il servizio di istruzione in condizioni di emergenza

– far fronte a cause di forza maggiore, con il solo utilizzo degli strumenti digitali

– tenere conto della necessità di salvaguardare la salute e il benessere sia delle alunne e degli alunni, sia del personale docente

momenti di pausa:

(nota MI n.2002 del 09.11.20 “Orario di servizio”) il docente ha facoltà di introdurre, come peraltro possibile nell’attività didattica svolta in presenza, gli opportuni momenti di pausa nel corso della lezione in DDI, anche in funzione della valorizzazione della capacità di attenzione degli alunni. Tale possibilità è prevista anche nel caso siano state adottate unità orarie inferiori a 60 minuti.

La nota n.2002 riprende la nota n.1934 del 26.10.20 “L’attivazione della DDI”: Particolarmente utile si rivela la possibilità di adottare una unità oraria inferiore ai 60 minuti e stabilire le eventuali relative pause tra le lezioni sincrone.

A quanto riposo/quanta pausa ha diritto il lavoratore: (D. Lgs. 8 aprile 2003, n. 66: Attuazione delle direttive 93/104/CE e 2000/34/CE concernenti taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro – ultimo aggiornamento all’atto:31/12/2018)

Art. 7 Riposo giornaliero

1.Ferma  restando  la  durata normale dell’orario settimanale, il lavoratore  ha  diritto  a  undici  ore  di  riposo  consecutivo ogni ventiquattro  ore.  Il  riposo giornaliero deve essere fruito in modo consecutivo  fatte  salve  le  attività caratterizzate da periodi di lavoro   frazionati   durante   la   giornata   ((o   da   regimi  di reperibilita’)).

Art. 8 Pause

1. Qualora l’orario di lavoro giornaliero ecceda il limite di sei ore il lavoratore deve beneficiare di un intervallo per pausa, le cui modalita’ e la cui durata sono stabilite dai contratti collettivi  di lavoro, ai fini del recupero  delle  energie  psico-fisiche  e  della eventuale consumazione del pasto anche al fine di attenuare il lavoro monotono e ripetitivo.
2. Nelle ipotesi di cui al  comma  1,  in  difetto  di  disciplina collettiva  che  preveda  un   intervallo   a   qualsivoglia   titolo attribuito, al lavoratore deve essere concessa una pausa,  anche  sul posto di lavoro, tra l’inizio e la fine di ogni  periodo  giornaliero di  lavoro,  di  durata  non  inferiore  a  dieci  minuti  e  la  cui collocazione deve tener conto delle esigenze  tecniche  del  processo lavorativo.

  Il docente impegnato nella didattica a distanza rientra nella categoria dei “videoterminalisti”? 

(D.Lgs. 09 aprile 2008 n. 81 – Testo coordinato con il D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106 TITOLO VII – ATTREZZATURE MUNITE DI VIDEOTERMINALI CAPO I – DISPOSIZIONI GENERALI)

Art. 173: È video-terminalista chi:

–  utilizza  un  video-terminale  in  modo sistematico  e  abituale: vale a dire che l’uso del VDT è una parte necessaria e costante dell’attività lavorativa, e quindi non un uso saltuario, occasionale, per tempi ridotti.

– utilizza  un  video-terminale per  venti  ore  settimanali,  dedotte  le  pause  obbligatorie  di  15  minuti ogni due ore di attività

Da ciò deriva che i docenti impegnati nella didattica a distanza  rientrino nella categoria dei video-terminalisti come definiti nel D.Lgs. 09 aprile 2008 n. 81 solo se svolgono le 20 (scuola secondaria; L2/religione scuola primaria) o 22 (scuola primaria) ore di servizio previste dal Contratto Collettivo Provinciale impiegando i devices di vario tipo nello svolgimento delle attività svolte con modalità sincrona o asincrona, come scandite nel Piano  sulla DDI approvato dal Collegio dei Docenti.

Come accade con la didattica in presenza, l’attività di preparazione del materiale didattico o la correzione di elaborati, pur se svolta con il sussidio di devices, non rientra nel computo delle ore di servizio

attività funzionali all’insegnamento e diritto alla disconnessione (Nota MI n.1934 del 26.10.20 e n.2002 del 09.11.20 “Orario di Servizio”) Anche nel caso di sospensione delle attività didattiche in presenza, gli impegni del personale docente seguono il piano delle attività deliberato dal collegio dei docenti e restano fermi i criteri relativi al “diritto alla disconnessione” stabiliti a livello di istituzione scolastica (ai sensi dell’articolo 22, comma 4, lettera c8), del CCNL 2016/2018). Il calendario annuale delle attività funzionali può essere rivisto a seconda delle specifiche situazioni.

  Il diritto alla disconnessione rientra tra le prerogative delle RSU ed è quindi oggetto di contrattazione integrativa di istituto. In quel contesto le RSU potranno definire “i criteri generali per l’utilizzo di strumentazioni tecnologiche di lavoro in orario diverso da quello di servizio, al fine di una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare

  l’autonomia professionale del lavoro del docente (art.1 comma 2): “La DDI si svolge nel rispetto della libertà di insegnamento, delle competenze degli Organi collegiali e dell’autonomia progettuale e organizzativa delle istituzioni scolastiche”.

gli strumenti di lavoro (Nota MI n.1934 del 26.10.20 “Attivazione della DDI” e n.2002 del 09.11.20 “Luogo e strumenti di lavoro”):

docenti: in subordine alla necessità di garantire la strumentazione adeguata agli alunni e tenuto conto che il personale di ruolo può usufruire della Carta del docente, è opportuno che le istituzioni scolastiche attivino le verifiche delle effettive necessità del personale docente a tempo determinato, da poter assolvere attraverso lo strumento del comodato d’uso, al fine di essere comunque preparati ad ogni evenienza.

Poiché in Provincia di Bolzano i docenti non usufruiscono della Carta del Docente, tutto il personale docente è, in caso di necessità, beneficiaria del diritto a poter assolvere all’obbligo di servizio attraverso strumenti messi a disposizione dall’istituto di appartenenza

♠  docente in quarantena/isolamento fiduciario: il dirigente scolastico, in presenza di difficoltà organizzative personali o familiari del docente in quarantena o isolamento fiduciario, ne favorirà il superamento anche attraverso la concessione in comodato d’uso della necessaria strumentazione tecnologica.

  Privacy: richiama in documento congiunto Ministero dell’Istruzione/Garante della Privacy “Didattica digitale integrale e tutela della privacy“:

– obbligo di assicurare la riservatezza delle informazioni, dei dati personali, dell’identità personale e tutto ciò che riguarda un corretto e sicuro utilizzo delle piattaforme informatiche

-obbligo di fornire le necessarie informazioni anche a studenti e famiglie

 

  Registro elettronico (Art.5): la presenza di docenti e alunni avviene esclusivamente attraverso il registro elettronico.

  Ciò chiarisce i dubbi circa la necessità da parte del docente di firmare o meno la “presenza” nel registro. Nel corso dell’a.s. 2019/20 in molti casi i docenti avevano infatti ricevuto indicazione da parte dei dirigenti scolastici di non firmare il registro, rendendo poi impossibile tracciare l’attività sincrona dei docenti.

salute e sicurezza (art.6): i docenti hanno diritto a “informazione” e “formazione” in materia di ambiente, sicurezza e salute come disposto dagli artt. 36 e 37 del D. Lgs. 81/2008

formazione (art.7): le istituzioni scolastiche sono tenute ad:

– attivare la necessaria formazione sulla DDI per il personale docente

– attivare uno specifico modulo concernente l’uso degli strumenti tecnologici necessari allo svolgimento della DDI (formazione obbligatoria dei docenti in materia di “sicurezza e salute dei lavoratori”)

  CISL Scuola è una delle firmatarie del contratto nato dalla collaborazione con il Ministero, al fine di:

  • evitare che forme di lavoro dovute a ragioni straordinarie e imprevedibili fossero soggette a modalità di svolgimento stabilite in modo unilaterale (dal solo Ministero)
  • evitare che forme di lavoro dovute a ragioni straordinarie e imprevedibili possano permanere oltre lo stato di emergenza
  • definire chiaramente gli obblighi dei docenti connessi alle prestazioni di lavoro in modalità a distanza, sotto il profilo dei carichi orari e dell’autonomia professionale
  • ribadire in modo esplicito il rispetto della libertà di insegnamento, delle competenze degli Organi collegiali e dell’autonomia progettuale e organizzativa delle istituzioni scolastiche
  • richiamare all’osservanza di tutte le norme di tutela della salute ordinariamente previste, ivi comprese pertanto quelle che riguardano l’impiego di videoterminali
  • regolamentare in modo chiaro e univoco l’attività del docente che pur non trovandosi in stato di malattia certificata, è obbligato alla quarantena o in condizione di isolamento fiduciario. La stipula del CCNI sbarra la strada all’ipotesi (portata avanti da Uffici Scolastici Regionali e/o Regioni) di “quarantena attiva” che avrebbe comportato l’obbligo del docente di recarsi comunque a scuola, pur con tutte le precauzioni necessarie in termini di dispositivi e distanziamento.
  • prevedere, nel contesto della formazione obbligatoria dei docenti in materia di “sicurezza e salute dei lavoratori” un modulo sull’uso degli strumenti tecnologici utilizzati per la DDI, con richiamo esplicito al D.Lgs. 81/2008, artt. 36 e 37
  • ribadire il pieno accesso ai diritti sindacali, compresa la partecipazione alle assemblee sindacali durante l’orario di lavoro, svolte in modalità telematica
  • eliminare l’ipotesi, posta in fase di avvio dall’Amministrazione, di un recupero obbligato delle ore non prestate a causa di impossibilità oggettive; a tal fine il Ministero proponeva infatti l’istituzione di una banca ore, prevedendone il recupero entro l’anno scolastico in corso.
  • ribadire l’obbligo di assicurare la riservatezza delle informazioni, dei dati personali, dell’identità personale e tutto ciò che riguarda un corretto e sicuro utilizzo delle piattaforme informatiche
  • individuare nel registro elettronico lo strumento deputato a rilevare le presenze del personale e degli alunni

 

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Ai sensi dell’articolo 63 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 “Curaitalia“, è previsto per i lavoratori dipendenti pubblici e privati un premio, alle seguenti condizioni:

  • nell’anno 2019 possedevano un reddito complessivo da lavoro dipendente non superiore a 40.000 euro
  • durante il periodo di emergenza sanitaria da COVID-19, riferito al mese di marzo 2020, hanno continuato a prestare servizio presso la sede di lavoro.

Il premio (per un importo massimo di 100,00 euro):

  • è riferito alla prestazione lavorativa del mese di marzo 2020
  • va rapportato ai giorni effettivi di presenza al lavoro nella sede di lavoro
  • non spetta per i giorni in cui il personale abbia svolto la propria attività lavorativa in modalità di telelavoro, in smart working o in formazione a distanza,  o sia stato assente dal servizio per qualsiasi motivo (ferie, permesso, congedo straordinario, malattia, ecc.).

     Provincia di Bolzano: scuole a carattere statale/scuole provinciali: a seguito di varie telefonate pervenute ai nostri uffici, ricordiamo che il premio spetta a tutti i docenti della provincia di Bolzano che abbiano i requisiti sopra elencati, nella misura prevista dal decreto.  La circolare pervenuta alle scuole è intestata solo ai referenti (assessori, organizzazioni sindacali, dirigenti) delle scuole provinciali, pur essendo in realtà rivolta anche ai docenti delle scuole a carattere statale.

Per poter accedere al premio i docenti devono far pervenire alle segreterie una autocertificazione (che le segreterie stesse consegnano ai docenti). Sarà cura delle segreterie provvedere poi entro venerdì 30 ottobre alle pratiche (attraverso l’Ufficio Stipendi) che consentiranno l’erogazione finale del premio.

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▶️ SCUOLE SEDE DI SEGGIO ELETTORALE

La chiusura delle scuole sede di seggio e la conseguente sospensione delle attività didattica avviene su richiesta delle Amministrazioni comunali.

Per il personale che non presta attività lavorativa perché la sede di servizio rimane chiusa in quanto individuata sede di seggio, i contratti collettivi provinciale e nazionale non prevedono alcuna tipologia di congedo, pertanto, per la mancata prestazione lavorativa dei docenti (analogamente a altre situazioni di sospensione dell’attività didattica come ad es. per causa di forza maggiore, maltempo, disinfestazioni ecc.)

  • non possono essere previste decurtazioni economiche
  • non può essere richiesto il recupero delle ore
  • non può essere richiesta la prestazione di attività di insegnamento in altri plessi o sezioni staccate dell’istituzione

Per questa situazione, la mancata prestazione lavorativa (non dovuta alla volontà del lavoratore) è regolamentata:

  • dall’art.1256 del Codice Civile: “l’obbligazione si estingue quando, per una causa non imputabile al debitore (il lavoratore), la prestazione diventa impossibile. Se l’impossibilità è solo temporanea, il  debitore, finché essa perdura, non è responsabile del ritardo  dell’adempimento” e
  • dalle indicazioni contenute nell’O.M. 185/1995 (art. 3, comma 30): “Gli insegnanti a disposizione per la temporanea chiusura dei locali della sede di servizio a causa di disinfestazione o di consultazione elettorale non sono da considerare in soprannumero e non possono essere pertanto utilizzati negli altri plessi del circolo o nelle sezioni staccate o scuole coordinate.”

▶️  PERSONALE CHIAMATO AD ADEMPIERE FUNZIONI PRESSO I SEGGI ELETTORALI

Il personale insegnante impegnato in operazioni elettorali ha diritto, come previsto dalla C.M. n.132 del 29/4/1992, a riposo compensativo:

  • di un giorno per il servizio prestato di domenica, in caso di articolazione dell’orario di servizio settimanale su 6 giorni
  • di due giorni per il servizio prestato il sabato e la domenica, in caso di articolazione dell’orario settimanale su 5 giorni

L’orario settimanale va riferito all’articolazione delle attività didattiche della scuola, non del singolo insegnante, pertanto la situazione soggettiva del  “sabato libero” o del “lunedì libero” non da diritto a un ulteriore riposo compensativo.

Non è possibile richiedere il pagamento della festività non goduta in alternativa al riposo compensativo.

I giorni di assenza dal lavoro sono da considerarsi, a tutti gli effetti, giorni di attività lavorativa.

▶️  PERSONALE CHE DEBBA RECARSI IN UN COMUNE DIVERSO DA QUELLO OVE PRESTA SERVIZIO

Per esercitare il diritto di voto, il personale con contratto a tempo indeterminato ha diritto al congedo straordinario retribuito entro i seguenti limiti:

  • un giorno per le distanze comprese tra 350 e 700 chilometri
  • due giorni per le distanze oltre i 700 chilometri o per gli spostamenti da e per le isole

Il personale con contratto a tempo determinato ha diritto all’esercizio del voto entro gli stessi limiti temporali sopra enunciati usufruendo dei permessi previsti dal comma f, art. 2, allegato 4 del TU dei contratti collettivi provinciali (congedo straordinario retribuito).

▶️ AGEVOLAZIONI PER SPESE DI VIAGGIO

Le principali aziende di trasporto nazionali offrono sconti e tariffe agevolate per gli elettori che devono tornare nella città di residenza per adempiere al diritto di voto purché i biglietti siano di andata e ritorno, a ridosso delle elezioni, il viaggiatore sia munito di documento di identità e dalla tessera elettorale che, per il viaggio di ritorno, deve riportare il timbro dell’avvenuta votazione.
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In data 01/09 è stata pubblicata la circolare del Direttore provinciale scuole del 31/08/2020, concernente la riapertura dei termini per la presentazione delle domande di concessione dei permessi studio.

Puó presentare domanda di concessione dei permessi studio il personale docente con contratto a tempo indeterminato e determinato dal 14/09/2020 fino ad almeno il 30 aprile, con trattamento economico di almeno 9/18 o 11/22.

Il termine entro cui presentare domanda è martedi 15 settembre 2020

Il modulo di richiesta (che trovate nell’area download)  va compilato in cartaceo dal docente. Verrà firmato digitalmente dal/la Dirigente scolastica/o.

Nell’area download sono consultabili anche la circolare e il contratto.

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Gli insegnanti inseriti con riserva nelle graduatorie provinciali o di Istituto che intendono ottenere l’inclusione a pieno titolo nelle graduatorie compilate per l’anno scolastico 2020/21 sono
tenuti a produrre la documentazione mancante entro il 7 agosto 2020 (il termine fissato è tassativo).

Per lo scioglimento di riserva si raccomanda l’utilizzo dei moduli di domanda specifici per ogni graduatoria (nell’area download):

– Graduatoria provinciale modulo: Prov-2020

– Graduatoria d’istituto: modulo Ist 2020

indicando:
• i propri dati anagrafici
• l’opzione scioglimento della riserva
• la/le classi di concorso per la/ le quali si chiede lo scioglimento

I campi relativi ai titoli oggetto di scioglimento della riserva vanno firmati nell’ultima pagina e inviati all’indirizzo email istituzionale: con copia della carta d’identità allegata o all’indirizzo PEC:

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